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SERIE

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Adamo Bencivenga
Questa sera il sole non vuole tramontare
(PENNSYLVANIA STATION)
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PERSONAGGI
La protagonista: DAISY
Il compagno di Daisy:
JOHNNY
Il gestore della pompa di benzina:
STEVE
La prostituta:
ROSYE
Il fratello di Daisy:
DENNY
Amica di Daisy:
CLARA
Il marito di Clara:
NICK
Primo cliente
Secondo cliente



 




PENNSYLVANIA HOTEL – INTERNO NOTTE
ORE 10:05 JOHNNY E ROSYE


Il Pennsylvania Hotel Vacancy è dall’altra parte della strada, proprio davanti al distributore di benzina. Le tendine verdi del balconcino di legno al primo piano sono abbassate.

Rosye: “Johnny sei sempre un gran bel pezzo di uomo. Mi hai smontata, cazzo!”
Johnny: “Grazie, un complimento da te vale cento da altre…”
Rosye: “Non sto scherzando, oggi tra l’altro eri davvero in forma.”
Johnny: “Stamattina ho saltato una corsa. Daisy ha le sue cose e a pranzo non sono tornato a casa.”

Rosye si sta truccando in piedi allo specchio, Johnny fuma disteso sul letto.

Rosye: “E che significa? Johnny, per come ti conosco, non credevo che ti fermassi davanti a queste inezie.”
Johnny: “No, ma oggi sapevo di incontrarti. Ieri, pensa, ho caricato tre macchine. Il lavoro va a gonfie vele!”
Rosye: “Carino da parte tua che pensi a me quando hai le tasche gonfie.”
Johnny: “Lo sai che sei sempre la mia preferita!”
Rosye: “Ehi Johnny chissà quante puttane fai montare sopra il tuo camion! Magari di quelle che non pretendono un albergo…”
Johnny: “Beh, lo sai, ogni tanto qualcuna mi tira…. Specialmente le messicane, così scure, mi fanno impazzire, ma sono troppo giovani e inesperte!”
Rosye: “Mica si può avere sempre tutto dalla vita, no? Belle, giovani, con le tette grosse ed esperte...”
Johnny: “Rosye, te lo ripeto, tra tutte le mignotte della Pennsylvania sei sempre la migliore. Questa cazzo di strada la conosco metro per metro, bidone per bidone, puttana per puttana.”
Rosye: “Grazie Johnny. Tu sei speciale, non esisto più gli uomini come te!”
Johnny: “Ed io ti vorrei a mia disposizione, sempre e comunque.”
Rosye: “Mi è sempre piaciuto fare la mantenuta. Ma dovresti darmi almeno l’incasso della giornata… Johnny non credo che sia roba per te questa!”

Rosye gli mostra le tette.

Rosye: “Dovresti almeno caricare dieci macchine al giorno per averle a disposizione per l’intera giornata.”
Johnny: “Giorno e notte Rosye. Fino a prova contraria sono un vero e proprio stallone di razza!”

Rosye sorride, va verso la finestra e guarda fuori. Vede Daisy che sta uscendo da casa.

Rosye: “Oh guarda chi si vede! Tua moglie sta uscendo…”
Johnny: “Non è mia moglie!”
Rosye: “Sì vabbè, ma sta uscendo lo stesso. Secondo te dove sta andando a quest’ora?”
Johnny: “Avrà finito le sigarette...”
Rosye: “Sarà…”

Rosye si tocca maliziosamente le tette.

Johnny: “Dai Rosye, ora non me ne frega niente di Daisy, torna a truccarti, spalmati il rossetto sulle labbra. Mi fa impazzire…”
Rosye: “Se tu fossi l’ultimo della giornata ne farei volentieri a meno. Invece lo devo fare per il prossimo mica per te! E non ti farei aspettare tutto questo tempo prima di andare!”
Johnny: “Non so come dire…. Ma quando ti dai di rossetto, è come se mi invitassi di nuovo… Sei una vera puttana Rosye.”

Rosye torna davanti allo specchio

Rosye: “Comunque grazie Johnny, sei un uomo davvero galante. Invidio Daisy.”
Johnny: “Dico davvero, mi fa impazzire una donna che si trucca. E tu poi ci metti una cura così particolare…”
Rosye: “Daisy non si trucca mai?”

Johnny non risponde. Si sta toccando. Rosye si gira verso di lui

Rosye: “Johnny oddio, non mi dire che hai ancora voglia!”
Johnny: “Devo rispondere? Basta guardarmi no?”
Rosye: “Oddio Johnny è fantastico!”
Johnny: “Il mio amichetto lo conosci più tu che Daisy, lo sai vero?”
Rosye: “Per me non c’è problema, ma mi chiedo se anche le tue tasche sono d’accordo…”

Johnny mette una mano dentro la tasca dei jeans

Johnny: “Questi erano per Daisy, non so se bastano…”
Rosye: “Per due dollari puoi a malapena sbafarmi il rossetto. Vuoi?”
Johnny: “Dipende con cosa te lo fai sbafare…”
Rosye: “Con la parte più dura di te… E’ la testa vero Johnny?”

Rosye ride

Johnny: “Vieni qui fai in fretta cazzo, Daisy mi starà aspettando.”
Rosye: “Ma se è uscita…”
Johnny: “Ti ho detto che sarà andata a comprare le sigarette.”
Rosye: “Mi sembra che ci impieghi un po’ troppo tempo…”
Johnny: “Lascia stare Daisy ti ho detto! Non me la nominare ogni due minuti.”
Rosye: “Ehi tranquillo, non t’arrabbiare.”
Johnny: “Non mi sto arrabbiando!”
Rosye: “Sei geloso Johnny?”
Johnny: “Non sono geloso, voglio te!”

Johnny l’afferra e l’attira a sé sul letto

Johnny: “Dai spicciati, fammi vedere quanto sei brava!”
Rosye: “Ehi calma! Cosa credi che a noi puttane basta solo aprire la bocca? C’è tecnica e dedizione.”
Johnny: “Scusa Rosye non volevo. Questo cazzo di sole stasera non vuole tramontare. Ma è maledettamente tardi.”
Rosye: “E’ tardi, sì… se vuoi rimandiamo.”
Johnny: “No no dai, scusami per prima. Ma vieni, fai in fretta.”
Rosye: “Stai calmo, so io quello che devo fare.”
Johnny: “Ti dispiace se mi metto seduto sul letto?”

Rosye si inginocchia sul pavimento

Rosye: “Fai pure. Come vedi per me è più semplice.”
Johnny: “Cazzo Rosye, quanto sei brava. Le tue labbra sono di un velluto pregiato. La tua saliva è bollente! Oh sì… Un giorno o l’altro mi farai prendere un infarto!”

Rosye lo fissa negli occhi e sorride. Lui ha gli occhi chiusi con la faccia rivolta verso il soffitto.

Rosye: “Ma se ancora non ho aperto la bocca!”
Johnny: “Ecco appunto vedi l’effetto che mi fai?”
Rosye: “Fossero tutti come te…”
Johnny: “Ti vorrei sentire la mattina appena mi sveglio.”
Rosye: “Non distrarti ora, ricordati che sono solo due dollari.”
Johnny: “Ma è vero! La mattina lo adoro. Senza sigaretta, senza caffè, senza birra…. La donna mi piace prenderla a secco. Mi piace entrare quando senti la carne che fa resistenza.”

Rosye non può parlare. Lui le prende la testa

Johnny: “Cazzo sei favolosa. Dai, dai, vai più giù, concentrati ora. Solo un centimetro di più ed esplodo. Mhh, dai, dai… Che bocca Rosye! Sei sempre la migliore troia della zona…”
Rosye: “Mhhh…”
Johnny: “Eccomi, sììììììì…”

Rosye si alza, va in bagno di corsa e sputa. Poi torna e si sistema i capelli allo specchio. Johnny si abbottona i pantaloni.

Rosye: “Cazzo guarda come mi hai conciata. Per soli due dollari…. Si vede che ti voglio bene, Johnny, non lo farei per nessuno!”
Johnny: “Non sono due dollari. Sono dodici in tutto!”
Rosye: “Allora diciamo che se fossi stato un altro cliente, diverso da quello di prima, ne avrei persi otto in una volta sola.”
Johnny: “Dai Rosye, ti ho sempre pagata in contanti. E non hai mai dovuto farmi credito.”
Rosye: “Ma tu hai mai visto una puttana che fa credito?”
Johnny: “No, ma tu mi conosci… io sono sempre stato tuo amico!”
Rosye: “Diffida degli amici perché sono i peggiori, mi diceva sempre mia madre.”

Lui si ammutolisce, Rosye si avvicina e lo bacia

Rosye: “Dai scherzavo… Sono felice sai, quando ti vedo che carichi una macchina col tuo camion. Tanto so che poi rifai il giro. Ti guardi intorno per vedere dov’è Daisy e ti fermi da me!”
Johnny: “Un giorno o l’altro mi becca! Ma non puoi spostare quel cazzo di bidone un po’ più in là?”
Rosye: “Lo sai che in quel punto le macchine non hanno problemi a fermarsi. Comunque hai ragione, mica puoi sempre dire che con me ci fumi solo una sigaretta…”
Johnny: “Già, dovrò inventarmi qualche altra scusa…”
Rosye: “E che scuse puoi inventare Johnny, stai comunque parlando con una puttana.”
Johnny: “Tra l’altro non ti può neanche vedere, le sei antipatica. Dice che sei troppo tinta.”
Rosye: “Bella lei senza tette! Da quel poco che ho visto mi sembra un manico di scopa! Alle volte mi chiedo cosa ti eccita di lei…”
Johnny: “Dai Rosye, smettila!”
Rosye: “Sai cosa ti dico? Che invece io sono curiosa di conoscerla. Un giorno o l’altro con una scusa vado a trovarla. Forse da vicino sarà più interessante.”
Johnny: “Rosye, ma sei pazza? Non ci pensare nemmeno!”
Rosye: “Dai sto scherzando, non lo faccio tranquillo, anche se mi piacerebbe vedere da vicino la compagna di questo stallone.”
Johnny: “Non mi prendere per il culo Rosye! E poi magari da vicino rimani delusa. Mica è bella e curata come te.”
Rosye: “Cosa c’entra questo! Io sono una puttana. Sono bella per mestiere!”

Lui le tira fuori una tetta e la bacia avidamente

Johnny: “Magari le avesse così per davvero!”
Rosye: “Ed io cosa ci sto a fare qui? Pensa, se tutti gli uomini avessero delle mogli belle con le tette grandi… farei la fame!”
Johnny: “Ed invece la fame la faccio io… Ora sono senza un dollaro…”
Rosye: “Scommetto che anche oggi ti scusi dicendo che non hai caricato nemmeno una macchina?”
Johnny: “Io non devo scusarmi… e poi qualcuno potrebbe affermare il contrario?”
Rosye: “Io ad esempio.”
Johnny: “E no Rosye tu sei una puttana. Chi vuoi che creda ad una puttana?”

Rosye ride. Johnny continua a baciare la tetta

Rosye: “E tu puzzi di birra e di troia.”
Johnny: “Perché esistono odori più belli?”
Rosye: “Mi sa che Daisy non è d’accordo con te in fatto di profumi!”
Johnny: “Eh sì abbiamo gusti assai diversi.”
Rosye: “Dammi retta, fatti un giro prima di tornare a casa. Mica voglio essere una sfasciafamiglie io!”
Johnny: “Noi non siamo una famiglia. Stiamo solo insieme.”
Rosye: “Un giorno mi spiegherai questo concetto che non ho afferrato molto bene.”
Johnny: “Con te preferisco fare altro.”
Rosye: “Dammi retta Johnny, non andare subito da lei ora.”
Johnny: “Non vado a casa ora. Devo raccogliere almeno una carcassa di cane.”

Rosye ride e si divincola dalla stretta di lui

Rosye: “Dai non scherzare.”
Johnny: “No, non scherzo, ma ora è tardi. Ti racconterò un’altra volta.”







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Questa sera il sole non vuole tramontare - PENNSYLVANIA STATION - Copyright 2011-2019
In copertina: Edward Hopper - Gas 

Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
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