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RACCONTI

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Adamo Bencivenga
PROSSIMA FERMATA
DOXVILLE
NONA PARTE











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SETTIMA PARTE
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MARTEDI’ 20 MARZO 2018. ORE 10:10 A.M. GORDON PARSON E’ UN BROKER DELLA CITYBANK. ALTO BIONDO CAPELLI LISCI CURATI, VESTITO SEMPRE ELEGANTE, HA IL CLASSICO ASPETTO DA VENDITORE. STA SORSEGGIANDO UN CAFFE’ AL BAR DELL’UFFICIO.

Julian: Ciao Gordon, proprio te cercavo.
Gordon: Oh capo, davvero ti posso essere utile?
Julian: Solo un’informazione su una cliente.
Gordon: Ai suoi ordini Dr. Mailer.
Julian: Ho visto che sei stato tu a istruire la pratica della Richmond. Te la ricordi?
Gordon: Fammi ricordare… Ah sì… E’ successo un po’ di tempo fa, ma come faccio a dimenticarla. Donna affascinante!
Julian: Esatto proprio lei! Posso sapere come l’hai conosciuta?
Gordon: Un banale contrattempo Julian e devo dire una fortuna sfacciata! Siamo saliti contemporaneamente entrambi sullo stesso taxi. Il problema è che andavamo in due direzioni diverse per cui da gentiluomo ho detto al tassista di accompagnare prima lei.
Julian: E poi.
Gordon: Durante la corsa ci siamo conosciuti e scambiati i biglietti da visita.
Julian: Pensi che non sia stato un caso?
Gordon: Ah… questo non lo so. Non ci avevo mai pensato… Perché questa domanda?
Julian: Sto prendendo informazioni su di lei…
Gordon: Comunque ci avrei giurato di essere stato io a fermare per primo il taxi.

JULIAN E’ PENSIEROSO.
Gordon: Problemi capo?
Julian: Oh no, sembra che la signora abbia ereditato un bel gruzzolo e voglia di nuovo investirlo con noi. Tu, dopo l’incidente del taxi, come l’hai contattata?
Gordon: Semplice, ci eravamo presentati e poi nel biglietto da visita avevo letto che era la capa del settore commerciale della SpeedExp per cui non me la sono fatta scappare! Poi tramite lei sono riuscito a procacciare vari clienti dell’azienda. Ovviamente non è stato un gioco da ragazzi. Ho dovuto lavorarmela per bene.
Julian: Cosa intendi?
Gordon: Beh prima una serie di telefonate, poi una pausa pranzo, e poi alla fine una proposta commerciale a tassi concorrenziali. Ah ora che ricordo anche una scatola di cioccolatini a mie spese.
Julian: Sì ricordo quando mi hai sottoposto la pratica, in effetti non volevo autorizzartela!
Gordon: Ma ci ho visto lungo no?
Julian: Sei stato bravissimo come al solito. Tu hai stoffa ragazzo… e poi sei un tipo che ci sa fare con le donne. Pausa pranzo o anche altro?
Gordon: Non confondo, mai il piacere con il lavoro.
Julian: Questa è la risposta formale, ma quella vera?
Gordon: Diciamo che dopo due incontri siamo arrivati ad una discreta confidenza.
Julian: Tipo?
Gordon: Parlando parlando mi ha detto che abitava a Doxville, che aveva problemi col marito, che non aveva figli e che non disdegnava un certo tipo di corteggiamento. Questo ovviamente non me lo ha detto!

GORDON RIDE CERCANDO UNA CERTA COMPLICITA’.
Julian: Ti conosco Gordon, da buon cacciatore, non credo che tu ti sia lasciato scappare una preda simile.
Gordon: Giuro capo! A quel tempo ero super impegnato e tra le altre cose mia moglie era in attesa di Luis.
Julian: Ma se ci avessi provato?
Gordon: Non faccio per vantarmi, ma avrei avuto ottime probabilità di successo.
Julian: Nonostante fosse sposata?
Gordon: Nonostante… Non credo che per la bella signora questo sia un deterrente…
Julian: Grazie Gordon.
Gordon: Ci sta facendo un pensierino capo?
Julian: Oh no, mi domandavo solo se fosse una persona affidabile…
Gordon: Se ha bisogno di una mano…
Julian: Grazie ma credo di sapermela cavare…
Gordon: Sempre ai suoi ordini capo!


*****


MARTEDI’ 20 MARZO 2018. ORE 12:10 A.M. JULIAN MANDA UN MESSAGGIO A ELISABETH.

Julian: Ci sei tesoro?
Elisabeth: Puoi chiamarmi.
Julian: Ok.
SQUILLA IL TELEFONO DI ELISABETH. LEI RISPONDE.
Elisabeth: Tesoro…. Come stai?
Julian: Bene e tu?
Elisabeth: Dopo ieri sera credevo non mi volessi più sentire…
Julian: A maggior ragione…
Elisabeth: Sconvolto?
Julian: Piacevolmente sorpreso…
Elisabeth: Tra un’ora faccio pausa. Ci vediamo?
Julian: Tesoro oggi no, ho una mole incredibile di lavoro da sbrigare per cui salto la pausa.
Elisabeth: Va bene, allora ne approfitto, ho delle commissioni da fare oggi pomeriggio.
Julian: Ci vediamo alle cinque e un quarto a Flushing Main?
Elisabeth: Ok allora, a dopo.
Julian: Ciao.
Elisabeth: Ciao tesoro.

MARTEDI’ 20 MARZO 2018. ORE 5:20 P.M. ELISABETH E JULIAN SI INCONTRANO ALLA STAZIONE.

Elisabeth: Tesoro come stai?
Julian: Bene, volevo parlarti…
Elisabeth: Dai saliamo sul treno.
Julian: Oh sì meglio, oggi torna Joselyn non vorrei fare tardi…
Elisabeth: Quindi niente scappatella in macchina stasera?
Julian: Tu mi fai tornare adolescente, sai?
Elisabeth: Cosa volevi dirmi?
Julian: Oggi ho parlato con Gordon Parson, te lo ricordi?
Elisabeth: Sinceramente no, chi è costui?
Julian: Un mio collega. Fu lui a presentarmi la tua scheda finanziaria.
Elisabeth: Ah sì ora ricordo. Era un tizio biondo, elegantissimo e molto piacente… Ostentava troppo però…
Julian: Mi ha detto che vi siete incontrati più volte.
Elisabeth: Oh sì, mi ha fatto mille domande, ha voluto una serie infinita di documenti, mancavano solo le analisi del sangue…
Julian: Ma anche cose private…
Elisabeth: Questo non lo ricordo.
Julian: Mi ha detto che vi siete incontrati due volte fuori dall’ufficio.
Elisabeth: Tesoro che c’è, stai insinuando qualcosa?
Julian: Sono geloso.
Elisabeth: Questo lo avevo capito! Vuoi domandarmi se tra noi c’è stata una storia?
Julian: Al tempo non ti conoscevo, per cui…
Elisabeth: Ma sei matto?
Julian: Mi ha raccontato la storia del taxi…
Elisabeth: E quindi?
Julian: Elisabeth voglio essere chiaro con te. Dimmi se prima di me hai avuto qualche amante.
Elisabeth: Io di amanti ne ho avuto solo uno e quello sei tu! Perché mi fai questa domanda?
Julian: Tesoro ho la sensazione che qualcosa mi stia sfuggendo.
Elisabeth: Pensi che io non sia stata sincera con te?
Julian: Non lo so, rispetto alla persona che avevo conosciuto, mi sembri diversa.
Elisabeth: Forse è perché mi sono innamorata di te. Non mi dire ora che sei l’uomo sbagliato.
Julian: Non dico questo, è che mi sembri più intraprendente e indipendente… come se all’inizio avessi un cliché da rispettare…
Elisabeth: Julian ma che dici? Se ho capito bene, mi stai dicendo che ho recitato?
Julian: Ok ok, ho capito che non hai avuto amanti ma posso chiederti se sei stata a letto con altri?
Elisabeth: Potrei negare, ma per l’amore che ti voglio te lo confermo.
Julian: Quanti?
Elisabeth: Qualcuno tesoro, ma per te cambierebbe il giudizio se fosse uno o dieci?
Julian: Certamente no. Quindi c’eri già stata in un albergo?
Elisabeth: No, con te è stata la prima volta. Perché me lo chiedi?
Julian: Perché c’è sempre un momento che occorre prendere una decisione.
Elisabeth: Vuoi dirlo a tua moglie?
Julian: Prima o poi lo verrà a sapere. Dopo ieri poi…
Elisabeth: Beh tu non dirglielo. Non facilitarle il compito.
Julian: Mi ami davvero?
Elisabeth: Mi hai sorpresa. Non pensavo che dubitassi di me.
Julian: Tesoro io non sto dubitando, ma parlando con Gordon oggi mi sono insospettito. E credo sia normale dirci tutto, anche i pensieri più scomodi.
Elisabeth: Non so cosa ti abbia detto di me, non vorrei che si sia vantato di ciò che non c’è mai stato.
Julian: No, no, è stato correttissimo. Solo che la coincidenza del taxi mi ha ricordato quella del tacco nella grata.
Elisabeth: Quindi credi che l’abbia fatto apposta… Che vada in giro ad abbordare uomini con questi mezzucci?
Julian: Io penso che la nostra storia sia unica e non voglio che niente e nessuno possa in qualche modo renderla banale.
Elisabeth: Questo dipende anche da te.
Julian: E poi anche ieri… ti ricordi cosa mi hai detto durante l’amore?
Elisabeth: In amore è concesso tutto.
Julian: Anche le bugie?
Elisabeth: Tu mi ami perché sono così!
Julian: Mi hai mai detto bugie Elisabeth?
Elisabeth: Non credo esistano persone che non le abbiano mai dette.
Julian: Ma io mi riferivo a quelle importanti…
Elisabeth: Tesoro bello, mi hai detto in tempi non sospetti di amare la trasgressione e credi ci possa essere senza un pizzico di fantasia? Del resto io potrei affermare che la sincerità rende la vita piatta e noiosa. Ma a me non interessa tutto ciò, ti chiedo solo di non sminuire quello che c’è stato ieri tra noi.
Julian: Hai ragione ti chiedo scusa. Perdonami, ho paura di perderti, ho paura di non fare più a meno di te. I dubbi e le sicurezze si rincorrono nella mia mente, ma il problema è che non riesco più a distinguerli.

PROSSIMA FERMATA DOXVILLE.
Elisabeth: Sai… in fondo ti capisco. Anche io ieri sono venuta da te per metterti alla prova e sinceramente non credevo che tu accettassi col rischio che i vicini mi avrebbero potuta vedere.
Julian: Dici che il nostro amore è ancora fragile?
Elisabeth: No, è normale avere dubbi.
Julian: Ti amo.
Elisabeth: Non dire nulla a tua moglie.
Julian: Quando sarà il momento lo faremo insieme.
Elisabeth: Devo scendere.
Julian: Ciao tesoro.
Elisabeth: Ciao.



*****



GIOVEDI’ 22 MARZO 2018. ORE 4:10 P.M. JULIAN VEDE ELISABETH SULLA SEDICESIMA, MA NON È SOLA. STA CAMMINANDO CON UN TIZIO ALTO, MORO, SOPRABITO ELEGANTE E VALIGETTA. DECIDE DI SEGUIRLA. I DUE ENTRANO IN UN BISTROT. SI SIEDONO. IL LORO ATTEGGIAMENTO È ESTREMAMENTE CONFIDENZIALE. LEI PARLANDO GLI TOCCA IL BRACCIO, LUI LE ACCAREZZA IL VISO… DOPO CIRCA MEZZORA ESCONO, SI SALUTANO E PRENDONO STRADE DIVERSE. JULIAN SI DIRIGE NELLA STESSA DIREZIONE DI ELISABETH.

Julian: Elisabeth! Elisabeth!
Elisabeth: Oh… il mio angelo custode!
Julian: Ti ho vista e ti ho chiamata.
Elisabeth: E’ un’ora insolita… Mi stavi seguendo?
Julian: I casi della vita non sono prevedibili!
Elisabeth: Non ci sentiamo da due giorni sai…
Julian: Avrei voluto chiamarti…
Elisabeth: Cosa c’è Mister Mailer si è esaurito l’entusiasmo? Le storie clandestine non la interessano più?
Julian: Perché dici questo?
Elisabeth: Dai dimmi la verità mi spiavi e da quando?
Julian: Ti ho visto con quel tizio e allora…
Elisabeth: Ok allora mi stavi spiando… i dubbi continuano… Ti sei messo in testa di scoprire quanti amanti ho avuto, con quanti sono andata a letto e quanti alberghi conosco in zona…
Julian: Non ti scaldare ti prego!
Elisabeth: Sai penso che tu stia cercando un banale pretesto per concludere la nostra storia…
Julian: Siamo già arrivati a questo punto?
Elisabeth: Non ci siamo arrivati insieme, sei tu che mi ci stai guidando!
Julian: Scusa ma tu che ci facevi con quel tizio?
Elisabeth: Mi è proibito frequentare uomini andando in un bistrot per bere qualcosa?
Julian: No, ma credo sia lecito anche sapere.
Elisabeth: E cosa vuoi sapere? Se quel signore è il mio amante segreto per caso? Oppure un conoscente col quale ci faccio sesso una volta al mese?
Julian: Ma…
Elisabeth: Niente ma, detesto essere spiata!
Julian: Giuro che è stata una banale coincidenza…
Elisabeth: Julian così non va… Ascolta, tua moglie ha avuto altri rapporti, altri uomini prima di conoscerti?
Julian: A quanto ne so io, no.
Elisabeth: Dico meglio, era vergine?
Julian: Sì.
Elisabeth: Ecco come temevo. La mia confessione di ieri ti ha sconvolto. Sei letteralmente ossessionato dal fatto che io abbia avuto altre relazioni… Sbaglio?
Julian: L’atteggiamento era piuttosto confidenziale con quel tizio.
Elisabeth: Allora mi seguivi da tanto tempo vedo…
Julian: Vi ho visti entrare nel bistrot ed ho avuto un tonfo al cuore.
Elisabeth: Non credevo fossi un uomo così all’antica…
Julian: Ma ti ha accarezzato il viso… Poi all’uscita vi siete baciati…
Elisabeth: Julian, lascia stare, tra l’altro sono in ritardo…
Julian: Ti aspetta tuo marito?

ELISABETH RIDE.
Elisabeth: Sei così sciocco Julian, ora capisco!
Julian: Perché mi dici così? Io voglio solo sapere…
Elisabeth: Questa situazione mi sta annoiando… Ti prego non insistere. Detesto queste situazioni. Se mi ami e vuoi che io faccia altrettanto comportati da uomo adulto.
Julian: Tu mi vuoi far bruciare nelle mie insicurezze.
Elisabeth: Non posso essere io la tua medicina. Del resto dovresti saperlo che la vita di amanti è fatta di tanti dubbi e poche certezze!
Julian: Allora non vuoi spiegarmi?
Elisabeth: Se tu avessi la divisa da poliziotto sarei costretta a farlo, ma visto che non la porti puoi cuocere tranquillamente nel tuo brodo. Ti farà senz’altro bene.
Julian: Non capisco il tuo atteggiamento.
Elisabeth: Rifletti Julian. Ti dico soltanto che non devo darti alcuna spiegazione.
Julian: Quindi era solo un conoscente? Un tuo ex per caso? Un collega?
Elisabeth: E secondo te io andrei in giro a elargire per strada bacetti di saluto ad un collega? Smettila, per favore.
Julian: Dove stai andando così di fretta?
Elisabeth: Dall’estetista. Vuoi venire con me? Hai bisogno di una ceretta per caso?
Julian: Non mi sembri dell’umore giusto oggi.
Elisabeth: Scusa devo andare.
Julian: Ciao.

LA DONNA AFFRETTA IL PASSO E SI ALLONTANA, DOPO QUALCHE DECINA DI METRI ENTRA IN UN CENTRO ESTETICO. JULIAN RIMANE A PENSARE, POI SCONSOLATO SI DIRIGE VERSO FLUSHING MAIN. DURANTE IL VIAGGIO IN TRENO ALLA FERMATA DI FLASHWOOD RICEVE UN MESSAGGIO DA ELISABETH CON SCRITTO: “ERA MIO MARITO!”




*****




LUNEDI’ 26 MARZO 2018. ORE 5:20 P.M. ELISABETH E JULIAN SI INCONTRANO ALLA STAZIONE.

Elisabeth: Ci hai ripensato Julian?
Julian: Non riesco a stare in questa situazione senza sentirti.
Elisabeth: Cosa vuoi fare?
Julian: Voglio stare insieme a te, mi manchi tanto.
Elisabeth: Anche tu mi manchi, ma purtroppo ci sono delle incomprensioni.
Julian: Che dici, possiamo superarle?
Elisabeth: Ascolta, è quasi passata una settimana, io avrei tante cose da dirti…
Julian: Dai allora, cosa aspetti?
Elisabeth: Non qui. Hai tempo?
Julian: Non molto, Joselyn mi aspetta a casa.
Elisabeth: Allora saliamo sul treno dai.
Julian: Ok.

I DUE SALGONO. IL TRENO E’ ANCORA VUOTO.
Elisabeth: Sempre gelosa?
Julian: Credo che abbia intuito qualcosa, ma ha cambiato atteggiamento. Ora mi lascia respirare. E tu?
Elisabeth: Ho detto a George delle analisi falsificate. Quindi ora sa.
Julian: E come ha reagito?
Elisabeth: Dopo la sfuriata iniziale per due giorni non mi ha parlato, né mi ha guardato in faccia. Ma io ero solo il suo capro espiatorio, diciamo che la delusione per lui è stata immensa. Poi piano piano ha compreso il motivo, ha capito che volevo solo proteggerlo ed allora ho cercato di parlargli dicendogli che un figlio non era tutto nella vita e cose del genere, ma anche che, se avesse voluto, c’erano sempre delle soluzioni alternative.
Julian: E lui ovviamente ha detto di no, immagino.
Elisabeth: Diciamo che si è solo preoccupato di sapere se avessi condiviso questo segreto con altri, tipo con mia sorella, suo marito ecc. Ovviamente la sua preoccupazione è solo quella che sua madre non lo venga a sapere.
Julian: E tu?
Elisabeth: Gli ho fatto capire quanto fossi disperata e quanto quel segreto fosse troppo grande per me, così come lo strazio di fare l’amore ogni giorno ingigantisse a dismisura la mia angoscia. Poi una sera durante la cena gli ho detto di essermi confidata con un amico che lui naturalmente non conosce.
Julian: Immagino sia andato su tutte le furie…
Elisabeth: Beh me lo sarei aspettato anch’io, invece ha voluto sapere chi fossi e perché ne avevo parlato con te.
Julian: E tu?
Elisabeth: Gli ho raccontato le circostanze per le quali ci eravamo conosciuti e per quale strano caso ci eravamo poi incontrati nuovamente compresa quella volta al centro commerciale e l’auto in panne.
Julian: Quindi tutto!
Elisabeth: Tutto sì, per filo e per segno e dopo mi sono sentita leggera. In un secondo gli avevo confidato due macigni che mi portavo dentro!
Julian: Elisabeth mi sembra incredibile! Ma gli hai detto chiaramente che tra noi c’è una relazione?
Elisabeth: Ma sei pazzo! Ho solo detto che sei un tipo comprensivo, che sai ascoltare ed è per questo motivo che in preda al panico, per aver falsificato le analisi, durante uno dei nostri viaggi in treno, mi sono confidata con te. E che tu mi hai consigliato di metterlo al più presto al corrente e che quel tipo di protezione che mi illudevo di dargli sarebbe stata a lungo andare il male peggiore per la nostra salute di coppia e sua principalmente.
Julian: Quindi lui pensa, visto che mi preoccupo della salute del vostro rapporto, che io non abbia mire su di te.
Elisabeth: Esatto Mister Mailer, alle volte mi sorprende la sua perspicacia! Ovviamente per fugare ogni dubbio ti ho descritto come un bancario grigio lontano mille miglia dal mio prototipo di uomo e che avrei avuto desidero che lui ti conoscesse.
Julian: Tu sei folle, ma allo stesso tempo mi affascina il tuo modo di districarti dalle situazioni più complicate.
Elisabeth: Tu invece la devi smettere di essere geloso. Te lo ripeto per l’ennesima volta, se mi sento soffocare scappo ok?
Julian: Scusami.
Elisabeth: Da oggi in poi non accetterò più le tue scuse! Devi crescere Julian, non puoi ignorare la mia situazione e comportarti da ragazzino geloso! Una donna disposta a falsificare le analisi è normale che sia disperata ed è altrettanto normale che abbia pensato di risolvere la situazione in altro modo.
Julian: Quale?
Elisabeth: Julian caro ne abbiamo parlato diverse volte. Ci dovresti arrivare da solo. È ovvio che abbia pensato di farlo con un altro e poi andare a casa e dire che ero incinta di lui. Ora però non farmi la maledetta domanda se anche con te eccetera eccetera. Io sono innamorata di te!
Julian: Amore questo l’ho capito.
Elisabeth: Per questo ieri mi sono decisa di dire tutto a mio marito. Ora non ci sono più equivoci compreso il fatto che vorrei che lui ti conoscesse.
Julian: Scusa e lui cosa ti ha risposto quando gli hai detto che hai desiderio di farmi conoscere da lui?
Elisabeth: Io te la sto raccontando in pochi secondi e facile facile, ma è stata una tragedia! Mi ha urlato contro, mi ha fatto mille domande ed era a dir poco diffidente, ma poi la ragione ha prevalso.
Julian: E ora come va?
Elisabeth: Sta andando da un analista e si è buttato a capofitto nel lavoro, ma la notizia piacevole per te è che abbiamo smesso di fare l’amore ogni sera.
Julian: Che dici, reggerà all’urto?
Elisabeth: Non lo so tesoro, ma dovevo dirglielo.
Julian: Hai fatto bene.
Elisabeth: Ma c’è un retroscena….
Julian: Ovvero?
Elisabeth: Come tua moglie ha fatto con me, ora è lui che spinge per conoscerti.
Julian: E per quale motivo?
Elisabeth: Non potevo stare lì a chiederglielo capisci vero? Ma ho pensato che se mi vuoi davvero bene devi prendere tutto il pacchetto e quindi sobbarcarti anche delle fragilità di mio marito!
Julian: Chissà perché le persone tradite hanno bisogno di conoscere gli assassini della propria tranquillità?
Elisabeth: Forse hanno solo bisogno di confrontarsi col proprio alter ego.
Julian: Beh sì forse anch’io… se Joselyn avesse un amante sarei curioso di conoscerlo.
Elisabeth: E se lo avessi io un amante?
Julian: Ti ammazzerei!

I DUE RIDONO
Elisabeth: A parte gli scherzi, io penso che finora io e te abbiamo cercato di nasconderci, credendo che la nostra libertà e di conseguenza il nostro amore sarebbe stato più solido nella segretezza.
Julian: Ed invece si sono create diffidenze e sospetti. Questo vuoi dire?
Elisabeth: Voglio dire che dobbiamo rendere partecipi della nostra amicizia i nostri rispettivi partner, ovviamente riservando per noi i momenti intimi.
Julian: Quindi? Cosa intendi fare?
Elisabeth: Domani sera devi assolutamente venire a cena da noi. Con tua moglie inventa una cena di lavoro o quello che vuoi… Ne vale della nostra tranquillità!
Julian: Tesoro, ma non mi sento pronto…
Elisabeth: Pensa che mi ha chiesto se fossi sposato e di invitare anche tua moglie. Gli ho detto che non era il caso di coinvolgere terze persone. Alla fine ha convenuto con me che sarebbe stata un’idea malsana.
Julian: Grazie ma la cosa non mi entusiasma ugualmente.
Elisabeth: Tranquillo è la persona più innocua di questo mondo… Ha solo bisogno di certezze e sapere che tra noi non ci sia un legame sentimentale.
Julian: Tu pensi che sia un’idea giusta vero?
Elisabeth: Ne sono sicura!
Julian: E se scoprisse qualcosa?
Elisabeth: Tesoro, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire…
Julian: E con mia moglie? Se lo venisse a sapere?
Elisabeth: Ci penseremo a tempo debito, se le cose vanno come devono andare avremmo un alleato in più no?
Julian: Sarà…
Elisabeth: Tesoro lascia fare a me. Io penso che se tua moglie sapesse della tua amicizia con mio marito sarebbe più facile per te dimostrarle che tra noi non c’è nulla che attenta alla sua tranquillità.
Julian: Sì ma lei ora non sa nulla. A me sembra una pazzia.
Elisabeth: Lo è, ma non abbiamo altra scelta, non possiamo che seguire le circostanze che ci si offrono.

L’ALTOPARLANTE ANNUNCIA: PROSSIMA FERMATA DOXVILLE. I DUE SALUTANO. LEI SI ALZA.
Julian: Allora a domani tesoro.
Elisabeth: Otto e trenta in punto! Lui non tollera ritardi.
Julian: Agli ordini mio meraviglioso amore.
Elisabeth: Buona serata Julian.
Julian: Sera Elisabeth.









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Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
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