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IN ESCLUSIVA PER LIBERAEVA

  LE INTERVISTE IMPOSSIBILI 

 
Tamara de Lempicka
L'ambiguità sottile
DI LIBERAEVA
 

Cuernavaca è la capitale dello stato messicano di Morelos. È nota come la "città dell'eterna primavera" per la sua praticamente perenne temperatura di 27 °C. Alla stazione dei bus un taxista mi offre di accompagnarmi in un hotel che lui conosce.

 
 
 
     
 
 
 
   

 In spagnolo stentato mi faccio capire che sto cercando la villa Tres Bambus, residenza della famosa pittrice Tamara de Lempicka. Ma lui non la conosce. Mi guarda con aria smarrita, ma dopo varie consultazioni con i suoi colleghi riusciamo a prendere la strada giusta.

 Tamara mi accoglie nella sua grande veranda con un’immensa vista sull’altopiano. Durante il viaggio pensavo per quale diavolo di motivo una grande donna europea, vissuta nella mondanità e nel lusso più sfrenato di inizi Novecento, avesse scelto questo posto sperduto nel mondo. Ora avevo le risposte, seduta comodamente su una poltrona di vimini davanti ad una tazza fumante di tè.

La guardo timidamente e non nascondo un certo imbarazzo. “Lei è italiana vero?” Mi fa un certo effetto questa parola a migliaia di chilometri di distanza. Il suo sguardo con quell’espressione languida mi fa tornare immancabilmente al suo Autoritratto sulla Bugatti verde.

 
 
     
 

 

Come fossi una sua vecchia amica inizia piacevolmente a conversare. Mi ricorda una sua mostra a Roma nel ’57 alla Galleria Sagittarius, che passò praticamente inosservata ed un'altra, credo a Parigi nel ‘62, in una retrospettiva degli Anni Venti dove fu riscoperta dopo tanti anni di anonimato.

“Signora De Lempicka, le dispiace se la chiamo così?”
“Lempicki era in nome del mio primo marito. Tante cose sono cambiate da allora!”

“Che effetto le faceva, a suo tempo, essere più famosa per la sua mondanità che per la sua pittura?”

“Erano altri tempi ed era estremamente difficile per una donna essere riconosciuta come un’artista. I critici dell’epoca preferivano concentrarsi sui miei modi eccentrici di vivere la vita.”

A soli 13 anni scopre la sua passione per l’arte.”
“Da bambina, come da tradizione della famiglia, mia madre mi fece fare un ritratto. A me non piacque assolutamente! E così decisi di prendere tela e pennelli. Mia sorella fu la mia prima modella. Ma solo nel 1911, durante un viaggio in Italia insieme alla mia nonna materna, misi a fuoco la mia passione. Tra quegli splendori avevo capito davvero cos’era l’arte.”
(CONTINUA)

 
 
 

 

 

 

VIDEO

 
 
 

 

 

 

 

L'intervista completa è disponibile su "Le Interviste impossibili" Quattro giornaliste in cerca di scoop! 22 interviste a donne famose della Storia e dell'Arte.

Edizione Filos Collana Bianco & Nero. Co-autrici Eliselle, Lisa Bebette, Ilaria Alessio e LiberaEva

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