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SERIE

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Adamo Bencivenga
Questa sera il sole non vuole tramontare
(PENNSYLVANIA STATION)
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LEGGI IL PRIMO CAPITOLO

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PERSONAGGI
La protagonista: DAISY
Il compagno di Daisy:
JOHNNY
Il gestore della pompa di benzina:
STEVE
La prostituta:
ROSYE
Il fratello di Daisy:
DENNY
Amica di Daisy:
CLARA
Il marito di Clara:
NICK
Primo cliente
Secondo cliente



 


PENNSYLVANIA STATION – INTERNO NOTTE
ORE 09:10 P.M. - DAISY E DENNY


Denny bussa alla porta

Denny: “Daisy ci sei?”
Daisy: “Oh fratellone che piacere vederti. Entra dai.”
Denny: “Ma hai visto che palla di fuoco all’orizzonte? È incredibile!”
Daisy: “Ah già questo sole stasera non vuole tramontare!”

Denny si siede e fissa intensamente la sorella

Denny: “Che hai fatto Daisy? Ti vedo strana... Sei giù di corda?”
Daisy: “Niente, ero distesa sul letto. Mi stavo appisolando. Scusa devo avere una faccia sconvolta.”
Denny: “Mhh sorellina, non mi sembra solo una faccia assonnata la tua...”
Daisy: “Giuro Denny e che altro dovrei avere?”
Denny: “Ho sete, hai una birra?”
Daisy: “Denny non ho nulla e neanche un dollaro. Quelle cazzo di macchine non si rompono più.”
Denny: “Allora è questo il problema!”
Daisy: “Qui dentro di problemi ce ne sono quanti ne vuoi!”
Denny: “Johnny dov’è? Gli hai parlato del mio progetto? Credevo di trovarlo stasera…”
Daisy: “Sì Denny ha detto che è felice di aiutarti. Stasera ha fatto tardi, prima o poi una macchina si dovrà pure rompere no?”
Denny: “Il mio impresario dice che è un’idea stupenda. Vuole allestire una mostra prima possibile addirittura ad Harrisburg.”
Daisy: “E’ fantastico Denny!”
Denny: “Ci vuole solo un po’ di fantasia. Scarnifico la carcassa e pulisco lo scheletro. Il teschio invece lo inserisco in una scatola chiusa e tramite un piccolo foro faccio passare una colonia di formiche attraverso un tubicino in modo che la pulizia sia perfetta! Poi immergo il tutto nella candeggia per sbiancarlo e lo metto ad asciugare. Quando è bello secco e la tinta attacca, inizio a colorare osso per osso, cartilagine per cartilagine.”

Denny tira fuori dalla tasca una fotografia

Denny: “Ecco il primo esemplare, purtroppo qui non si vedono i colori. Ti piace?”
Daisy: “Denny io non ci capisco nulla. E’ buffo però.”
Denny: “Il mio impresario dice che così rendo la morte più bella. Ci vede ottimismo. Boh sarà… ma sai… anche io non ci capisco nulla.”
Daisy: “Ha ragione però! Io quando immagino la morte la vedo nera e non riesco a vederla colorata.”
Denny: “Ecco appunto. Tu saresti una cliente perfetta!”
Daisy: “Spero che ti vada tutto bene, fratellone!”
Denny: “Ti rendi conto sorellina? Diventerò un artista famoso!”

Daisy si alza e serve due bicchieri di acqua

Daisy: “Hai una sigaretta Denny?”
Denny: “Ho smesso da un mese, mi dispiace.”
Daisy: “Hai sentito nostra madre?”
Denny: “No Daisy. Ormai sarà più di un anno che non la sento.”
Daisy: “Ma secondo te dove sarà finita? Io l’ultima volta che l’ho sentita era a Las Vegas.”
Denny: “Daisy lo sai, siamo i suoi due figli senza arte e né parte e come tali siamo stati sempre un peso per lei. Io ho avuto la fortuna di avere almeno un padre che mi ha accolto con lui.”
Daisy: “Eh già, invece il mio chissà dove sarà finito! Dall’età di quattordici anni vivo sbandata e senza fili dovendo soprattutto badare a me stessa. Mi sono stufata Denny!”
Denny: “Non stai bene, vero? Ti prego non rispondermi come prima.”
Daisy: “Guardati intorno, secondo te posso stare bene? Quel secchio che vedi serve per raccogliere l’acqua piovana che cola dal tetto. Vedi in che topaia vivo? Una sola stanza dove mangio, dormo, vado in bagno e scopo. Sempre qui, tutti i santi giorni.”
Denny: “Come va ora con Johnny?”
Daisy: “Sempre lo stesso. Non è cambiato nulla.”
Denny: “Ti picchia?”
Daisy: “No, no questo no. E’ successo solo quella volta quando ti ho chiesto aiuto.”
Denny: “L’avevi tradito, vero Daisy?”
Daisy: “No, ma ci è mancato poco.”
Denny: “Quindi non l’hai tradito?”
Daisy: “Beh dipende cosa intendi per tradire. Comunque no, da quando sto con lui sono diventata una brava ragazza, ma nella sua mente era come se l’avessi fatto!”
Denny: “Ti dispiace di non averlo fatto?”
Daisy: “Sì.”

I due rimangono muti.

Daisy: “Denny non ho un dollaro! Né una birra, una sigaretta! Neanche una spalla per piangere, mi capisci vero?”
Denny: “Dai Daisy vedrai che ci saranno tempi migliori!”
Daisy: “Tu dici bene, ma ormai ho imparato a vivere la giornata, anzi l’ora e il minuto. Ed ora vorrei solo una sigaretta… Come vedi mi accontento di poco.”
Denny: “Stai pensando di lasciarlo?”
Daisy: “Ci penso sempre.”
Denny: “Perché sei voluta andare via da casa nostra?”
Daisy: “Denny con i tuoi per casa mi sentivo un’estranea. Era tuo il padre mica il mio.”
Denny: “Forse il motivo era un altro e ancora oggi ti chiedo scusa…”
Daisy: “Denny non scusarti, l’abbiamo voluto tutti e due!”
Denny: “Sì lo so, ma mica è successo solo una volta!”
Daisy: “Evidentemente ci piaceva… e poi eravamo due ragazzini.”
Denny: “Già, ma ora mica siamo tanto più grandi…”
Daisy: “Cosa vuoi dire?
Denny: “Niente, niente.”

Denny guarda l’orologio e si alza.

Denny: “Daisy tesoro, mi dispiace, ma non ho dollari da prestarti. Sai il vecchio mi tiene a stecca e sua moglie s’incazza se mi finanzia. Lei dice che è giunto il momento di alzare le chiappe e mantenermi da solo.”
Daisy: “Denny non importa. Lascia perdere. Anzi scusa se ho osato. Comunque grazie per il pensiero.”
Denny: “Ora devo andare. Ho fretta. Quando pensi che Johnny raccoglierà la prima carcassa?”
Daisy: “Beh, non dipende da lui. Però mi ha detto che quando piove è più frequente trovare cani morti lungo la strada.”
Denny: “Allora speriamo che piova presto…”
Daisy: “Denny non lo devi neanche pensare. Ok?”
Denny: “Dai, scherzo sorellina! Comunque mi faccio un giro sulla Pennsylvania, non si sa mai, potrei essere fortunato.”
Daisy: “I patti sono patti, non dobbiamo forzare il destino!”
Denny: “Daisy ho solo voglia di diventare famoso al più presto.”
Daisy: “Te lo auguro Denny. Ma non vorrei che diventassi famoso per essere un assassino di quelle povere bestiole.”
Denny: “Comunque ripasso tra due giorni.”
Daisy: “Ok.”
Denny: “Ti ci ritrovo?”
Daisy: “Non lo so.”
Denny: “Dai sorellina non fare cazzate. Qui almeno hai un tetto.”
Daisy: “Sì, un tetto bucato!”
Denny: “Dai tieni duro.”
Daisy: “Non lo so davvero, Denny. Mi sembra di aver toccato il fondo e in qualsiasi altra parte non potrà sicuramente andare peggio.”
Denny: “Pensaci bene a quello che fai.”
Daisy: “Più ci penso e più vorrei essere altrove.”
Denny: “Se vai via fammi sapere.”
Daisy: “Denny dai scherzo! Ma secondo te dove posso andare?”

Lui sorride e l’abbraccia.

Denny: “Mi avevi messo paura! Sai per me questo progetto è davvero importante e Johnny mi può dare una grossa mano… Allora torno tra due giorni per le carcasse?”
Daisy: “Tranquillo, certo, ti aspetto.”
Denny: “Allora vado Daisy…”

Danny ora è sulla porta. Guarda fuori

Daisy: “Fai attenzione, quel vetro prima o poi va in mille pezzi.”
Denny: “Che luce strana, stasera davvero il sole non vuole tramontare…”
Daisy: “Scusa, ma prima cosa intendevi?”
Denny: “Prima quando?”
Daisy: “Quando hai detto che non siamo ancora cresciuti.”
Denny: “Ah niente, niente.”
Daisy: “Non mi dire che ci stavi pensando?”
Denny: “Ti ho vista giù e credevo che tu…”
Daisy: “Ho già tanti guai e non ne vorrei altri…”
Denny: “Ho letto da qualche parte che certe cose rilassano.”
Daisy: “Ma mi vedi come sono ridotta? Mi hai guardata bene? Ora capisco perché ami gli scheletri!”
Denny: “Una donna è sempre una donna, moglie, fidanza o sorella cosa vuoi che cambi?”
Daisy: “Tu non cambi mai Denny, sei proprio pazzo!”
Denny: “Ok Daisy, allora vado…”
Daisy: “Ciao fratellone. Comunque mi fa piacere essere desiderata.”
Denny: “Non ci pensare dai. Alla prossima.”



*****


PENNSYLVANIA STATION – INTERNO NOTTE
ORE 9:55 P.M. - DAISY

Daisy è di nuovo distesa sul letto.

Daisy: “Johnny sto male. Porca troia! Saranno le dieci, cazzo! Ora s’è fatto proprio tardi. Comincio a pensare che questo cazzo di sole vuole solo prolungare l’attesa. Ti prego torna. Mi sento fragile. Torna cazzo altrimenti non risponderò più di me stessa.
Abbi pietà di me! Ma non eri tu che mi ripetevi che senza il mio culo non potevi passare la notte? È l’unica cosa che mi è rimasto di bello! Vero che è attraente? Pure Denny prima me lo ha guardato. Beh forse non sono male come penso.

Daisy si alza e si guarda nel minuscolo specchio crepato vicino al lavandino.

Sono sicura che con questi pantaloncini bianchi farebbe voglia a chiunque!
Lo so che non è quello di un’attrice, ma non posso lamentarmi! Avessi almeno un paio di mutande di pizzo! Magari nere con qualche fiocchetto. Invece ne possiedo cinque e tutte bianche e di cotone, sempre bianche e lise! Vabbè, ma tanto tu non ci faresti caso…
“Io guardo il contenuto piccola!” Mi ripeti ogni volta… Ma è possibile che non capisci? Adoro i complimenti, è un delitto?
Sono o non sono una femmina? Alle volte davvero mi sembra di essere uguale a te. Mi sento rozza, piatta! Non ridere, non sto parlando delle mie tette Johnny.
Sai da quanto tempo non porto una gonna? Dio, che voglia di indossarne una! Magari di quelle corte a pieghe, mi farebbe sentire ancora giovane e piacente. Lo so che sarebbe solo una cosa mia, per te mutandine di pizzo o tuta da meccanico non fa alcuna differenza!

Daisy si guarda ancora

Eppure ho belle gambe! Forse troppo magre… mi ci vorrebbe qualcuno che mi ripetesse ogni giorno che sono belle, cavolo! Anche se non lo pensa veramente… ma almeno so che per un decimo di secondo ha buttato l’occhio su di me!
Già ti sento che ridi. Che mi dici che sono una ragazzina non cresciuta, strappata troppo presto dal ventre materno.
Johnny io me ne accorgo sai. Come un maschio sin da ragazzina ho dovuto imparare la vita e sbrigarmela da sola. La strada lì fuori era piena di insidie e tranelli ed io dovevo difendermi.
Ora, alle volte, provo perfino vergogna a sentirmi femmina. Addirittura a piangere! Giorno dopo giorno mi sto indurendo. I modi, il cuore, quello che dico. Dico tante parolacce, cazzo! Come fosse l’unico modo possibile per comunicare con te! Ti sto assomigliando sempre di più. Ho paura che un giorno o l’altro mi guardo allo specchio e mi vedo calva e con la pancia. Oddio no! Johnny lo capisci o no che sono una donna? Lo capisci o no che voglio attenzione?

Daisy prende il pacchetto di sigarette in fondo al cassetto. E’ vuoto, lo appallottola e lo getta a terra.

Merda, è vuoto! In casa non c’è neanche un mozzicone! Cazzo Johnny, perché mi fumi sempre quello di riserva? Sai che non posso stare senza…
Mi pare di sentirti: “Piccola devi smettere, sei una drogata del cazzo!”
“Tu pensa per te!”
“Io non arrivo a dieci al giorno.”
“Anche le troie fanno male! Peggio delle sigarette!”
Oddio come vorrei ora sentire la sua voce…
Sì Johnny, anche se mi dici puttana, che a pensarci bene è l’unica attenzione che mi dai e mi fa sentire tua…

Daisy si aggiusta i capelli con le mani. Prende il mozzicone di rossetto e lo passa sulle labbra.

Devo uscire, andare al bar. Ma non ho nemmeno un centesimo! Chissà se quello stronzo di Steve mi fa ancora credito… Vabbè gli faccio due moine e gli chiederò di regalarmene una! Tanto mi basta, perché tra poco torni, vero Johnny? Mi dai uno sporco dollaro ed io mi sento ricca!
Mi pare di sentire già la puzza di nafta del tuo camion. Lo so, lo so, devi rifare il motore, se ti becca la polizia ti sequestra il camion! Me lo ripeti sempre.

Daisy va verso la porta.

Vero Johnny che ti sei ricordato delle carcasse dei cani? Almeno una, solo una! Mi raccomando che sia ancora calda… Denny mi ha detto che c’è un metodo particolare per far rapprendere il sangue. Dai così faccio felice mio fratello!
Ma se non vieni ho paura che farò felice Steve… A quest’ora è solo. La tettona della cassiera sarà andata via. Dio come la invidio! Come mi piacerebbe, almeno una volta nella vita, indossare un reggiseno, magari rosa, magari pieno di merletti e fare felice qualcuno…
Dai scherzo, io sono tua Johnny… Almeno finora lo sono stata, anche se tu pensi il contrario. Ma io te l’ho giurato. Non mi sono fatta scopare da nessuno! Ci sono andata vicino, ma questa qui non gliel’ho data!

Daisy apre la porta facendo attenzione al vetro

Johnny vieni ti prego, altrimenti davvero non rispondo più di me stessa. Sono nervosa, ho bisogno di fumare, cazzo! Ho bisogno di una birra, di un reggiseno, di un uomo che non mi resiste… Voglio mettermi una gonna, essere gentile e soprattutto non voglio più dire parolacce, cazzo! Dai ti prego torna da me!
Esco.






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Questa sera il sole non vuole tramontare - PENNSYLVANIA STATION - Copyright 2011-2019
In copertina: Edward Hopper - Gas 

Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
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