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RACCONTI

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Adamo Bencivenga
PROSSIMA FERMATA
DOXVILLE
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MARTEDI’ 27 MARZO 2018. ORE 8:29 P.M. JULIAN MAILER CON IN MANO UNA BOTTIGLIA DI PREGIATO PINOT NERO CALIFORNIANO SUONA ALLA PORTA DEI SIGNORI RICHMOND.
Julian: Salve!
Elisabeth: Ben arrivato Julian! Dai non stare lì sulla porta, accomodati…

L’UOMO PIUTTOSTO IMPACCIATO ENTRA IN CASA.
Elisabeth: Ti presento mio marito George.

I DUE SI STRINGONO LA MANO.
Julian: Piacere di conoscerla George.
George: Piacere mio.
Julian: Finalmente ha smesso di piovere, ma l’inverno non vuole lasciarci in pace quest’anno.
George: Oh sì stasera fa particolarmente freddo!

JULIAN SI TOGLIE IL SOPRABITO.
Elisabeth: Dai a me Julian.
Julian: Complimenti per la casa.
George: Conosceva Doxville?
Julian: Oh ahimè no, è la prima volta che vengo da queste parti.
George: Le piace?
Julian: Elisabeth me ne aveva parlato, ma non immaginavo che fosse un posto così carino e davvero tranquillo.
George: Per dire il vero neanche noi lo conoscevamo… Pensi che mia moglie lo ha scovato sulla cartina.
Elisabeth: Ok, dopo le dovute formalità vi prego di accomodarvi in sala. Tra cinque minuti è pronta la cena.
Julian: Finalmente avrò il piacere di apprezzare l’arte culinaria della signora…
George: Vedrà è un’ottima cuoca e devo dire una perfetta padrona di casa…
Julian: Non lo metto in dubbio.
Elisabeth: Troppo buono George… Ma più che cucinare sono brava ad organizzare… Brindiamo?

GEORGE VERSA UN ROSSO D’ANNATA NEI CALICI. POI APPENA SI SIEDONO LA DOMESTICA PORTA IN TAVOLA UN AGNELLO AL FORNO CON PATATE E RUGHETTA.
Julian: Mmm il profumo è ottimo…
Elisabeth: Spero ti piaccia, è una ricetta che ho preso da internet nel pomeriggio.
George: Lei deve sapere che la caratteristica fondamentale di mia moglie è quella di sperimentare e non ha assolutamente timore di fare brutte figure…
Julian: Ma è davvero ottimo l’agnello! Questa cremina è a base di ciliegie vero?
Elisabeth: Ciliegie, senape e maraschino. Davvero è di tuo gradimento?

Julian: Deliziosa… E poi questo vino…
Elisabeth: Julian, per il vino devi fare i complimenti a George. È un vero intenditore! E comunque, vista la situazione, non credo che tu possa dire diversamente.

I TRE RIDONO. POI INEVITABILMENTE LA SITUAZIONE RICHIEDE NECESSARIAMENTE UN CHIARIMENTO.
George: Lei si starà chiedendo perché abbia avuto il desiderio di incontrarla, immagino.
Julian: Sì in effetti sono rimasto abbastanza sorpreso quando Elisabeth mi ha detto dell’invito… Devo dire che è davvero insolito questo incontro. Anzi se posso direi imbarazzante per certi versi… almeno per me.
George: Oh no tranquillo Julian, si rilassi la prego!
Julian: Ci proverò…
George: È stata Elisabeth a convincermi e comunque credo non ci sia nulla di male in un’amicizia tra uomo e donna purché i rispettivi partner ne siano ovviamente al corrente.
Julian: Ma…
George: Tranquillo non si scusi, conosco la ragione… Ci sono voluti i classici tempi da rispettare… Anche una buona torta ha bisogno dei suoi tempi di cottura…
Elisabeth: Delizioso paragone…
George: Le sembrerà strano, ma il primo impulso è stato quello della curiosità! Mi sono chiesto più volte cosa mai avesse di speciale l’amico segreto di mia moglie!
Julian: Spero di aver soddisfatto positivamente la sua curiosità.
George: Non corra la prego, al momento posso solo dire che lei è una persona gradevole.
Elisabeth: Oh Julian accetta subito il complimento, non è poco detto da mio marito!
George: A parte gli scherzi direi comunque che è molto semplice il motivo di questo incontro visto che lei conosce molto bene la causa per la quale mia moglie si è confidata con lei.
Julian: Elisabeth aveva solo bisogno di parlare con qualcuno che l’ascoltasse, non credo di avere altri meriti.
George: Julian non parlo dei suoi meriti, ma del fatto che dopo la prima domanda mi è venuta spontanea la seconda.
Julian: Ovvero?
George: È stata una conseguenza… vale a dire cosa avesse spinto mia moglie a confidarsi con uomo conosciuto così da poco tempo e per giunta in treno! Ecco il perché di questa cena.
Elisabeth: Tesoro visto che tu eri parte in causa, non ci sarebbe stata ragione…
George: Mia cara non è questo il punto! Avresti potuto confidarti con tua sorella ad esempio…
Elisabeth: Tu non avresti voluto! Ti sei subito preoccupato di chiedermi se la notizia si fosse diffusa in famiglia.
George: Ho apprezzato il tuo gesto, lo sai. Ma visto che fino a poco tempo fa non conoscevo neppure l’esistenza del tuo amico mi sono domandato chi fosse questa persona così fortunata da poter avere la totale fiducia di mia moglie.
Elisabeth: Tesoro ma è proprio con una persona sconosciuta che riesci ad aprirti…
Julian: Ascolti George, prima di trarre qualsiasi conclusione vorrei dirle che tra me ed Elisabeth è nata immediatamente una sintonia stupefacente. Forse sua moglie non le ha accennato nulla prima perché si sentiva in colpa date le circostanze…
George: Quali circostanze, mi scusi…
Julian: Mi riferisco alle analisi falsificate.
George: Anche in questo caso devo dire che ho apprezzato la sua opera di convincimento… Quel gesto avrebbe allungato la distanza anziché accorciarla e di sicuro non ci avrebbe portato da nessuna parte.
Julian: In ogni situazione mi sforzo di essere il più razionale possibile.

UN ATTIMO DI SILENZIO, POI GEORGE INCALZA L’OSPITE.
George: E mi scusi sua moglie è al corrente della vostra amicizia?
Elisabeth: George, sua moglie, come hai fatto tu, ha manifestato il desiderio di conoscermi. Del resto non avendo nulla da nascondere è solo questione di tempo.
George: E lei che ne pensa Julian?
Julian: Beh non è proprio così… mia moglie è una persona molto apprensiva e la sua gelosia la porta ad andare oltre e costruirsi dei film inverosimili nella sua testa.
George: Quindi mi sta dicendo che la sua consorte è gelosa di mia moglie?
Julian: Beh lei conosce le donne…
Elisabeth: Cosa significa “conosce le donne”? Del resto mi sembra che mi abbia seguita col solo intento di conoscermi, o no?
George: Scusa, scusa… lei ti ha seguita?
Elisabeth: Sì. Si è appostata qui sotto casa.
George: Questa mi è nuova!
Julian: Lei non concepisce un’amicizia disinteressata tra uomo e donna. Crede che tra me e sua moglie ci sia altro che una semplice amicizia.
George: Julian lei ha intenzione di dirglielo?
Julian: Lo sa. Anche se mi ha intimato di porre fine a questa amicizia.
George: Quindi lo sa, ma non vuole.
Julian: Credo sia più che comprensibile.
George: Beh io sono una persona un po’ diversa da sua moglie. A me non costa nulla accettare la vostra amicizia, purché rimanga nei limiti della trasparenza.
Julian: Lei non pensa che sia così?
George: Non ha importanza ciò che penso io, Julian. Per amore di Elisabeth ho accettato di incontrarla e comunque a me preoccupa solo che questa storia non vada oltre le mura di questa casa. Per questo l’ho voluta incontrare, volevo rendermi conto quando lei fosse una persona riservata.
Julian: Capisco.
George: Come lei sa non sto vivendo un periodo meraviglioso della mia vita. L’aver saputo di non poter mettere al mondo figli mi pone un gradino sopra a qualsiasi noia.
Elisabeth: Tesoro ne abbiamo già parlato, pensa solo a quanto io possa essere sollevata. Ho vissuto dei momenti infernali. Credevo di proteggerti, ma ho sbagliato. Ed ora sono qui, come vedi, esclusivamente per recuperare.

GEORGE SEMBRA INFASTIDITO.
George: Avremmo potuto risolvere in altro modo e magari non davanti a sconosciuti. Mi perdoni Julian.
Julian: Non posso che comprendere le sue ragioni.
Elisabeth: Ti prego non sminuire tutto ora. Mi sono lasciata trasportare dagli eventi, senza pensare ho agito ritrovandomi completamente sola. Credo davvero che senza il supporto di Julian non avrei risolto i miei conflitti interiori.

ELISABETH PRENDE LA MANO DI SUO MARITO. GEORGE LA GUARDA NEGLI OCCHI. JULIAN E’ IN EVIDENTE IMBARAZZO.
Julian: Comunque apprezzo il suo modo di gestire la situazione. Non so realmente quanti altri uomini avrebbero agito così.
George: Le sembra strano?
Julian: Forse insolito.

GEORGE RIMANE UN ATTIMO A PENSARE, POI DOMANDA A BRUCIAPELO.
George: Julian lei è attratto da mia moglie?

JULIAN ORA E’ IN EVIDENTE DIFFICOLTA’.
Elisabeth: Tesoro… ma cosa vuoi che ti risponda? Anche se lo pensasse non credo sarebbe una risposta opportuna in questo momento.
George: Ti sbagli mia cara, fino a prova contraria io confido sempre nella sincerità delle persone anche a costo di mordersi le labbra subito dopo. Vero Julian?
Julian: Apprezzo la sua schiettezza, ma non parlerei di attrazione. È una bellissima donna, lo ammetto, ha classe da vendere. Posso solo farle i complimenti per averla sposata.
George: … ma non ha risposto alla mia domanda.
Julian: Non le nego che al tempo dell’incidente del tacco nella grata avevo immaginato qualcosa di diverso, ma poi conoscendoci più a fondo è nata una tenera amicizia.
George: L’aggettivo tenera può essere oggetto di svariate interpretazioni.
Julian: La prego… se ci fosse dell’altro… non sarei qui stasera.
George: E perché mai? Sarebbe in fin dei conti un lasciapassare per il vostro rapporto. Uscire dalla clandestinità è il desiderio primario di ogni amante.
Elisabeth: Tesoro, la mia preoccupazione è stata quella di metterti al corrente di ogni cosa. Come vedi, pur nelle difficoltà oggettive, l’ho fatto! Come fai a parlare di clandestinità? Credo che ora stia a te fare un piccolo sforzo e se non ci riuscirai per me va bene lo stesso. Ovvio che se tu non volessi io e Julian non ci frequenteremo più.
George: Lei che ne pensa Julian?
Julian: Concordo con Elisabeth, un’amicizia si può sempre interrompere in nome della tranquillità di tutti.
George: E mettiamo invece che io impazzissi e in qualche modo darei il mio consenso, lei come si comporterebbe?
Julian: Forse per sua moglie cambierebbe molto, tipo sensi di colpa ecc.
George: E per lei?
Julian: Non credo che un innamoramento abbia bisogno di consenso.
George: Ma io non parlavo di innamoramento, ma di semplice attrazione.
Julian: Non credo di poter andare con una donna per il semplice motivo di esserne attratto.
George: Posso chiederle il suo tipo di donna?
Julian: Esattamente come Elisabeth!

I TRE RIDONO. A QUEL PUNTO GEORGE SI ALZA SEGUITO DAGLI ALTRI DUE.
George: Passiamo in salotto? Ho uno stravecchio scozzese d’annata niente male…
Julian: Non più di un dito però non sono abituato a bere…
George: Oh non si preoccupi…
Elisabeth: Julian fai attenzione questo uomo ti porta sulla cattiva strada…
Julian: All’inferno dici?
Elisabeth: All’inferno o qualcosa di equivalente…
George: Mah, io sono convinto invece che preferirebbe essere guidato dalla tua manina… Ha detto or ora che sei il suo tipo…

GEORGE IN PIEDI SI RIEMPIE IL BICCHIERE E INGURGITA IN UN FIATO TUTTO IL CONTENUTO.
George: Anche tu cara ne vuoi?
Elisabeth: Un dito davvero.

ELISABETH E’ SEDUTA SUL DIVANO MENTRE JULIAN E’ DI FRONTE A LEI SULLA POLTRONA.
Elisabeth: Tesoro vai piano con quella roba.

LUI SENZA ASCOLTARLA SI RIEMPIE DI NUOVO IL BICCHIERE. POI GUARDA SUA MOGLIE E DICE.
George: Davvero non è attratto da mia moglie?
Elisabeth: George per favore…
George: Cosa avrò detto mai! In fin dei conti sei una bellissima donna!

IN EVIDENTE STATO DI EBBREZZA GEORGE SI AVVICINA ALLA MOGLIE E LA BACIA.
Elisabeth: George ti prego…

JULIAN IMBARAZZATO SI ALZA.
Julian: Ora dovrei andare…
George: Ma non ha risposto alla mia domanda…
Julian: Oh sì… le avevo risposto prima. Sono un uomo anche io e so distinguere la bellezza e la classe di una donna dal resto…
George: Lei mi piace perché riesce sempre a dare risposte formali e non compromettenti.
Julian: È la verità.
George: Comunque non la trattengo. Le dico soltanto che mi ha fatto piacere conoscerla. Ora credo di sapere perché mia moglie si è confidata con lei. Per il resto i miei problemi li risolveremo tra noi.
Elisabeth: Tesoro lo abbiamo sempre fatto.
Julian: Grazie per la bella serata.
George: Sua moglie sa che lei è qui da noi stasera?
Julian: Non ho avuto modo di dirglielo, ma stasera lo farò senz’altro.
George: Compatibilmente con la gelosia della signora mi farebbe piacere conoscerla.
Julian: Ricambieremo a breve l’invito.
George: Un’ultima domanda… sua moglie sa che sono sterile?
Julian: Sa che non avete bambini.
George: Posso chiederle un favore enorme?

JULIAN ANNUISCE.
George: Potrebbe non riferirle la causa?
Julian: Senz’altro.
George: Perché farebbe questo per me?
Julian: Lo faccio perché lei è il marito di una amica cara.
George: Beh allora spero di diventare anche io suo amico, magari impugnando le racchette. Lei gioca a tennis?
Julian: Sarebbe un piacere per me.
George: Allora ci conto!

I DUE SI STRINGONO LA MANO.
George: Elisabeth fai gli onori di casa, accompagna il tuo amico alla porta.
Elisabeth: Grazie Julian…
Julian: Grazie a te Elisabeth.

*****


MERCOLEDI’ 28 MARZO 2018. ORE 5:29 P.M. STAZIONE DI FLUSHING MAIN, JULIAN ED ELISABETH SONO SUL TRENO IN ATTESA DELLA PARTENZA.

Elisabeth: Ti amo!
Julian: Ti amo!
Elisabeth: Sei stato meraviglioso ieri sera.
Julian: Non so chi mi abbia dato la forza tesoro… Vederti in quell’atteggiamento così premuroso nei confronti di tuo marito è stata una pugnalata al cuore.
Elisabeth: Dovevo farlo amore. E poi non mi è costato nulla perché sapevo che tu avresti capito.
Julian: Secondo te sospetta?
Elisabeth: Come hai visto è un tipo enigmatico. Non so mai cosa gli passi per la testa.
Julian: Speriamo si sia tranquillizzato.
Elisabeth: E tu hai detto qualcosa a Joselyn?
Julian: Non ancora… non posso rimangiarmi la bugia della cena di lavoro. Secondo me abbiamo complicato la cosa…
Elisabeth: Purtroppo sì, ci pensavo ieri sera. Ora la palla è passata a te. Quella di George è stata una vera e propria provocazione.
Julian: L’ho capito, secondo me non è ancora del tutto dissuaso.
Elisabeth: Dobbiamo essere bravissimi se vogliamo meritarci questo pazzo amore!
Julian: Sai da ieri mi ritorna in mente la frase che ha pronunciato alla fine della serata.
Elisabeth: Quale?
Julian: Vuole che Joselyn non sappia che lui è sterile. Secondo te perché?
Elisabeth: Sinceramente non lo so, ma in questi giorni vede il pericolo dappertutto.
Julian: Amore ho voglia di te.
Elisabeth: Anch’io, ma dobbiamo fare i buoni.
Julian: Avevo pensato di scendere insieme a Doxville con te… Darci almeno un bacio…
Elisabeth: Conosco i tuoi baci… Niente da fare mister Mailer, pensa piuttosto a come rendere partecipe la mogliettina.
Julian: Sarà un’impresa…
Elisabeth: Beh dai ti ha lasciato una via di scampo. Ha detto compatibilmente con la gelosia della signora…
Julian: Ma è ovvio che se dobbiamo frequentarci Joselyn deve esserne al corrente.
Elisabeth: Forse è proprio per questo che l’ha detto, diciamo che è necessario, ma non obbligatorio.
Julian: Quindi secondo te non poteva non dirlo?
Elisabeth: Ecco, questa potrebbe essere la soluzione per tutti. Comunque ci parlerò… voglio capire bene. Sai cosa pensavo? Che da una parte non poteva non dirlo, ma dall’altra ha chiesto la tua complicità pregandoti di tenere la bocca chiusa. E poi quell’invito a tennis è stata davvero la ciliegina sulla torta.
Julian: Quindi?
Elisabeth: Quindi una sorta di scambio…
Julian: Tuo marito è un tipo che sa il fatto suo…
Elisabeth: A proposito di tua moglie… Ci hai fatto l’amore dopo quella volta?
Julian: Quella è stata solo una parentesi.
Elisabeth: Ti dispiace?
Julian: Se lo facessi penserei a te. Tanto vale farlo con l’originale.
Elisabeth: Ricordi sempre che mi devi chiedere il permesso vero? Ora a maggior ragione che George ha smesso i suoi allenamenti ginnici serali.
Julian: Secondo te la vive come una rinuncia?
Elisabeth: Oh no secondo me per lui è stato un atto liberatorio. Non vedeva l’ora…
Julian: Non ci posso credere! Una bella donna come te…
Elisabeth: Tesoro tu mi desideri come amante, lui mi vede come moglie, una sorta di minestra riscaldata…
Julian: E allora perché insisteva?

L’ALTOPARLANTE ANNUNCIA: PROSSIMA FERMATA DOXVILLE. LA DONNA SI ALZA.
Elisabeth: Su cosa? Se fossi attratto da me?
Julian: Eh già, Dio che imbarazzo!
Elisabeth: Voleva capire…
Julian: Ad un certo punto ho pensato che non le dispiacerebbe affatto se io e te…
Elisabeth: Tesoro, secondo me hai pensato bene!
Julian: E se sapesse?
Elisabeth: Non deve assolutamente sapere!
Julian: Perché?
Elisabeth: Perché voglio continuare a vederti, non mi fido di un uomo ubriaco!
Julian: Allora ho fatto bene a rispondere in quel modo?
Elisabeth: Sei stato magnifico, ripeto lui mi vede come una minestra riscaldata ma sa che potrei avere mille spasimanti.
Julian: Beh sì forse hai ragione… Anche con Joselyn del resto non c’è entusiasmo, comunque se dovesse succedere ancora te lo chiederò amore.
Elisabeth: Devo scendere.
Julian: Ciao amore.
Elisabeth: Ciao tesoro.







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Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
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