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Fu educata a palazzo
da Alessandro Geraldini, noto umanista italiano…
Ricevetti una forte educazione religiosa, studiai inoltre
letteratura classica, storia latina, diritto canonico e civile,
araldica e genealogia. Imparai il francese, il greco e il latino.
Appresi inoltre le arti domestiche: cucito, merletto, ricamo, musica
e danza.
All'età di tre anni
fu promessa al principe Arturo, figlio maggiore di Enrico VII
d'Inghilterra e erede al trono…
Da parte di madre discendevo dal casato reale dei Lancaster, ma le
ragioni furono più che altro politiche, occorreva legittimare e
rafforzare la dinastia dei Tudor ed a Londra vedevano di buon occhio
questo matrimonio. Per noi spagnoli quest’alleanza matrimoniale
avrebbe di fatto neutralizzato il nemico di sempre, cioè la Francia.
Vi sposaste nel
1501…
Pensi che le trattative ufficiali iniziarono nel 1496, poco prima
del mio undicesimo compleanno. Mio padre pretese un primo matrimonio
nel 1499 per cautelarmi contro spiacevoli sorprese visto che aveva
versato la prima rata della dote circa centomila corone. Secondo
consuetudine infilai una gamba nel letto nuziale e sedetti alla
destra del re durante il banchetto ufficiale. Del resto con Arturo
sin da adolescenti ci eravamo scambiati una fitta corrispondenza in
latino finché lui compì quindici anni e quindi fu deciso che eravamo
grandi abbastanza per sposarci. Il 14 novembre 1501, ci sposammo
nella Vecchia San Paolo, a Londra.
Visto che nel corso
della sua vita sarà di estrema importanza ci può raccontare cosa
successe dopo il banchetto nuziale?
Capisco a cosa allude, dunque, al termine del banchetto fummo
accompagnati al piano superiore da una folla di cortigiani per la
celebrazione della prima notte di nozze. I cortigiani si ritirarono
e noi rimanemmo insieme su quel letto, ma non avvenne nulla. Arturo
era ancora un bimbo e per giunta immaturo fisicamente, tenga conto
che durante il pranzo mentre io ero al tavolo ufficiale con il re,
mio marito era ad un tavolo separato riservato ai bambini.
Le sue impressioni
Maestà?
Difficile da giudicare. Arturo prima del matrimonio scrisse ai miei
affermando che sarebbe stato un marito fedele ed affezionato, ma
purtroppo non avemmo molto tempo…
Cosa successe?
Una volta sposati, Arturo fu mandato al castello di Ludlow, ai
confini con il Galles, a presiedere al Council of Wales and the
Marches ed io lo accompagnai. Soggiornammo a Castle Lodge, a Ludlow,
ma ci ammalammo entrambi, forse per la febbre miliare che stava
dilagando nella zona. Io mi ripresi poco dopo ritrovandomi vedova.
Arturo morí il 2 aprile 1502, il matrimonio era durato meno di
cinque mesi.
Vedova e ricca… Come
mai si pensò al fratello minore di Arturo come secondo marito?
Il padre di Arturo, Enrico VII, era ancora in attesa della seconda
rata della dote e tra l’altro erano nate delle controversie tra le
due famiglie circa il fatto che Enrico alla morte del figlio avrebbe
dovuto restituire alla mia famiglia la prima rata. Per cui si adottò
questa soluzione interna e quindi si decise che avrei sposato
l’erede al trono, Enrico, duca di York, di cinque anni più giovane
di me. Mio padre a questo punto si impegnò a versare la seconda
rata.
Il matrimonio fu
rinviato finché Enrico raggiunse un´età più adatta. Cosa fece
durante questa attesa?
Fu rimandato così tanto che alla fine nutrii dei forti dubbi sulla
promessa di Enrico VII. Anzi pensavo che il re fosse solo
interessato alla questione della dote non saldata. Vissi
praticamente da prigioniera a Durham House, a Londra, scrissi
diverse lettere a mio padre, in cui mi lamentavo del trattamento
riservatomi dalla casa reale.

Nel 1507 assunse
l’incarico di ambasciatore spagnolo in Inghilterra, diventando così
il primo ambasciatore donna nella storia d’Europa.
La nomina fu strategica, Enrico VII e I suoi consiglieri si
aspettavano che mi facessi manipolare facilmente, ma si sbagliarono.
Ma i ritardi del
matrimonio erano anche a causa di impedimenti religiosi, vero?
Dipendeva dalla dispensa che il papa, Giulio II, poteva concedere,
poiché il diritto canonico impediva ad un uomo di sposare la moglie
del fratello.
Come andò?
Dovetti testimoniare che il mio matrimonio con Arturo non era mai
stato consumato, per cui, sempre secondo il diritto canonico, un
matrimonio non era valido finché non fosse stato consumato.
Poi vi sposaste
improvvisamente…
Dopo una breve malattia, il primo Giugno del 1509 il re Enrico VII
si spense. Undici giorni dopo convolai a nozze in una cerimonia
privata, nell’oratorio della Chiesa di Greenwich, sette anni dopo la
morte di Arturo. Ero vestita di bianco come si addiceva ad una sposa
vergine. Avevo 23 anni, mentre mancavano pochi giorni al
diciottesimo compleanno di mio marito.
Il 24 giugno 1509 ci
fu l’incoronazione…
Il giorno prima, la tradizionale processione verso Westminster fu
salutata da una folla numerosa ed entusiasta. E sempre da
tradizione, passammo la notte nella Torre di Londra. Il giorno dopo,
domenica 24 giugno 1509, del solstizio d'estate, fummo consacrati e
incoronati re d'Inghilterra dall'arcivescovo di Canterbury in una
sontuosa cerimonia nell'Abbazia di Westminster.
Nel gennaio
dell’anno successivo il primo aborto…
Diedi alla luce una bambina di sette mesi, nata morta.
Un anno dopo
un’altra gravidanza…
Com’era mio dovere, rimasi incinta di nuovo e il giorno di Capodanno
del 1511 nacque Enrico, ma visse solo 52 giorni.
Nella primavera del
1513 era di nuovo incinta…
Enrico doveva partire per una campagna militare in Francia e mi
nominò reggente. Approfittando dell'occasione, gli scozzesi
tentarono di invadere l'Inghilterra, ma li sconfiggemmo nella
battaglia di Flodden Field. Personalmente presi le redini del
comando di alcune truppe cavalcando verso nord armata di tutto
punto, nonostante il mio stato interessante.
E il bimbo?
Lo persi ad ottobre come del resto il piccolo Enrico nel dicembre
1514, che visse solo qualche giorno e un’altra figlia nata morta nel
1518.
Quindi l’unica che
sopravvisse fu Maria, vero?
Delle sei gravidanze, Maria fu l’unica, sì. Al tempo c’era un’alta
mortalità infantile, si calcolava che nelle famiglie aristocratiche
sopravvivessero due bambini su cinque, quindi ciò che contava
veramente era la capacità di concepire ed io in sei anni ero rimasta
incinta sei volte e non avevo ancora trent’anni.
Sì, ma nessun figlio
maschio… suo marito come la prese?
Enrico era ossessionato dal problema, mi rimproverava di questo e
lentamente scemò il suo interesse nei miei confronti. Tra l’altro
nostra figlia Maria era la legittima erede al trono in un'epoca in
cui non c'erano precedenti per una monarchia retta da una donna. Io
mi dedicai all’educazione di mia figlia e in generale all’educazione
femminile elargendo somme di denaro a parecchie scuole.

Durante il
matrimonio Enrico ebbe numerose amanti, vero?
Da quanto ne so, soltanto una, e ripeto solo nell’ultimo periodo del
nostro matrimonio. Si trattava di Bessie Blount dalla quale ebbe un
figlio riconosciuto da Enrico. Quando nacque partecipai ai
festeggiamenti organizzati dal re, gli fu dato il nome del padre e
il cognome Fitzroy che denunciava al mondo la sua condizione di
bastardo reale.
Chi era Bessie?
La ragazza era giunta giovanissima a corte ed era diventata la
compagna di danza preferita di Enrico. Non fu mai riconosciuta
ufficialmente come amante del re. Non ne fui gelosa, visto che
rimase incinta quando io ero già di otto mesi ed il re aveva
esercitato il legittimo diritto di cercare consolazione nella lunga
astinenza.
E Maria Bolena?
Enrico non l’ha mai amata! Maria era una nota cortigiana. In effetti
rimase incinta due volte, ma Enrico si rifiutò di riconoscere i
figli, tra l’altro Maria era regolarmente sposata. Questa storia
delle amanti secondo me è solo frutto della fantasia popolare e non
corrisponde a verità.
Quindi approva il
detto che ebbe più mogli che amanti…
Le ricordo che aveva studiato da prete e preferiva essere il marito
delle donne che desiderava piuttosto che l'amante.
Ma il vostro
matrimonio era davvero maledetto?
Enrico iniziò a crederlo dopo la lettura del libro biblico del
Levitico. Lì si affermava che, se un uomo sposa la moglie del
fratello, la coppia sarà senza figli.
Quindi?
Mi accusò di aver mentito circa il matrimonio non consumato con
Arturo rendendo, quindi, il nostro matrimonio sbagliato agli occhi
di Dio.
Ma solo lui poteva
saperlo se eravate giunta fanciulla al matrimonio…
Certo, e lui al tempo dichiarò pubblicamente, vantandosene, di
avermi trovata vergine.
E cosa fece?
Per tutta risposta sposò segretamente una mia ex dama di compagnia e
sorella della sua compagna di letto, Anna Bolena. Preparò poi un
atto speciale per annullare il nostro matrimonio, facendolo
approvare dal Parlamento .
Fu per voi un
periodo di dolore ed imbarazzo…
Pensi che Anna aveva ottenuto dal re un proprio appartamento e un
proprio seguito di dame d’onore. Il re aveva preso l’abitudine di
baciarla in pubblico e di trattarla apertamente come moglie.
Il Papa che disse?
Enrico chiese ufficialmente a Clemente VII di convalidare il
matrimonio con Anna, ma il Papa si rifiutò di annullare il nostro
matrimonio. Di fronte a tanta insistenza Enrico fu scomunicato anche
se il provvedimento era al momento sospeso.
Come si risolse il
conflitto?
Enrico gli disobbedì assumendosi la responsabilità delle questioni
in materia di religione. Fu fondata la Chiesa Anglicana con
conseguente scisma dalla Chiesa Cattolica Romana. Il mio matrimonio
fu dichiarato nullo ed Enrico poté sposare Anna secondo il giudizio
della Chiesa inglese, senza coinvolgere il Papa
E voi Maestà?
Nonostante il Parlamento fosse assoggettato esclusivamente al Re mi
rifiutai di riconoscere l'annullamento e portai la questione davanti
alla legge, ma persi e fui costretta a lasciare la Corte.
Foste separata anche
da vostra figlia e addirittura Maria fu dichiarata illegittima.
L’intento era chiaro, il re sperava che in qualche modo mi sarei
arresa all'inevitabile. Per questo fui mandata a vivere nel castello
di Kimbolton, nel Cambridgeshire in condizioni umili venendo
considerata soltanto principessa vedova del Galles. Del resto
preferivo disobbedire al re che a Dio!
Ma voi non
accettaste mai vero?
Pensi che nelle mie lettere mi firmavo "Caterina la Regina".
Continuai a ritenermi la legittima moglie del sovrano e regina fino
alla morte. Anzi, visto che il matrimonio con Anna Bolena si stava
deteriorando, ero io quella a sperare che un giorno o l’altro sarei
potuta tornare a Corte da regina...

Caterina morì di una
forma di cancro nel 1536, e venne seppellita nella Cattedrale di
Peterborough con la cerimonia dovuta alla Principessa del Galles,
non ad una regina.
Alcuni ritengono che fu fatta avvelenare da Anna Bolena che temeva
un riavvicinamento di Enrico alla moglie ripudiata; sembra che anche
una misteriosa malattia della principessa Maria avvenuta nello
stesso periodo sia da attribuire alla stessa fonte.
Enrico prese parte al funerale e ordinò un mese di lutto a corte che
fu infranto da Anna Bolena con il "Ballo in Giallo", ma non permise
alla principessa Maria di parteciparvi.
Di tutte le mogli di Enrico VIII Caterina è quella che desta
maggiore compassione. Venne descritta come persona pia e devota,
tollerante di fronte all’infedeltà del marito, ma non si può
trascurare la sua determinatezza, rifiutando categoricamente di
mettersi da parte. Non dimenticò mai di essere figlia di due grandi
monarchi: Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona.
INTERVISTE IMPOSSIBILI
LEI SEI MOGLI DI ENRICO VIII
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