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RACCONTI

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Adamo Bencivenga
PROSSIMA FERMATA
DOXVILLE
OTTAVA PARTE











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LUNEDI’ 19 MARZO 2018. ORE 8:30 A.M. JULIAN E’ GIA’ IN UFFICIO, MANDA UN MESSAGGIO A ELISABETH.

Julian: Amore tutto bene. E tu come stai?
Elisabeth: Finalmente! Sua Grazia si è degnato di farsi sentire!
Julian: Posso chiamarti?
Elisabeth: Ora non posso, ti chiamo io...
Julian: Ok a dopo.
Elisabeth: A dopo.

ORA DI PAUSA PRANZO JULIAN ED ELISABETH SI INCONTRANO IN UN BISTROT VICINO AI LORO UFFICI.
Julian: Quanto sei bella!
Elisabeth: Non farmi i complimenti mi fai pensare male…
Julian: Davvero lo dico!
Elisabeth: Fai il bravo ti prego, sono in ansia. Raccontami come è andata, io rimarrò in religioso silenzio.
Julian: Allora prima di tutto ti devo dire che oggi e domani sono solo, Joselyn è andata da sua madre e si fermerà la notte da lei con i bambini. Ne ha approfittato perché la scuola era chiusa per disinfestazione.
Elisabeth: Bene, ora però a parte i pidocchi, dimmi come è andata e soprattutto… Perché mi hai chiesto quel permesso?
Julian: Quando giovedì sono tornato a casa era molto giù ed allora le ho dedicato il week end.
Elisabeth: Depressione in arrivo?
Julian: Scarica su di te tutte le sue ansie, dice che non si sente più una donna, ma solo una governante.
Elisabeth: E perché scarica le sue ansie su di me?
Julian: Perché sei bella, sei il prototipo di femmina alla quale vorrebbe assomigliare.
Elisabeth: Addirittura! Si considera così poco tua moglie? E poi scusa, come fa a dirlo?
Julian: Ti ha vista!
Elisabeth: A me? Dove? Quando?
Julian: Ha frugato nella mia borsa ed ha letto l’indirizzo. Poi si è appostata vicino la tua casa. Non lo so quando, ma credo mercoledì o giovedì scorso.
Elisabeth: Mercoledì era il giorno in cui abbiamo fatto l’amore nella tua auto e poi sono andata a casa a piedi. Non ero in formissima…
Julian: No quello era martedì.
Elisabeth: … ma abbiamo rischiato lo stesso!
Julian: Beh sì pensa se ci avesse visto in macchina!
Elisabeth: E cosa ti ha detto?
Julian: Te l’ho detto… Che sei bella, che sei una donna piena di fascino. Che hai classe!
Elisabeth: Ma solo io mi vedo brutta?
Julian: Ha anche detto che qualsiasi uomo con un minimo di gusto compreso me perderebbe la testa per te.
Elisabeth: Ringrazia la signora da parte mia, ma perché non mi ha fermata?
Julian: Per non farmi fare una figuraccia, ma credo che non abbia avuto il coraggio. Pensa la scena: “Salve signora, io sono la moglie dell’uomo che credo sia il suo amante…”
Elisabeth: Avrei sicuramente sorriso… Ascolta ora che intende fare?
Julian: Secondo me si è tranquillizzata. Non si sarebbe fermata due giorni dalla madre lasciandomi solo a casa.
Elisabeth: Si è calmata grazie alle cure del grande amatore?
Julian: La conosco! Si era già calmata prima, quello è stato la naturale conseguenza.
Elisabeth: E i bimbi?
Julian: Erano dalla nonna.
Elisabeth: Quindi tutto programmato?
Julian: In un certo senso sì.
Elisabeth: Finge bene la signora, secondo me dopo giorni d’astinenza voleva fare il pieno di piacere con il maritino tutto per sé. Ma secondo me sospetta ancora.
Julian: Certo, il sospetto non è facile da debellare.
Elisabeth: Sai mi ha fatto piacere che tu mi abbia chiesto il permesso.
Julian: Rispetto i patti.
Elisabeth: Ma me lo hai chiesto prima o dopo di fare l’amore?
Julian: Ovviamente prima, che senso avrebbe avuto dopo?
Elisabeth: E si ti avessi detto di no!
Julian: Sinceramente mi sarebbe dispiaciuto visto come stava andando la serata ed ero in forte recupero. Però avrei finto un mal di stomaco o roba del genere…
Elisabeth: Mi vuoi tanto bene vero?
Julian: Pensavo a te…
Elisabeth: Ascolta, dov’eravate?
Julian: In un ristorante sulla costa.
Elisabeth: Si era fatta bella per te?
Julian: Indossava un vestito nero che non avevo mai visto ed aveva messo un rossetto con la tua stessa tonalità.
Elisabeth: Perché di solito come lo porta?
Julian: Raramente un rosa sbiadito, ma il più delle volte non lo porta affatto.
Elisabeth: Quindi quando mi ha vista ha notato il rossetto!
Julian: Anche la signora Hernandez lo aveva notato.
Elisabeth: Per cui ha cercato di ammaliarti con le mie stesse armi?
Julian: Credo di sì.
Elisabeth: Mi fa piacere sai? Mi sento come se fossi un’attrice famosa… È venuta?
Julian: Sì.
Elisabeth: E tu?
Julian: Sì.
Elisabeth: Nel mentre o hai avuto bisogno di pratiche aggiuntive al sapore di rossetto fresco appena comprato?
Julian: Nel mentre. Siamo venuti insieme.
Elisabeth: Ok la signora ha avuto il suo bell’orgasmo, spero non rompa per un po’.
Julian: Sapessi quanto questa cosa mi rende più leggero. Sei gelosa?
Elisabeth: Non me lo chiedere!
Julian: Ma io l’ho fatto per un obiettivo preciso.
Elisabeth: Non ha importanza. Hai goduto no?
Julian: Ma anche tu…
Elisabeth: Smettila ti prego parliamo d’altro…
Julian: Ho voglia di te.
Elisabeth: Lo credo bene ti sei scopato tua moglie mica Rita Hayworth…
Julian: Perché fai così?
Elisabeth: Sono tre giorni che non mi vedi e non ti sei degnato neanche di mandarmi un misero messaggio. Se non fossi stata io…
Julian: Ci eravamo detti solo in caso di cataclismi ricordi?
Elisabeth: E questo come lo consideri? Il fatto è che sono stata io a mandarti il primo messaggio. Mi chiedo se non lo avessi mandato…
Julian: Mi hai solo anticipato di qualche minuto.
Elisabeth: Era già tra le tue braccia?
Julian: No, eravamo seduti al ristorante… Comunque ora voglio recuperare…

Elisabeth: Vuoi recuperare perché la signora ci ha concesso qualche ora di svago?
Julian: Voglio recuperare perché ti amo. E poi non credere che mi sia divertito.
Elisabeth: Oh poverino… Come funziona la cosa? Ti scopi tua moglie e poi vieni a piangere sulla mia spalla?
Julian: Elisabeth.
Elisabeth: Scusa non volevo… Anzi sì, voglio fartela pagare… Come è stato? Hai notato differenze?
Julian: Non c’è paragone!
Elisabeth: Lo dici perché ci sono io ora davanti a te.
Julian: Lo giuro.
Elisabeth: Ti ha accolto bene? Era già bagnata? O hai dovuto prepararla?
Julian: Elisabeth ti prego! Me lo dovevo aspettare, a volte essere sinceri…
Elisabeth: Non è una questione di dire o non dire, è che hai fatto l’amore con tua moglie… Stop!
Julian: Mi ami?
Elisabeth: Non me lo chiedere… è ovvio che ora ti odio.
Julian: Non fare così…
Elisabeth: Io sono una donna che si concentra sui dettagli. Questo lo sai! Ecco ora sto immaginando il tuo sesso che entra… Capisci?
Julian: Ma perché ti fai del male?
Elisabeth: Sei tu che mi fai del male…


LA DONNA SI ALZA.
Elisabeth: Scusa è passata l’ora e sono maledettamente in ritardo.
Julian: Elisabeth aspetta.
Elisabeth: Mi faccio sentire io, non chiamarmi ok?
Julian: Ok. Ciao tesoro.
Elisabeth: Ciao.

LEI SI ALLONTANA MA NON SI VOLTA. JULIAN RIMANE SEDUTO.  




*****





LUNEDI’ 19 MARZO 2018. ORE 7:30 P.M. JULIAN E’ A CASA. SQUILLA IL TELEFONO.

Elisabeth: Cosa fai Mister Amatore?
Julian: Che bella sorpresa, stavo miseramente scongelando un hamburger e qualche patatina fritta.
Elisabeth: Che tristezza.
Julian: Senza di te, non mi do alla pazza gioia. Tu dove sei?
Elisabeth: A casa.
Julian: Ma lui c’è?
Elisabeth: Sì è nella sua stanza, io invece sono in bagno e stavo preparandomi per uscire.
Julian: Fai attenzione potrebbe sentirti!
Elisabeth: Tranquillo non credo che muoia dalla curiosità di farlo! Comunque sto uscendo…
Julian: E dove vai?
Elisabeth: Gli ho detto che ho ricevuto un messaggio da una mia collega a letto con una brutta influenza e che ho un appuntamento con lei per farmi consegnare dei documenti perché domani non verrà in ufficio. Una roba da un’ora massimo.
Julian: E invece dove vai?
Elisabeth: Vengo da te!
Julian: Pazza!
Elisabeth: Dico sul serio.
Julian: Ti sento decisa. Ho imparato a non contraddirti in questi casi.
Elisabeth: Ecco bravo! Mica mi è passata sai? Devo vendicare il mio onore! Non mi va giù l’idea che hai fatto l’amore con tua moglie!
Julian: Ancora?
Elisabeth: Non la smetterò finché non ti sento mio.
Julian: Vuoi che ci incontriamo da qualche parte?
Elisabeth: Ascolta non posso stare molto al telefono. Dammi l’indirizzo e tra meno di mezz’ora sono lì. Tu intanto goditi in santa pace il tuo hamburger.
Julian: Ok. Ma ti preparo qualcosa? Mangi con me?
Elisabeth: Ho altro a cui pensare, scusa. Chiudo.



*****



LUNEDI’ 19 MARZO 2018. ORE 8:05 P.M. ELISABETH ATTRAVERSA IL PICCOLO GIARDINO DI CASA MAILER ED ENTRA.
Julian: Amore, credevo ti fossi persa.
Elisabeth: Il navigatore mi ha fatto fare il giro del mondo.
Julian: Anche lui è contro di noi…
Elisabeth: Ha la voce di donna, durante il tragitto tortuoso pensavo seriamente che fosse quella di tua moglie… Che direbbe se mi vedesse qui?
Julian: Nulla perché le mancherebbero le parole!
Elisabeth: Che pensi? La Signora Ficcanaso mi avrà visto?
Julian: Spero di no.
Elisabeth: Avevo il fiatone sai? Ci ho pensato due volte prima di scendere dalla macchina e suonare il campanello.
Julian: Ti ha vista qualcuno mentre attraversavi la strada?
Elisabeth: Un tizio con il cane a passeggio, chissà forse è il marito della Hernandez.
Julian: Non hanno un cane, comunque dai, ora sei qui!

LA DONNA PRECEDE JULIAN E SI LASCIA ANDARE SUL DIVANO DELLA SALA. PORTA UN SOPRABITO ROSA SALMONE E SOTTO UNA CAMICIETTA NERA TRAFORATA SENZA REGGISENO E UNA GONNA PIUTTOSTO CORTA DELLO STESSO COLORE.
Elisabeth: Carino qui, complimenti hai una bella casa!
Julian: Ma Dio mio, sei tu che sei splendida.
Elisabeth: Sorpreso?
Julian: Mai visto un incanto simile.
Elisabeth: Guardami allora! Saziati gli occhi! Ne avrai sicuramente bisogno dopo un week end con tua moglie!
Julian: Amore mi sorprendi…
Elisabeth: Ti sorprenderò sempre… Solo una cosa so fare, ovvero stregare gli uomini! Se mi mandi tua moglie le insegno la tecnica!
Julian: Sei la donna dai mille volti e un solo gusto… quello della sensualità disarmante.
Elisabeth: Sono io stasera che devo recuperare.
Julian: Altro che recupero qui hai sorpassato tutti, anche Miss Mondo!
Elisabeth: Oh grazie, adoro i complimenti, diventano sangue caldo nelle mie vene.
Julian: Non ti tocco per non scottarmi.
Elisabeth: Sono solo un’amante che oggi ha saputo che il suo uomo porta la moglie a cena fuori e poi ci fa l’amore alla grande comprensivo d’orgasmo riappacificante.
Julian: Tesoro perdonami… Ma sei uscita così?
Elisabeth: Ti ho già risposto!
Julian: E tuo marito ti ha vista?
Elisabeth: Oddio Julian sei noioso, sempre le stesse domande. Certo che mi ha vista! Prima di uscire, da brava mogliettina sono andata nel suo studio e l’ho salutato con un bacino sulla guancia.
Julian: E lui?
Elisabeth: Si è informato a che ora sarei tornata. Si preoccupava della solita pratica serale... Ma quando gli ho detto che sarei stata di ritorno dopo un’ora si è tranquillizzato.
Julian: Non capisco.
Elisabeth: Non devi capire, anzi devi solo capire che mi sono fatta bella per te. Punto!
Julian: Ma come è possibile che creda che ti sia vestita così per andare da una tua collega con l’influenza?
Elisabeth: Tu non sei lui e non puoi metterti nei suoi panni. Ora fai il perfetto padrone di casa, offrimi qualcosa…
Julian: Ho una buona birra in frigo.
Elisabeth: Tesoro qualcosa di più forte no?
Julian: Bourbon?

LA DONNA ANNUISCE E SI GUARDA INTORNO. ACCAVALLA LE GAMBE DA PERFETTA FEMME FATALE. LUI PREPARA I DUE BICCHIERI.
Elisabeth: È stata una pazzia venire qui vero?
Julian: Ormai non mi sorprendi più.

I DUE ACCENNANO AD UN BRINDISI.
Elisabeth: A cosa brindiamo?
Julian: A noi tesoro, al nostro amore infinito.
Elisabeth: Tutto qui?
Julian: E a cosa allora?
Elisabeth: Credevo alla mia calza di seta!
Julian: Ti avverto fin da ora che non varcherai quella soglia intatta.
Elisabeth: Credi che sia venuta a prendere dei documenti per domani?

I DUE SI BACIANO. LEI SI ALZA DI SCATTO.
Elisabeth: Dai ora fammi vedere la tua bella casetta.
Julian: Ma è un caos qui!
Elisabeth: In una casa con dei bambini sarebbe preoccupante il contrario.

I DUE FANNO IL GIRO DELLA CASA. SULLO STRETTO CORRIDOIO ELISABETH SI APPOGGIA CON LE SPALLE AL MURO.
Elisabeth: Mi vorresti qui?
Julian: Ti vorrei ovunque.
Elisabeth: Non ti disturba?
Julian: Quando sono con te non penso ad altro.
Elisabeth: Guardami senza toccare.
Julian: Non ci riesco.
Elisabeth: Eh no mio caro! Stasera Miss Mondo te la devi sudare!

L’UOMO LA BACIA ARDENTEMENTE SUL COLLO. LEI LO ALLONTANA.
Elisabeth: Non ti sento a disagio… eppure sono entrata in questa cosa con la delicatezza di un elefante.
Julian: Infatti mi domandavo il motivo… e perché non hai voluto incontrarci fuori…
Elisabeth: Non lo immagini?
Julian: Credo di essermi dato la risposta giusta.
Elisabeth: Adoro gli uomini sono sempre così dissacranti! E tu in qualità di degno rappresentante confermi la mia tesi!
Julian: Quanti ne conosci così?
Elisabeth: Dai fammi vedere la camera da letto e poi ti dico.

I DUE ENTRANO NELLA STANZA DA LETTO.
Elisabeth: Direi essenziale…
Julian: Non è di sicuro in stile Regency.
Elisabeth: Oh no, ma per noi è carica di intrigo e trasgressione.
Julian: Allora mi sono dato la risposta giusta.
Elisabeth: Abbiamo davvero un quarto d’ora, ora sta a te decidere…
Julian: Così perfetta per un quarto d’ora soltanto?
Elisabeth: Accontentati! Anzi immagina che ci sono volute due ore in bagno per prepararmi con annesso marito in casa a questo incontro super veloce.
Julian: Non ho parole.
Elisabeth: Mi vuoi qui?
Julian: Cosa vuoi che ti dimostri?
Elisabeth: Che hai fatto l’amore con lei solo per scoparmi meglio!

LA DONNA SI TOGLIE IL SOPRABITO E LO LANCIA SUL LETTO. LA GONNA E’ TALMENTE CORTA CHE LASCIA INTRAVEDERE IL BORDO DELLA CALZA NERA. DALLA CAMICIETTA SI NOTA LA PELLE BIANCA DEL SENO.
Julian: Non posso crederci, ma sei vera?
Elisabeth: Toccami per controllare.
Julian: Sei carica di piacere.
Elisabeth: Sono piena d’amore.
Julian: Dimmi che hai fatto questa pazzia per me!
Elisabeth: Tesoro l’ho fatta anche per me. Oggi mi hai ridotta come uno straccio per pavimenti.
Julian: Se tutti gli stracci fossero così…
Elisabeth: Allora sbattimi, prendimi, sgualciscimi…
Julian: Non chiedo altro…
Elisabeth: Mi vuoi sul tuo letto matrimoniale?
Julian: Conosci una trasgressione più forte?
Elisabeth: Lo sai vero che ti sto mettendo alla prova!
Julian: Non hai bisogno di prove.
Elisabeth: Non tutti gli uomini lo farebbero.
Julian: Io non sono tutti.
Elisabeth: Ti amo!

L’UOMO LA STRINGE INTENSAMENTE E POI LA DISTENDE SUL LETTO.
Elisabeth: Dimmi che le lenzuola odorano di voi.
Julian: Sei pazza.
Elisabeth: Non conosco altro modo per sentirti mio.
Julian: Ti amo Elisabeth.
Elisabeth: Ti eccito io o il fatto di fare l’amore qui con una donna diversa da tua moglie.
Julian: Le cose non sono divisibili.
Elisabeth: Sì prendimi e dimmi che da questa sera sono ufficialmente un po’ più amante e lei un po’ meno moglie.
Julian: Non ti seguo, ma è bellissimo stare dentro di te.
Elisabeth: Sì amami… sbattimi l’anima… toglimi il respiro… Sei venuto dentro di lei vero?
Julian: Sì!
Elisabeth: Giurami che non lo farai più.
Julian: Te lo giuro.
Elisabeth: Da oggi in poi entrerai solo qui dentro. Quell’altra te la scordi. Capito?
Julian: Qui dentro ci svernerò… Sei il mio nido caldo, la mia tana bollente. Ti voglio amore mio.
Elisabeth: Dai allora… più forte… non rallentare… Ecco così… Annusa il suo cuscino… Segui il mio movimento…
Julian: Sììì…
Elisabeth: Gridalo che non c’è paragone! Che non vale neanche un’unghia del mio piede!
Julian: E tu dimmi che quando torni a casa farai l’amore con tuo marito! Ora mi eccita anche questo di te!
Elisabeth: Lo farò… non lo farò chissà!
Julian: Perché dovresti saltare proprio stasera?
Elisabeth: Perché sto cercando il momento magico per l’esplosione. Quel frammento labile tra verità e bugia.
Julian: Oh sì, le bugie mi eccitano!
Elisabeth: Anche a me, e allora ti dico che lui non ha creduto neanche per un attimo alla bugia della collega. Anzi quando l’ho baciato si è preoccupato che non mi sporcassi con il rossetto.
Julian: Oddio sei fantastica! Sai cosa penso? Che non è vero che fate l’amore ogni sera. Non saresti così calda!
Elisabeth: Oh sì amore pensalo!
Julian: È vero?
Elisabeth: Julian ti amooo… Come una gatta voglio lasciare il mio odore per tutta la tua casa.
Julian: Si alziamoci…
Elisabeth: Voglio strofinarmi su tutte le pareti!
Julian: Amore aspetta. Non resisto più… Spingo! Vengo! Dio come sei accogliente.
Elisabeth: Raggiungiamolo insieme sì…
Julian: Ti amoooo…
Elisabeth: Sì amore, non uscire vieni dentro, bagnami l’anima…
Julian: Eccomiiiii…






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Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
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