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Enrico
nacque a Greenwich il 28 giugno 1491. Fu il secondogenito di Enrico
VII Tudor e di Elisabetta di York. Il padre, fondatore della
dinastia, conquistò il potere e lo consolidò sposando Elisabetta,
sorella di Edoardo V d'Inghilterra.
Nel 1501 presenziò alle nozze del fratello maggiore Arturo con
Caterina d'Aragona, allora rispettivamente di quindici e sedici
anni. Arturo tuttavia morì per una infezione poco dopo, ed Enrico,
all'età di soli undici anni, divenne erede al trono e fu nominato
Principe di Galles.
Il padre Enrico VII, desideroso di concludere un'alleanza
matrimoniale fra Inghilterra e Spagna con un nuovo matrimonio fra
Enrico e Caterina d'Aragona, iniziò a muoversi a livello diplomatico
per realizzare il suo progetto. Per renderlo possibile occorreva
ottenere una dispensa dal Papa, perché, malgrado il matrimonio
precedente non fosse stato consumato, inglesi e spagnoli convennero
sulla necessità di una dispensa papale per la rimozione di tutti i
dubbi riguardo la legittimità dell'unione. Spinto dalla
madre di Caterina, la regina Isabella, il Papa concesse la sua
dispensa con una Bolla papale.

Alla morte del padre, nell'anno 1509, Enrico salì al trono, col nome
di Enrico VIII. Circa nove settimane dopo sposò Caterina. La
cerimonia di incoronazione dei due sovrani venne celebrata
nell'Abbazia di Westminster. Iniziarono quasi subito i problemi di
discendenza che seguiranno a lungo il regno di Enrico VIII; la prima
gravidanza della regina Caterina si concluse con un figlio nato
morto, nel 1510, e il secondo figlio sopravvisse soltanto due mesi.
Nel 1516, la regina Caterina diede alla luce una bambina, Maria,
facendo sperare ad Enrico di poter ancora avere un erede maschio,
che ancora, per fatalità, non aveva avuto. Tuttavia il popolo
inglese riteneva disastroso un governo femminile. Enrico nel
frattempo aveva avuto varie amanti, tra cui Maria Bolena e Elizabeth
Blount che gli diede il tanto sperato figlio maschio seppur
illegittimo. Henry Fitzroy però morì appena diciassettenne. Nel
1526, quando fu evidente che la regina Caterina non avrebbe
potuto avere altri bambini, il re cominciò a corteggiare la sorella
di Maria Bolena, Anna Bolena.

Enrico voleva fortemente un erede maschio, e iniziò a pensare alla
possibilità di far dichiarare nullo il suo matrimonio con la regina
Caterina. Si appellò alla Santa Sede sostenendo che la Bolla
di Giulio II era stata ottenuta con un inganno e conseguentemente
non era valida. Inoltre chiese al papa Clemente VII anche una
dispensa che gli permettesse di sposare Anna Bolena, visto che
precedentemente aveva avuto una relazione con la sorella di lei,
Maria. Clemente VII, pur non favorevole ad annullare il matrimonio,
concesse la dispensa voluta, probabilmente pensando che tale
concessione non sarebbe servita a nulla finché Enrico fosse rimasto
sposato con Caterina. Ma le intenzioni di Enrico furono ben presto
evidenti, dichiarare nulla il matrimonio con Caterina e sposare
Anna. Così avvenne e immancabilmente l’atto portò alla scomunica di
Enrico da parte del Papa. La reazione di Enrico, che non accettò
tale atto, comportò la nascita della Chiesa anglicana. La regina
Caterina portò la questione davanti alla legge, ma venne sconfitta e
fu costretta a lasciare la Corte reale. Il re stava ormai per
divenire il capo della Chiesa Anglicana, e l'influenza di Roma,
sulle vicende dinastiche della corona inglese, stava per essere
annullata.
Il 25 gennaio 1533 si celebrarono le nozze di Enrico e di Anna
Bolena. La principessa Maria, figlia di Caterina, venne dichiarata
illegittima e nuovo erede al trono designato diventò la figlia della
regina Anna, la Principessa Elisabetta. Caterina perse il titolo di
"regina", e morì di cancro nel 1536.
Ma nemmeno Anna riuscì a dare alla luce un erede maschio per cui
cominciò a perdere il favore di Enrico. Dopo la nascita della
principessa Elisabetta, Anna ebbe altre gravidanze che si conclusero
però con aborti o con bambini nati-morti. Enrico VIII, nel
frattempo, si interessò a un'altra nobile della corte, Jane Seymour;
anche Anna si era innamorata di un musico di corte visto che Enrico
non la considerava più. Anna venne accusata di aver usato la
stregoneria per spingere Enrico a sposarla, di avere amanti, di
essere colpevole di incesto, di ingiuria verso il re e di
cospirazione per ucciderlo. La corte giudicò Anna colpevole e la
condannò a morte, con gli altri quattro uomini che si presumeva
fossero suoi amanti e col fratello.

Il giorno dopo l'esecuzione di Anna Enrico sposò Jane Seymour. La
Legge inglese di successione del 1536 dichiarò che i figli di Enrico
e della Regina Jane sarebbero stati primi nella linea di successione
e che Lady Mary e Lady Elizabeth erano illegittime. Il re si arrogò
anche il potere di determinare la linea della successione con le sue
volontà testamentarie. Jane diede alla luce un figlio, Principe
Edoardo, nel 1537, e morì di parto.
In quel periodo Enrico fece approvare l'Act of Union (nel 1536), che
formalmente annesse il Galles alla corona d'Inghilterra.
L'Inghilterra e il Galles divennero quindi un'unica nazione. La
Legge, da quel momento, impose l'uso del solo inglese negli atti
ufficiali nel Galles, ignorando le proteste di chi usava la Lingua
gallese. Sempre nel 1536, una sommossa, il Pilgrimage of Grace
scoppiò nell'Inghilterra del Nord. Per calmare i cattolici romani
ribelli, Enrico dapprima fece alcune concessioni ma poi, quando
scoppiò una seconda sommossa, i capi della rivolta vennero
condannati a morte per tradimento e giustiziati. Nel 1538, Enrico
sanzionò la distruzione dei santuari dedicati ai Santi Cattolici
Romani. Nel 1539 i monasteri che ancora rimanevano in Inghilterra
vennero tutti aboliti e le loro proprietà trasferite alla Corona.
La questione dinastica tuttavia non era ancora risolta. L'unico
erede maschio, il principe Edoardo, non godeva di buona salute, ed
Enrico pensò allora ad Anna di Clèves, sorella del protestante Duca
di Cleves. Il duca era visto anche come importante alleato in caso
di un attacco cattolico all'Inghilterra. Dopo aver visto il ritratto
di lei, dipinto da Hans Holbein il giovane, Enrico decise di
sposarla, ed il matrimonio si celebrò il 6 gennaio 1540. L'unione
tuttavia durò pochi mesi. La regina Anna acconsentì alla richiesta
di Enrico per un annullamento e testimoniò che il loro matrimonio
non era mai stato consumato. Ricevette così, in ricompensa, un
titolo nobiliare e il castello di Hever, già appartenuto alla
famiglia di Anna Bolena.
Il 28 luglio del 1540 Enrico sposò la giovane Caterina Howard, prima
cugina di Anna Bolena, ma anche questo matrimonio durò poco. La
regina venne sospettata di avere più di una relazione, in
particolare con altri due uomini. Le indagini che seguirono
provarono i fatti e tra il dicembre 1541 e il febbraio 1542, avvenne
l'esecuzione dei due amanti e della stessa Caterina, che all'epoca
aveva circa 18 anni.

Enrico sposò quindi la sua ultima moglie, la ricca vedova Caterina
Parr, nel 1543. La Parr si scontrò subito con Enrico per motivi
religiosi; infatti era protestante mentre Enrico era ancora
cattolico. La situazione quasi portò a una nuova separazione, ma
prima si arrivò ad un atto di sottomissione. Caterina inoltre
contribuì a riconciliare Enrico con le sue prime due figlie, Mary ed
Elizabeth. Nel 1544 una legge del Parlamento le reinserì nella linea
di successione dopo il principe Edward benché fossero ancora
ritenute illegittime. La stessa legge confermò ad Enrico il diritto
di determinare con le sue volontà l'ulteriore successione al trono.
In tarda età, Enrico era fortemente in sovrappeso e soffriva di gotta.
Pare soffrisse anche di sifilide. In seguito ad un incidente si
procurò una ferita alla coscia che gradualmente, per complicazioni
successive, lo condusse alla morte, che avvenne il 28 gennaio 1547
nel palazzo di Whitehall. Enrico VIII venne sepolto nella Saint
George's Chapel nel Castello di Windsor, vicino alla moglie Jane
Seymour.
In conseguenza dell'Atto della successione del 1544, l'unico figlio
maschio di Enrico, Edoardo, ereditò la corona, diventando Edoardo VI.
Edoardo fu il primo monarca protestante a regnare in Inghilterra.
A norma sempre dello stesso Atto, a Edoardo (in mancanza di una sua
discendenza) sarebbe succeduta la figlia di Enrico VIII e di
Caterina d'Aragona, Maria. Così avvenne.
Maria I regnò per cinque anni. Alla sua morte, senza discendenza,
nel 1558, le successe la sorella Elisabetta. Elisabetta I non si
sposò né nominò mai un erede, causando una crisi di successione. Per
impedire agli Scozzesi di diventare la famiglia dinastica di Europa,
Elisabetta ordinò l'esecuzione di Maria Stuart per impedire ai
cattolici di prendere il trono. Secondo le volontà di Enrico VIII, a
Elisabetta avrebbe dovuto succedere l'erede di Maria Tudor, (Lady
Anne Stanley). In realtà il regno passò a Giacomo VI, re di Scozia,
figlio di Maria Stuart. Giacomo fu, sin dall'inizio,
sufficientemente potente, ed i suoi avversari non organizzati,
quindi la sua successione non incontrò opposizione. Giacomo VI
diventò Giacomo I, il primo re d'Inghilterra del Casato degli
Stuart.
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