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RACCONTO D'AUTORE 
Adamo Bencivenga
TRADIMENTI
Nel lussuoso studio di Mike, la
porta si apre e Patrick, colonnello in alta uniforme, entra con
passo deciso. L’aria è densa di tensione, mentre Mike, avvocato
penalista, nasconde un segreto che brucia come una ferita aperta.
Tra le righe di un’amicizia di lunga data, una confessione sta per
sconvolgere tutto.

Studio legale di Mike
Saxson. Pomeriggio. Ore 15:00. La luce di gennaio filtra
obliqua attraverso le alte finestre a ghigliottina,
accendendo riflessi dorati sul mogano scuro della
scrivania. L’aria sa di cuoio vecchio, carta ingiallita
e un vago sentore di sigaro spento. Mike apre la
porta. Sulla soglia appare il colonnello Patrick Law,
con la sua figura rigida e imponente nell’alta uniforme
blu scuro dell’esercito. Tiene il berretto sotto il
braccio con precisione militare; le mostrine d’oro
brillano sotto la luce e la fondina di cuoio nero della
pistola d’ordinanza pende dalla cintura, lucida e
minacciosa. MIKE Sei stato
gentile a venire. PATRICK Figurati.
MIKE Ma che eleganza mio colonnello!
PATRICK Alle 16,30 devo comandare un
picchetto d’onore. Sarebbe stato complicato cambiarmi
dopo. MIKE Sì, sì, lo so che è stato
difficile… lo so e ti ringrazio… Tra l’altro ti avevo
detto di venire di nascosto e non dire nulla a Selene…
PATRICK Al telefono mi hai detto che
era urgente e come vedi ora sono qui. MIKE
Quindi tua moglie non sa nulla? PATRICK
No, non sa nulla ed ho evitato anche di dirlo alla
piccola Charlotte che venivo a trovarti. MIKE
Ma Charlotte non è piccola. Se non erro ha compiuto
diciannove anni l’altro mese. PATRICK
Sì, sì hai ragione Charlotte non è più una bambina.
Pensa che sta prendendo lezioni di guida, vuole prendere
la patente al più presto. Del resto, i ragazzi a quella
età desiderano solo una cosa: essere indipendenti!
MIKE Beh ha tutte le ragioni del mondo.
I figli crescono e noi diventiamo vecchi.
PATRICK Sarà, ma io la vedo ancora una bambina.
Pensa che tra i tanti regali ha ricevuto un tablet molto
costoso da uno spasimante rimasto anonimo.
MIKE È bella e non credo che le manchino i
corteggiatori. Un giorno o l’altro dovrai fartene una
ragione.
Patrick si sposta verso la
finestra. La città si stende sotto di lui in una
prospettiva di tetti e antenne, velata dalla foschia
invernale. La sua postura è quella di chi è abituato a
osservare e giudicare, ma in quel momento sembra
piuttosto un uomo che cerca di dominare l’agitazione
interiore guardando altrove. MIKE
Non ti vuoi sedere? Prendi qualcosa? PATRICK
Non so cosa tu voglia dirmi, ma sento che ho bisogno di
ingerire qualcosa di molto forte.
Mike
attraversa la stanza con passi misurati. Si ferma
davanti al mobile bar incassato tra due librerie. Versa
due generose dosi di single malt in bicchieri di vetro
pesante, il liquido ambrato cattura la luce e la
restituisce in bagliori liquidi. Ne porge uno a Patrick,
poi torna a sedersi. PATRICK
Dov’è tua moglie? MIKE Judith non è
in casa, è all'ospedale… ha il turno di pomeriggio e
penso che stasera farà la lunga fino a tarda notte. I
bambini… sono… di sopra con la tata. PATRICK
Quindi tutto perfetto! MIKE Cosa
intendi? PATRICK Siamo soli no?
MIKE Devo parlarti. È importante.
PATRICK Dai allora sputa il rospo, non
mi tenere sulle spine. MIKE Non è
facile. PATRICK Hai l’aria
sconvolta. Qual è il problema? Non sarà mica per la tua
storia con Selene, spero? MIKE Cosa?
Ma allora tu sai... PATRICK So tutto
ed anche che è finita. MIKE E come
fai a saperlo? PATRICK Semplice, me
lo ha detto Selene, anche se io lo sospettavo da anni.
MIKE E quando te lo ha detto?
PATRICK Il giorno che vi siete
lasciati. La sera stessa praticamente. MIKE
Ci sei rimasto male? Cosa hai pensato di me? In fin dei
conti noi siamo amici dai tempi dell’università.
PATRICK Te l’ho detto l’ho sempre
sospettato, per me è stata solo una conferma.
MIKE E perché non mi hai mai detto
nulla? Perché non mi hai detto che sono uno stronzo? Del
resto, hai avuto molte occasioni per dirmelo. Noi ci
vediamo almeno due tre volte a settimana tra il tennis e
il circolo e le cene con le rispettive mogli, senza
contare che frequento casa tua da quando Charlotte ha
deciso di iscriversi a giurisprudenza.
PATRICK Non te l’ho confessato perché penso
che, quando una moglie tradisce, non sia solo
responsabilità sua né dell’amante... MIKE
Comunque, ti chiedo scusa... PATRICK
A proposito come vanno le lezioni con Charlotte per la
preparazione per l’esame di ammissione? MIKE
Bene bene, Charlotte è magnifica fa passi da gigante ed
è una ragazza estremamente intelligente.
PATRICK Dici che supererà l’esame?
MIKE Non ho dubbi, lo supererà a pieni voti! Ma
vedo che ti interessa di più tua figlia che tua moglie…
PATRICK Charlotte rappresenta la mia
vita. Per quanto riguarda Selene invece penso che se non
fosse venuta con te sarebbe andata con un altro, per cui
non posso biasimarti.
Patrick finalmente
abbandona il davanzale e si siede sulla poltrona di
fronte a Mike. Il cuoio emette un sospiro sotto il suo
peso. Mike invece si alza di scatto, il bicchiere
stretto tra le dita. MIKE
Credevo di impazzire sai? PATRICK
Quando? MIKE Prima quando ho deciso
di telefonarti. Ma dovevo telefonarti. Ci ho messo… due
ore per decidermi. Sentivo l’urgenza di farlo, ma avevo
paura di interrompere la nostra bella amicizia. Ora ti
sono grato di essere venuto e di aver accettato il tutto
con filosofia. PATRICK Piantala, sai
che non sopporto queste smancerie, del resto… non hai
avuto scrupoli o sensi di colpa quando ti scopavi mia
moglie… MIKE Ti prego Patrick non
parlare così! PATRICK Sono un tipo
molto razionale e do sempre i nomi giusti alle cose.
Selene mi ha confessato che lo facevate in un motel a
pochi passi da casa nostra! MIKE Sì
è vero, ma tu sei un uomo come me e non ti devo spiegare
io cosa significa essere completamente travolto dagli
istinti della passione. PATRICK Oh
no di certo, ma mi riesce difficile capire che l’oggetto
di quell’ardente desiderio sia stata Selene.
MIKE Non parlare così! Tua moglie è una grande
donna! È stata… non so come dirlo senza sembrare
patetico… è stata l’unica cosa che mi ha fatto sentire
di nuovo… presente. Vivo. PATRICK
Sai qual è la cosa più strana? Non sono arrabbiato con
te. Quando Selene me l’ha raccontato ho avuto voglia di
prenderti a pugni fino a farti sanguinare dal naso. Ma
poi… ho capito che la rabbia era solo un modo per non
guardare in faccia la verità.
Mike abbassa
lo sguardo sul bicchiere, fa roteare lentamente il
whisky rimasto, come se cercasse le parole tra i
riflessi del liquido. MIKE Ti
stai dando delle colpe che non hai… PATRICK
Non mi sto dando delle colpe, ti sto dando dei meriti!
Per assurdo ci hai costretti a guardarci finalmente
negli occhi. Selene ha cominciato a parlarmi davvero,
per la prima volta dopo anni. Ha cominciato a dirmi che
si sentiva invisibile. Che aveva paura di invecchiare…
MIKE Non so se mi sento sollevato o
ancora più schifoso di prima.
Patrick finisce
il whisky in un sorso solo, posa il bicchiere con un
colpo secco sul tavolino. PATRICK
Ascolta, Mike. Non ti perdono. Ma non ti odio. E non
voglio perderti come amico. Almeno per il tennis del
giovedì pomeriggio. Almeno per il fatto che tu continui
a preparare Charlotte per l’esame. Perché quella ragazza
merita di entrare a Giurisprudenza e di spaccare il
mondo. E tu sei bravo a insegnarle.
Mike
annuisce lentamente, la gola stretta.
MIKE Lo farò. Te lo giuro. PATRICK
…Comunque lasciamo perdere, come hai detto tu, ho preso
tutto con filosofia, e ripeto quando una moglie tradisce
il vero colpevole è di solito il marito.
Mike
cammina avanti e indietro: cinque passi verso la
finestra, cinque verso la porta, un circuito nervoso che
sembra consumare il tappeto persiano. Il sudore gli
imperla la fronte e gli incolla la camicia alla schiena.
Ci ripensa, insiste… MIKE No,
no, sono io lo stronzo e merito tutto il tuo disprezzo.
Comunque ti ringrazio Patrick sei davvero un uomo
meraviglioso. Non avrei creduto che avresti reagito
così… PATRICK Non credere che sia
stato facile per me… MIKE Mi sento
in colpa. PATRICK Quando una donna è
spenta c’è sempre un uomo pronto a riaccenderla e tu ne
hai approfittato. MIKE Non ne ho
approfittato, è nato tutto spontaneamente, lei mi
parlava delle difficoltà del vostro rapporto, si sentiva
vuota, quasi inutile e ad un certo punto ci siamo
ritrovati l’uno tra le braccia dell’altra senza volerlo.
PATRICK A quel punto il passo per
portartela a letto è stato breve, immagino…
MIKE Lo desideravamo entrambi, ma ti giuro ero
dilaniato dai sensi di colpa. PATRICK
Ora dovresti sentirti sollevato, visto che ti ho detto
che sapevo e ti ho evitato l’imbarazzo di una penosa
confessione. MIKE Mi dà fastidio
pensare che Selene te l’abbia detto senza dirmi niente!
PATRICK Beh prima di tutto vi eravate
lasciati e poi avrà tutto il diritto di gestire il
proprio rapporto col marito come meglio crede.
MIKE Scusa, scusa ragiono ancora come
se avessi qualche diritto su di lei. PATRICK
Diritto? E perché mai? Selene mi ha detto che tra voi
era solo una questione di sesso. Anche per questo non ho
reagito a dovere. MIKE Forse per lei
sarà stato così, ma non per me… PATRICK
Fammi capire… l’amavi? MIKE Siamo
stati insieme quattro anni, credi che sia possibile
stare tanto tempo insieme senza provare almeno uno
straccio di sentimento? PATRICK E
dove è finito il tombeur de femme che si vantava al
circolo delle sue conquiste? MIKE La
conquista era tua moglie, Patrick, solo lei!
PATRICK Quindi l’ami ancora… è questo che vuoi
dirmi? Ed è per questo chi mi hai convocato qui oggi?
MIKE Difficile risponderti, se fosse
stato per me non l’avrei mai lasciata.
PATRICK Non conosco la causa della vostra
rottura, ma deduco che sia stata lei a voler chiudere…
MIKE Sì sì è lei che ha preso la
decisione, ma sono stato io la causa. PATRICK
Posso chiederti perché vi siete lasciati?
MIKE Lei non ti ha detto nulla?
PATRICK No. Quella sera, quando mi ha
confessato la vostra relazione, abbiamo avuto altro da
fare… E poi non ne abbiamo più parlato. Sai evitiamo di
farlo. MIKE Ossia?
PATRICK Quella sera abbiamo fatto l’amore dopo
tantissimo tempo. È stata una notte indimenticabile.
MIKE Erano anni vero?
PATRICK Beh lo sai bene… Voleva sicurezze e
soprattutto aveva bisogno della mia considerazione. Mi
ha ripetuto non so quante volte che voleva sentirsi
attraente e giovane. MIKE Giovane?
PATRICK Sì giovane. MIKE
Fammi capire ti ha chiesto di fare l’amore per sentirsi
giovane? PATRICK Che c’è di strano?
Per una donna è importante essere desiderata, quello che
non capisco è, vista la sua fragilità, avrei giurato che
fossi stato tu a lasciarla. MIKE No
no mi ha lasciato lei perché l’ho tradita.
PATRICK Da quanto so il tradimento tra due
amanti è più un collante che una rottura.
MIKE Non è stato un semplice tradimento.
Diciamo che la rottura è stata inevitabile.
PATRICK Mi spieghi come sia possibile amare una
persona e tradirla? MIKE È successo
una volta sola e lei lo ha scoperto. Mi sono pentito
amaramente, ma non è servito a niente.
PATRICK Non ti ha perdonato allora.
MIKE No, ma la capisco non è stato facile per
lei. PATRICK Scusa ma ti ha scoperto
o glielo hai detto tu? MIKE Lo ha
scoperto da sola. PATRICK E come ha
fatto a beccarti? MIKE Sospettava
già qualcosa poi un bel giorno mi ha fatto una bella
sorpresa venendo nel motel dove di solito mi vedevo con
lei…
Per un istante Mike smette di parlare.
Lo sguardo gli si annebbia, come se la stanza fosse
svanita e al suo posto si fosse materializzata un’altra
immagine. Era un pomeriggio di fine autunno. Il motel si
chiamava “Blue Horizon”, un nome ridicolo per un
edificio basso e squadrato alla periferia della città,
con l’insegna al neon che lampeggiava a intermittenza
anche di giorno. Camera 14, la stessa dove si incontrava
con Selene: tende pesanti color ruggine che non
lasciavano passare quasi luce, un condizionatore che
rantolava come un vecchio asmatico, lenzuola ruvide che
odoravano di detersivo economico e di sesso frettoloso.
La ragazza entrando nella stanza aveva sorriso, poi si
erano baciati contro il muro, le mani di Mike su quel
seno piccolo da adolescente, il respiro di lei caldo
contro il collo di lui. Non c’era tempo per i
preliminari lenti: il motel era troppo vicino a tutto,
troppo rischioso. Lui l’aveva distesa sul letto con
urgenza, ridendo tra un gemito e l’altro per la
goffaggine dei corpi che si incastravano male sul
materasso troppo morbido. Tutto in pochi maledetti
minuti, il desiderio di lei, i baci di lui fino al
momento della penetrazione e la verginità persa.
Dopo, mentre fumavano sdraiati uno accanto all’altra,
lei con la testa sul suo petto, lui che le accarezzava
distrattamente i capelli, la porta si era aperta senza
preavviso. Non un bussare, non un’esitazione. Solo il
clic secco della serratura e poi la figura di Selene
sulla soglia, immobile, il cappotto ancora addosso, la
borsa che le scivolava lentamente dalla spalla e cadeva
a terra con un tonfo sordo. Non aveva urlato. Non aveva
pianto. Era rimasta lì, a guardarli: Mike nudo sul
letto, la ragazza, giovane, troppo giovane, che si
copriva istintivamente il seno acerbo con il lenzuolo
sgualcito, gli occhi spalancati dal terrore. Selene
aveva fissato prima la ragazza, poi Mike. Uno sguardo
che non era odio: era delusione pura, profonda, come se
in quell’istante avesse visto crollare l’ultima
illusione che si era concessa di tenere in vita.
«Vestiti!» Aveva detto soltanto, con una voce calma che
aveva gelato il sangue a Mike più di qualsiasi grido.
Poi si era voltata ed era uscita, lasciando la porta
spalancata. Il corridoio illuminato al neon aveva
inghiottito la sua figura senza un rumore. Mike era
rimasto immobile sul letto per minuti interi, incapace
di muoversi, mentre la ragazza balbettava qualcosa che
lui non ascoltava. Il condizionatore continuava a
rantolare. Fuori, un camion era passato rombando sulla
statale. Il ricordo svanisce rapido com’è arrivato.
Mike torna nella stanza dello studio legale, il
bicchiere ancora stretto tra le dita tremanti, il sudore
che gli cola lungo la schiena.
PATRICK E tu eri in compagnia di un’altra bella
signora… il lupo perde il pelo, ma non il vizio…
MIKE Non era una signora, era una
ragazza. PATRICK Ah ecco. Ora
capisco perché quella sera, quando Selene me lo ha
confessato, voleva sentirsi giovane ed ha preteso di far
l’amore con me. Tutto torna… MIKE
Già.
Patrick fissa il suo amico negli occhi,
un’occhiata lunga, penetrante, come se stesse cercando
di leggere oltre le parole. La luce residua del
pomeriggio morente gli illumina metà viso, lasciando
l’altra metà in ombra, e in quel contrasto gli zigomi
sembrano più affilati, lo sguardo più tagliente.
PATRICK Ma dimmi… era almeno
maggiorenne la ragazzina?
Mike sente il cuore
fermarsi per un battito, poi ripartire con un tonfo
sordo. Il terrore gli sale in gola come bile, ma
stavolta è misto a una strana, quasi dolorosa
liberazione: la domanda è arrivata, ma non è quella che
temeva di più. Fa un lungo sospiro, il petto che si
solleva e si abbassa lentamente, come se stesse
scaricando aria compressa da mesi. Gli angoli della
bocca si incurvano in un sorriso stanco, quasi grato.
MIKE Sì sì, maggiorenne.
Patrick annuisce piano, una sola volta, ma non distoglie
lo sguardo. Non è convinto del tutto, o forse è solo che
l’istinto del soldato gli dice che c’è ancora qualcosa
che non quadra. PATRICK Bene.
Almeno questo.
Il silenzio torna, più spesso
di prima. Mike abbassa gli occhi sul bicchiere vuoto,
sulle gocce di condensa che scivolano lente sul
cristallo. Patrick invece guarda fuori dalla finestra,
verso la città che si sta accendendo di luci
artificiali. PATRICK Sai,
Mike… a volte le cose che non dici sono quelle che
pesano di più.
Mike non risponde. Non può. Il
terrore è tornato, più sottile, più insinuante. Torna al
mobile bar. Il ghiaccio tintinna contro il cristallo
mentre si versa un’altra dose generosa. Le mani gli
tremano visibilmente; alcune gocce cadono sul legno
lucidato. Torna a sedersi, ma il suo corpo resta teso,
pronto a scattare. PATRICK Stai
sudando e ti tremano le mani… Cos’hai ancora?
MIKE Mi sento un vigliacco.
PATRICK Vigliacco per chi, per cosa? Perché hai
tradito Selene o il tuo migliore amico? MIKE
Sono una merda Patrick! PATRICK Ma
io come vedi non ti ho rimproverato e poi può capitare
ed è tutto normale che tu non me lo abbia detto. Cosa mi
avresti dovuto dire: - Sai che mi scopo tua moglie? - O
ancora peggio: - Sai che mi scopo una ragazzina ed ho
tradito tua moglie? -” MIKE Grazie
ancora Patrick, ma io davvero mi sento uno stronzo.
PATRICK Tua moglie sa? MIKE
Ancora no, forse dovrei dirglielo. PATRICK
E perché mai? La storia è finita, non avrebbe senso. E
poi scusa, vuoi rovinare un matrimonio per una storia di
sesso? Non hai pensato ai tuoi figli? MIKE
Ho fatto un’enorme cazzata… PATRICK
Appunto per questo non credo sia necessario dire tutto a
tua moglie. MIKE E secondo te cosa
devo fare? PATRICK Oh Mike proprio
non ti capisco! A meno che la storia con la ragazzina
non sia ancora finita… Sei innamorato? MIKE
Ripeto cavolo, è successo una volta sola! È successo
tutto all’improvviso e mi sono lasciato prendere dalla
situazione… PATRICK Non direi così
repentinamente visto che te la sei portata in un motel.
MIKE Non puoi capirmi Patrick, forse a
te non è mai capitato. PATRICK Sentiamo…
MIKE Vorrei vedere te cosa faresti se una
ragazza vergine e bella ti confessasse di voler far
l’amore con te… a tutti i costi… PATRICK
Ti conosco come le mie tasche Mike, tu sei un vero
libertino, lo sei sempre stato e di certo non ti sei mai
fatto scappare simili occasioni, ma la cosa strana è che
ora ti fai divorare lo stomaco dai sensi di colpa! Stai
invecchiando mio caro! MIKE Tu parli
bene Patrick perché non è capitato a te.
PATRICK Ecco ora darai la colpa al destino…
MIKE Non sto dicendo questo.
PATRICK Almeno ne è valsa la pena? Ci
sapeva fare la ragazzina? MIKE Ti ho
detto che era vergine e inesperta. PATRICK
E perché non l’hai più vista? MIKE È
una storia impossibile! PATRICK
Senti qualcosa mi sfugge… Per il momento ho capito solo
che ti sei concesso una scappatella con una ragazzina e
Selene ti ha beccato… MIKE Sì è
esattamente quello che volevo dirti ossia la ragione
perché ci siamo lasciati. PATRICK Ah
credevo che volessi confessarmi la vostra storia visto
che non sapevi che io sapevo. Sei strano… convochi il
marito della tua ex amante nel tuo bellissimo studio di
avvocato per dirgli le ragioni della fine della vostra
storia? Qualcosa mi sfugge. MIKE
Capiscimi sono davvero confuso. Anzi sai che ti dico?
Che se Selene non avesse parlato io non te lo avrei
confessato di aver avuto una relazione con tua moglie.
PATRICK Quindi non sono i sensi di
colpa… MIKE Sì quelli ci sono.
PATRICK Mike ora mi fai preoccupare…
Sei malato? Hai trasmesso qualche malattia a Selene?
MIKE Ma no cosa vai a pensare? Sono
sanissimo e in buona salute. È solo che le mie colpe non
finiscono qui. Sono un uomo schifoso Patrick.
PATRICK Io ti ho perdonato, ora sai
come la penso, a meno che non mi stia chiedendo di voler
ricucire il tuo rapporto con Selene. MIKE
Non credo di meritare il tuo perdono. PATRICK
Ormai è assodato che sei stato a letto con mia moglie…
Ascolta, chiudiamola qui. Non dire nulla a Judith e non
rovinare la vita dei tuoi figli. Sai dopo la confessione
di Selene anche io ho pensato che separarmi fosse stata
l’unica soluzione, ma poi ho pensato a Charlotte e a
quanto lei non meritasse il mio egoismo. Lei è nel fiore
dei suoi anni deve solo stare tranquilla, pensare a
studiare e divertirsi. MIKE La vedi
tranquilla? PATRICK Non credo che
abbia intuito qualcosa. Tu e Selene siete stati bravi e
lei non sa nulla. Le crollerebbe il mondo addosso se
sapesse che sua madre ha avuto un amante e questo amante
era il miglior amico di suo padre. MIKE
…ma anche il suo professore. PATRICK
È ancora una bambina per conoscere come vanno le cose
della vita. Deve crescere e in confidenza credo che non
abbia ancora fatto l’amore. MIKE Beh
lasciami dubitare, in fin dei conti so che ha avuto un
ragazzo. PATRICK Una storia di poco
conto. Si vedevano solo per uscire la sera ed andare per
locali con gli amici. MIKE Beh
lascialo dire alla madre, noi padri del resto siamo
sempre gli ultimi a sapere certe cose.
PATRICK Cosa vuoi dirmi? MIKE
Nulla, nulla, mi chiedevo come reagiresti se Selene ti
confessasse di punto in bianco che Charlotte ha fatto
l’amore… PATRICK Mia figlia è la
purezza in persona e per me sarebbe come se trovassi
recisa la rosa più bella del mio giardino. Ne sarei
sconvolto. MIKE Ma ha diciannove
anni! Non è una bambina e tu ti devi rendere conto che è
grande ormai ed è del tutto consapevole di scegliere con
chi, quando e come vuole. Non credo ti debba chiedere il
permesso… PATRICK Scusa… ma tu sai
qualcosa che io non so? Ti ha confidato qualcosa?
Durante le vostre lezioni parlate anche di questi
argomenti? MIKE Volevo solo metterti
al corrente che alle volte succedono cose imponderabili
che sfuggono alla comprensione umana. PATRICK
Beh sì, come la storia tra te e Selene, mai e poi mai
avrei creduto ed invece è successo. MIKE
Ecco appunto. PATRICK Comunque un
uomo può passare anche sopra le corna della propria
moglie, ma per l’onore della propria figlia sarebbe
disposto anche ad uccidere.
Un silenzio
ancora più denso cala nella stanza, come se l’aria
stessa si fosse fatta più pesante. Patrick consulta
l’orologio da polso, un gesto secco, automatico, da uomo
abituato a rispettare orari precisi. Si alza in piedi
con la stessa precisione con cui era entrato. Il
berretto torna sotto il braccio sinistro, la schiena si
raddrizza, la figura torna a essere quella
dell’ufficiale in alta uniforme. PATRICK
Scusa, ora si è fatto tardi e devo andare. In caso se
vuoi continuiamo a parlarne stasera al circolo così ti
lavi ben bene la coscienza. Comunque, spero che ti abbia
fatto bene parlare con me, ora sai che io so. Oppure
volevi dirmi altro?
Mike fissa la fondina di
cuoio nero alla cintura di Patrick. La pistola, lucida e
muta, sembra assorbire tutta la luce obliqua che resta.
Vorrebbe rispondere, apre la bocca, ma non esce alcun
suono. Scuote appena la testa. Il bicchiere vuoto gli
pende ancora tra le dita. MIKE
No… no nulla.
Patrick lo guarda per un ultimo
istante. Poi si volta. I suoi passi risuonano netti sul
parquet, un ritmo militare, che scandisce la fine della
conversazione. La porta si apre senza un cigolio,
lasciando entrare per un attimo il rumore ovattato del
corridoio. Patrick esce. La porta si richiude, quasi
discreta, come se la stanza stessa volesse fingere che
nulla di irreparabile sia accaduto.
Mike resta
seduto. Il bicchiere gli scivola lentamente dalle dita e
atterra sul tappeto con un tonfo sordo. Non lo
raccoglie. Guarda il punto esatto in cui, fino a un
secondo prima, si trovava l’amico. La luce del
pomeriggio è ormai quasi sparita; resta solo un alone
grigio-azzurro sui codici rilegati, sul mogano della
scrivania, sul ritratto incorniciato di Judith e dei
bambini appeso alla parete.
Appoggia i gomiti
sulla scrivania e si prende la testa tra le mani. Non
piange. Non impreca. Respira soltanto, piano, come se
ogni inspirazione costasse uno sforzo immenso. La
pendola sulla mensola batte le tre e mezza. Il tempo
riprende a scorrere.
Fuori, in lontananza, si
sente il rombo attutito di un motore che si avvia. Il
colonnello Patrick Law che se ne va verso il picchetto
d’onore, impeccabile nell’uniforme, con la pistola al
fianco, il segreto chiuso dentro un caricatore rimasto
pieno e l’onore intatto di un padre che non sa ancora di
aver già perso la sua rosa più bella.
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fantasia. Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è
puramente casuale..
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