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Nel 1932 conobbe la scrittrice e sceneggiatrice Mercedes de
Acosta, amante di Greta Garbo. La incontrai durante un
ricevimento, nella cucina della casa, dove Mercedes si era
rifugiata piangendo disperata. La Garbo la faceva soffrire ed io
volevo consolarla…
E la invitò a cena a casa sua….
Dopo pochi giorni mi scriveva già lettere d'amore che
cominciavano con "tesoro mio", firmate con "Il principe bianco".
Vera attrazione o solo vendetta verso la più famosa e sua
rivale Greta?
Amavo Mercedes tanto da condividerla con la Garbo. Nessuna
vendetta, anzi era una specie di triangolo a distanza e
naturalmente fu molto chiacchierato...
La relazione durò un anno. Vero?
Sì. Quando mi accorsi che era solo un’arrivista la lasciai
rifiutandomi anche di risponderle al telefono. Mercedes continuò
ad insistere con lettere infuocate, rassicurandomi del suo
amore.
Ci parli di Jo Castairs.
Era l'estate del 1939. Durante una vacanza sulla Costa Azzurra,
m'innamorai di lei da lontano, avvistandola sul suo yacht. Ne
nacque una breve relazione. Jo era l'unica che potesse
permettersi di chiamarmi "baby".
Ed Edit Piaf?
Quello fu un rapporto molto importante per me. L’avevo
conosciuta nel 1947. Avevo 14 anni più di lei, la trovavo molto
attraente e la presi sotto le mie ali. La circondai di regali,
consigli, facendole conoscere se stessa e la passione nutrendo
il suo corpo. La morte di Edith nel 1963 mi scosse
profondamente.
Tra i suoi amanti ricordiamo il
regista Josef von Sternberg, in odore di omosessualità…
Nel mondo dello spettacolo, i matrimoni di copertura erano molto
frequenti. Venivano chiamati Lavender Marriages.
Cos’erano i “Circoli di cucito”?
Dopo l'approvazione nel 1929 del tristemente noto "codice Hays",
che metteva al bando l'"immoralità" sia sullo schermo che nella
vita privata degli attori, molte attrici lesbiche si riunivano
discretamente in questi circoli chiamati ironicamente “di
cucito", dalla star lesbica Alla Nazimova.
Si racconta di una festa
in costume dove lei si presentò con i panni di Leda e la sua
accompagnatrice Elizabeth Allan vestiva in frac.
Avrei voluto dire chiaramente a tutti i presenti. "Sono
bisessuale. E allora?"
Con la "caccia alle streghe" del senatore McCarthy negli anni
Cinquanta molte attrici vennero cancellate dagli schermi. La
Garbo svanì dalla scena, e lei?
Io fui meno discreta. Nei miei film giocavo spesso il ruolo di
fredda "donna fatale", con i miei abiti maschili, come del resto
mi comportavo nella vita privata. Le mie relazioni amorose erano
pubbliche.
Come la
conquistò Remarque?
Lui sapeva parlare agli angeli azzurri. Era il più grande
scrittore del tempo, autore di “Niente di nuovo sul fronte
occidentale.” Durante una cena al Lido di Venezia, mi disse: "Le
devo confessare una cosa. Io sono impotente!" La cosa mi
entusiasmò e non poco.
Nacque un’intensa storia
d’amore!
Lui viveva con i suoi cani in una stupenda villa sul Lago
Maggiore in Italia ed io a Beverly Hills. Ci furono lunghe
telefonate intercontinentali, lettere, telegrammi e incontri
segreti in alberghi di Parigi e di altre città europee.
La nostra relazione andò avanti per anni. Mi scriveva delle
lettere chilometriche piene di sentimento e passione.
E lei?
Io ne ero lusingata, ma negli Stati Uniti vivevo un’altra
realtà. |
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