|
Mi faccia
capire lei era la cugina di Anna Bolena, seconda moglie di Ernico
VIII?
Esattamente,
ma quel ramo della famiglia era sicuramente di altro rango. Mia zia,
sposando sir Thomas Boleyn conte di Wiltshire, aveva senza dubbio
assicurato un avvenire radioso ai propri figli.
La sua
infanzia Maestà?
La trascorsi a Oxenhealth. Alla mia educazione provvide in gran
parte Agnes Tylney, duchessa vedova di Norfolk, la quale nella
propria residenza di Lambeth aveva istituito una sorta di scuola di
apprendistato alla vita adulta: luogo di studio, buone maniere e
facili amori. Il problema era che non avendo una dote, nessuno
pensava al mio mantenimento, per cui dormivo in una sorta di
dormitorio con donne molto più grandi di me ancora non sposate. Li
conobbi indirettamente le prime pratiche sessuali.
Lì
conobbe anche Henry Mannox, vero?
Fu la mia prima avventura galante, era il 1536 ed avevo appena
sedici anni. Henry era stato assunto come insegnante di musica. Da
lui appresi l’arte del canto e della musica. Mi colpirono i suoi
modi gentili e raffinati, mi infatuai ma non vi fu nulla di serio
tra noi.
Poi
seguirono avventure molto più importanti, tipo quella con Francis
Dereham…
Francis viveva a Lambeth, ma non era un insegnante. Era un uomo
adulto sicuramente affascinante. Con lui ebbi una relazione seria.

Nel 1538
conobbe Thomas Culpeper…
Ero entusiasta delle sue attenzioni e me ne innamorai perdutamente.
Lui era un gentiluomo di camera del re.
Così
arrivò a corte…
Alla morte di mio padre nel 1539 entrai a servizio di Anna di Clèves,
allora sposa di Enrico. Thomas Culpeper mi fece conoscere il re, al
tempo deluso dall'aspetto e dai modi della regina consorte Anna di
Clèves.
E il re
s'invaghì di lei...
Per la verità non ero bellissima e come Caterina, la prima moglie,
ero solo piccola di statura, pensi che venivo chiamata “parvissima
puella", ossia fanciulla molto minuta.
Ciononostante, veniva lodata per la grazia di portamento e la
dolcezza del viso…
Gli uomini si invaghivano di me per la mia sensualità dei modi, ma
giuro non c’era niente di costruito, mi veniva spontaneo e forse era
proprio questo ad attirare le loro attenzioni.
Ed
arriviamo al 1540…
Nel frattempo ero diventata dama di corte della regina Anna ed
Enrico non mancava di lusingarmi. Un mese dopo il loro divorzio
furono celebrate le nostre nozze a Oatlands Palace, nel Surrey. Era
il 28 luglio 1540.
Cosa si
prova ad essere la quinta moglie di Enrico VIII?
Enrico non mi dava tempo di pensare, era perdutamente innamorato di
me. Ero giovane, bella e mi inondava di carezze e doni tipo collane
di diamanti e rubini, smeraldi incastonati in losanghe d'oro,
spille, croci, orologi, e quant'altro fosse possibile.
La
chiamava "rosa rosseggiante senza spine", vero?
Ed io ne ero gratificata, era pur sempre il sovrano d’Inghilterra…
Quindi
Maestà… lei non ne era innamorata immagino…
Posso dirle che di sicuro il mio cuore non ardeva d'amore per lui.
Lui aveva quasi cinquant'anni, era grasso e non più in salute, ma
provavo per lui un profondo rispetto e timore. Apposi al simbolo
della rosa coronata la scritta: "Nessun altro desiderio che quello
di lui".
Lei al
tempo aveva circa 20 anni ma le cronache dicono che fosse caparbia e
che non brillasse per diplomazia…
Forse lei si riferisce all’episodio con l'arcivescovo Lee per il
diritto di patronato dell'arcidiaconato di York? Ebbene lui si era
messo in testa e non so con quali pretese, di assegnare ad uno dei
suoi cappellani quel posto reso vacante per la morte
dell'arcidiacono in carica. Lui non digerì la mia giusta
contrapposizione che interpretò come una mancanza di carità nei
confronti della chiesa.
Ci fu la
nomina del suo segretario personale, la scelta fu quanto meno
stravagante…
Nominai per quell’ambito posto il mio precedente fidanzato Francis
Dereham, ma tra noi non c’era nulla.
I
rapporti con Maria, la figlia maggiore del re, non erano buoni…
Mi lamentavo, facendone partecipe il re, di non essere trattata con
lo stesso rispetto e la stessa benevolenza dimostrata a Jane Seymour
e ad Anna di Clevès.

In quel
momento i rapporti con suo marito andavano comunque a gonfie vele…
Ripeto, era innamorato di me e nulla turbava i suoi sentimenti.
Enrico decise di portarmi con sé in un viaggio ufficiale al nord del
paese, l’idea era quella di farmi incoronare a York.
Poi
tutto iniziò a prendere un’altra piega ed Enrico aprì gli occhi…
Beh sì, io ripresi la relazione con il mio ex fidanzato Thomas
Culpeper. Ma le assicuro che era a fin di bene… Enrico aveva
frequentato i miei appartamenti rarissime volte mentre io covavo in
me la speranza di restare incinta e dare al re un erede maschio sano
e robusto benché, ovviamente, illegittimo.
Peccati
di gioventù immagino, visto che rispetto ad Enrico, Thomas era un
bellissimo ragazzo che consapevole della propria bellezza non si
limitò alle mansioni di letto…
Esatto, Thomas approfittò dell'occasione e cominciò a pensare ai
propri interessi senza troppo curarsi dei rischi che il nostro
legame comportasse e della necessaria discrezione.
1
novembre 1541, era passato un anno e qualche mese dal vostro
matrimonio e fu l’inizio della fine…
Eravamo tornati da poco dal viaggio al nord e il mio rapporto con
Culpeper venne scoperto. Di lì non ci volle molto a scandagliare il
mio passato e mettere in fila attraverso testimoni veri o presunti,
le mie vecchie relazioni. Ero un bersaglio particolarmente
vulnerabile a qualsiasi voce di corridoio che immancabilmente veniva
presa come prova provata.
La
reazione di Enrico VIII fu tremenda…
Dereham e Culpeper furono immediatamente arrestati e torturati,
quanto a me fui messa alle strette dall'arcivescovo Cranmer. Dopo
alcuni giorno di torture psicologiche ed altro confessai tutto e
venni arrestata. Era il 12 novembre 1541.

Accusata
di aver condotto una vita "abominevole, meschina e viziosa" prima e
durante il matrimonio, fu deportata dal palazzo di Hampton Court
dove si trovava reclusa alla Torre di Londra e ivi decapitata il 13
febbraio 1542.
Il giorno dell'esecuzione Catherine era così debole e terrorizzata
da non riuscire quasi ad aprir bocca, riuscendo solo ad affermare di
meritare mille volte la morte per aver offeso così gravemente il re:
moriva, così, allo stesso modo della cugina Anna Bolena, la quinta
moglie del monarca inglese, era stata regina per poco più di
diciotto mesi e non aveva neppure 21 anni. È sepolta assieme a
quest'ultima nella Chiesa di San Pietro ad Vincula.

L'INTERVISTA E' STATA REALIZZATA GRAZIE A:
http://it.wikipedia.org/wiki/Caterina_Howard
INTERVISTE IMPOSSIBILI
LEI SEI MOGLI DI ENRICO VIII
|