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RACCONTI
 
 
Adamo Bencivenga
Il figlio di puttana
In una squallida stanza del Galaxy Motel, Brenda, una prostituta, e Mike, un tassista abusivo, parlano dopo un incontro passionale, tra battute crude e desideri nascosti. La loro conversazione svela sogni di una vita diversa, tensioni con la compagna di Mike, Patty, e un’intimità che sfuma tra cinismo e un inaspettato desiderio di amore autentico...

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GALAXY MOTEL DUE STELLE – INTERNO NOTTE. ORE 10:05 P.M. BRENDA E MIKE HANNO APPENA FATTO L’AMORE
La stanza puzza di fumo stantio, sudore fresco e di profumo da due dollari che Brenda si sta spruzzando generosamente sul collo e tra i seni. Il neon intermittente del motel filtra attraverso le tende di nylon ingiallite, tingendo le pareti di un rosa malato che pulsa come un mal di testa. Sul comodino, una lampada da tavolo getta una pozza di luce giallastra sul letto sfatto.

Brenda è in piedi davanti allo specchio incrinato del mobiletto, nuda tranne il perizoma nero logoro e un reggiseno che ha visto senz’altro giorni migliori. Si passa il rossetto scarlatto con gesti lenti, quasi rituali. Le labbra piene si aprono appena mentre stende il colore, i capelli biondi tinti, le ricadono in onde disordinate sulle spalle. Il trucco pesante la fa sembrare più giovane, ma sotto la maschera si intravede la stanchezza di chi ha contato dall’alba al tramonto troppi clienti.

Mike è disteso sul letto, la schiena appoggiata alla testiera, una sigaretta tra le labbra. Il petto villoso sale e scende piano, ancora lucido di sudore. I jeans sono slacciati, la camicia a quadri aperta sul ventre molle. Tira boccate profonde, lasciando che il fumo gli esca lento dalle narici, gli occhi socchiusi fissi sul culo di Brenda a forma d’anfora antica.

BRENDA: “Mike sei sempre un gran bel pezzo di uomo. Mi hai smontata, cazzo!”
MIKE: “Grazie Brenda, un complimento da te vale cento da altre…”

Brenda si volta appena, il rossetto ancora in mano. La luce al neon le accende un bagliore viola sulla curva del seno.
BRENDA: “Non sto scherzando, oggi eri davvero in forma. Meglio di quei figli di puttana di camionisti.”
MIKE: “Perché? Come sono i camionisti?”
BRENDA: “Scopano come se non la vedessero da secoli. Non ti guardano in viso e ti trattano come un buco di fogna.”
MIKE: “Io non sono così vero?”
BRENDA: “Tu sei fatto di un’altra pasta, oltre al cazzo hai un’anima…”
MIKE: “Grazie Brenda, sai oggi ne avevo proprio voglia, Patty ha le sue cose ed è quasi una settimana che salto la corsa.”
BRENDA: “E che significa? Mike, per come ti conosco, non credevo che ti fermassi davanti a queste inezie.”
MIKE: “No, ma oggi sapevo di incontrarti. Ieri, pensa, un cliente mi ha dato quindici dollari di mancia per portarlo fino all’aeroporto.”
BRENDA: “Carino da parte tua che pensi a me quando hai le tasche gonfie.”
MIKE: “Tasche e patta gonfie hanno un solo indirizzo Brenda, ossia le tue belle cosce.”

Brenda ride piano, una risata roca che le vibra nel petto. Si passa una mano sul fianco, accarezzando la pelle morbida e leggermente segnata da smagliature che non nasconde più.
BRENDA: “Sono contenta che ti piacciono.”
MIKE: “In tutto il circondario non esistono cosce più morbide delle tue!”
BRENDA: “Smettila che poi mi ci fai credere.”
MIKE: “Perché? Gli altri clienti non te lo dicono?”
BRENDA: “Lascia stare Mike… Ascolta, ma come va il lavoro?”
MIKE: “Vorrei mettermi in regola, ma per ora sono solo un tassista abusivo e la concorrenza è sfrenata. Certi giorni si guadagna abbastanza e poi capita che per settimane non vedi un becco di un quattrino.”
Brenda “Anche nel mio lavoro c’è tanta concorrenza, ma io non posso mettermi in regola. Comunque, grazie che hai pensato a me.”
MIKE: “Lo sai che sei sempre la mia troia preferita! Hai un sedere da favola, bello e morbido come piace a me. Alle volte mi sveglio di notte e penso di baciartelo.”

Brenda si gira completamente verso di lui, appoggiando una mano sul fianco, l’altra ancora con il rossetto.
BRENDA: “Ehi Mike, chissà quante puttane con bei culi fai montare sopra quel taxi! Magari di quelle che non pretendono un albergo e si fanno scopare velocemente in macchina sul bordo di una strada…”
MIKE: “Beh, lo sai, ogni tanto qualcuna mi tira…. Specialmente le messicane, così scure, mi fanno impazzire, ma sono troppo giovani e inesperte!”
BRENDA: “Mica si può avere sempre tutto dalla vita, no? Belle, giovani e con le tette grosse! E poi tieniti alla larga dalle messicane sono tutte malate. Loro e le cubane immigrate hanno rovinato il mercato, i clienti non si fidano più delle battone per strada.”
MIKE: “Brenda, te lo ripeto, tra tutte le mignotte della zona sei sempre la migliore. Quella cazzo di strada fino a San Diego la conosco come le mie tasche, metro per metro, bidone per bidone, puttana per puttana.”
BRENDA: “Sì ma poi ti fermi sempre da me!”
MIKE: “Sei una calamita. Quando ti vedo seduta su quel bidone con le cosce larghe non resisto. Sai, se dovessero fare Miss Puttana in tv, stanne certa, che voterei per te!”
BRENDA: “Grazie Mike. Tu sei speciale, non esistono più gli uomini come te!”
MIKE: “Ed io ti vorrei a mia disposizione, sempre e comunque. Sarebbe festa tutte le sere!”
BRENDA: “Mi è sempre piaciuto fare la mantenuta. Ma dovresti darmi almeno l’incasso della giornata… Mike non credo che sia roba per te questa!”

Brenda finisce di truccarsi e si avvicina al bordo del letto, si china leggermente, tira giù le coppe del reggiseno e mostra a Mike i suoi seni pesanti. I capezzoli sono ancora turgidi per il fresco della stanza.
BRENDA: “Dovresti almeno caricare dieci clienti al giorno per averle a disposizione per l’intera giornata.”
MIKE: “Giorno e notte Brenda. Mi consumerei la lingua e non solo! Fino a prova contraria sono un vero e proprio stallone di razza!”

Brenda sorride, poi si volta e ancheggiando fa tre passi verso la finestra.
BRENDA: “Mike scommetto che il mio culo di fa ancora voglia… Sei sempre stato un vero stallone…”
MIKE: “Gli anni passano ma mi difendo bene come hai visto…”

Brenda scosta appena la tendina: fuori, il parcheggio è una distesa di asfalto crepato illuminato dai lampioni al sodio e dal bagliore lontano dell’insegna del motel che dice GALAXY in lettere rosse lampeggianti. Una macchina passa lenta, il motore che tossisce.
BRENDA: “Su questo non ho dubbi!!! Fortunata Patty allora. A proposito come sta?”
MIKE: “Da quando il medico le ha detto che non potrà avere figli è sempre più depressa. Sta tutto il giorno in casa distesa sul letto, fuma due pacchetti di sigarette, beve birra e guarda le serie sceme in tv.”
BRENDA: “A te dispiace non avere figli Mike?”
MIKE: “Per me è una fortuna… senza un marmocchio in casa è una bocca in meno da sfamare…”
BRENDA: “Non ci credo. Con me non devi fingere Mike.”

Mike ci pensa un attimo spegne la sigaretta sul pavimento.
MIKE: “Beh sì, hai ragione, ma a Patty dico che non me ne frega nulla per non offenderla.”
BRENDA: “Mike ti conosco da tanti anni e so che hai un animo buono.”
MIKE: “Se dovessi avere un figlio vorrei che mi somigliasse in tutto e per tutto.”
BRENDA: “Allora sarebbe un bellissimo bambino…”
MIKE: “Vorrei che studiasse più di quanto non ho fatto io e poi la domenica lo accompagnerei alla partita di baseball a vedere i Los Angeles Dodgers.”
BRENDA: “Vedi che allora un po’ ti manca?”

Brenda torna verso lo specchio, ma prima si passa le mani sotto i seni, sollevandoli maliziosamente e facendoli rimbalzare piano mentre guarda Mike attraverso lo specchio.
MIKE: “Dai Brenda, ora non me ne frega niente di Patty e dei marmocchi, torna a truccarti, spalmati il rossetto sulle labbra. Mi fa impazzire… Non so perché, ma quel gesto mi sa tanto di puttana!”
BRENDA: “Se tu fossi l’ultimo della giornata ne farei volentieri a meno di truccarmi. Invece lo devo fare per il prossimo, mica per te! E non ti farei aspettare tutto questo tempo prima di andare!”
MIKE: “A me non costa niente aspettare, anzi è solo piacere… Non so come dire…. Ma quando ti dai di rossetto, è come se mi invitassi di nuovo… Sei una vera troia Brenda.”
BRENDA: “Detto da te mi sembra quasi un complimento.”
MIKE: “Lo è tesoro.”

Brenda si avvicina di nuovo allo specchio, apre il tubetto e riprende a stendere il rossetto con cura estrema, le labbra si aprono e chiudono piano in un gesto magnetico.
BRENDA: “Comunque grazie Mike, sei un uomo davvero galante. Invidio Patty, te lo ripeto.”
MIKE: “Dico davvero, mi fa impazzire una donna che si trucca. E tu poi ci metti una cura così particolare…”
BRENDA: “Patty non si trucca mai?”

Mike non risponde. La sua mano è scesa nei jeans, si tocca lentamente, gli occhi fissi sul riflesso di lei. Brenda si gira, vede il movimento, e un lampo di sorpresa le attraversa il viso, subito sostituito da un sorriso complice.
BRENDA: “Mike oddio, non mi dire che hai ancora voglia!”
MIKE: “Devo rispondere? Basta guardarmi no?”
BRENDA: “Oddio Mike è fantastico! Mi fai sentire una donna desiderata…”
MIKE: “Il mio amichetto lo conosci più tu che Patty, lo sai vero?”
BRENDA: “Certo che lo so, senza di me ti saresti fatto prete!”
MIKE: “Patty la devo pregare tutte le volte.”
BRENDA: “Pensa che per me sarebbe automatico.”
MIKE: “Sì ma tu lo fai per soldi.”
BRENDA: “Appunto, per amore sarebbe ancora più spontaneo.”
MIKE: “Mi vuoi ancora Brenda?”
BRENDA: “Per me non c’è problema, ma mi chiedo se anche le tue tasche saranno d’accordo…”

Mike infila una mano nella tasca dei jeans stropicciati, tira fuori qualche dollaro sgualcito.
MIKE: “Questi erano per Patty, non so se bastano…”
BRENDA: “Per cinque dollari puoi a malapena sbafarmi il rossetto. Vuoi?”
MIKE: “Dipende con cosa te lo fai sbafare…”
BRENDA: “Con la parte più dura di te… ossia… la testa vero Mike?”
MIKE: “Vieni qui fai in fretta cazzo, Patty mi starà aspettando.”

Brenda ride e si lascia afferrare da lui. Mike deciso la tira sul letto, le mani già sui fianchi larghi di lei.
BRENDA: “Ma sei già duro!”
MIKE: “Dai spicciati, fammi vedere quanto sei brava!”
BRENDA: “Ehi calma! Cosa credi che a noi puttane basta solo aprire la bocca? C’è tecnica e dedizione.”
MIKE: “Scusa Brenda non volevo. Ma è maledettamente tardi.”
BRENDA: “È tardi, sì… se vuoi rimandiamo.”
MIKE: “Non giocare alla preziosa, mi hai fatto venire l’acquolina in bocca... Vieni qui, fai in fretta.”
BRENDA: “Stai calmo, so io quello che devo fare. Te lo faccio speciale, ma non pensare alla messicana ok?”
MIKE: “Ti dispiace se mi metto seduto sul bordo del letto? Mi piace di più…”
BRENDA: “Fai pure. Come vedi per me è più semplice.”

Brenda si inginocchia sul pavimento sporco, tra le cicche schiacciate e le lattine vuote. Alza lo sguardo su di lui, gli occhi verdi truccati di nero che brillavano nella penombra.
MIKE: “Cazzo Brenda, quanto sei brava. Le tue labbra sono di un velluto pregiato. La tua saliva è bollente! Oh sì… Un giorno o l’altro mi farai prendere un infarto!”

Brenda si avvicina con la bocca lentamente, lo sguardo fisso verso di lui. Mike chiude gli occhi, la testa all’indietro, il pomo d’Adamo che sale e scende mentre deglutisce gemiti.
BRENDA: “Ma se ancora non ho aperto la bocca!”
MIKE: “Ecco appunto vedi l’effetto che mi fai?”
BRENDA: “Fossero tutti come te i clienti…”
MIKE: “Ora non parlare di altri uomini… Ti vorrei sentire la mattina appena mi sveglio. Patty non vuole, mi dice che sa di cipolla.”
BRENDA: “A me piace il tuo sapore, sa di maschio eccitato e di selvatico, ma non distrarti ora, ricordati che sono solo cinque dollari.”
MIKE: “Ma è vero! La mattina io lo adoro. Senza sigaretta, senza caffè, senza birra…. Pompino e scopata… La donna mi piace prenderla a secco. Mi piace entrare quando senti la carne che fa resistenza.”

Brenda lo prende in bocca, come se assaporasse un frutto proibito, le labbra rosse di rossetto che si aprivano piano attorno alla punta, avvolgendola in un calore umido e vellutato. La sua bocca è un capolavoro di sensualità. Il rossetto lascia tracce sulla pelle di lui, un marchio di possesso, mentre la lingua, calda e agile, sfiorava appena l'estremità, tracciando cerchi lenti, quasi pigri. Quella di Brenda è un'arte raffinata, maturata in anni di esperienza, dove ogni movimento è calcolato per far salire il desiderio come una marea inarrestabile.
Mike le prende la testa tra le mani grandi e callose, guidandola con movimenti sempre più netti e urgenti, i suoi pollici affondano nei capelli biondi tinti, tirandoli piano per dirigere il ritmo. Brenda ora non può più parlare, la sua bocca è piena di lui.

MIKE: “Cazzo sei favolosa. Dai, dai, vai più giù, concentrati ora. Solo un centimetro di più ed esplodo.

La lingua di Brenda, sempre più insistente, esplora ogni vena, il calore avvolgente della gola si apre piano per accoglierlo più in profondità, la saliva gocciola calda lungo l'asta, rendendo tutto scivoloso e irresistibile. Ogni succhiata è un'onda di piacere, accelera rallenta in un desiderio che va oltre i cinque dollari.
MIKE: Mhh, dai, dai… Che bocca Brenda! Sei sempre la migliore troia della zona…”
BRENDA: “Mhhh…”
MIKE: “Eccomi, sììììììì…”

Brenda si stacca di scatto, corre in bagno e sputa nel lavandino. Si sciacqua la bocca, si passa un dito sotto gli occhi per sistemarsi il kajal, orgogliosa si guarda allo specchio, poi torna nella stanza. Si sistema i capelli con le mani che tremano appena per l’adrenalina residua. Mike si abbottona i pantaloni.
BRENDA: “Cazzo guarda come mi hai conciata. Per soli cinque dollari…. Si vede che ti voglio bene, Mike, non lo farei per nessuno!”
MIKE: “Non sono cinque dollari. Sono dieci più cinque, totale quindici!”
BRENDA: “Allora diciamo che se fossi stato un altro cliente, diverso da quello di prima, ora avrei cinque dollari in più in tasca.”
MIKE: “Dai Brenda, ti ho sempre pagata all’istante. E non hai mai dovuto farmi credito.”
BRENDA: “Ma tu hai mai visto una puttana che fa credito?”
MIKE: “No, ma tu mi conosci… io sono sempre stato tuo amico!”
BRENDA: “Diffida degli amici perché sono i peggiori, mi diceva sempre mia madre.”
MIKE: “Tua madre faceva la puttana?”
BRENDA: “Sì ovvio questo mestiere si tramanda, non è per tutte.”
MIKE: “E dove batteva?”
BRENDA: “Andava a domicilio, mio padre era molto geloso e non voleva vederla per strada, ma poi si incazzava quando non c’era nulla per cena!”
MIKE: “Tu quando hai cominciato?”
BRENDA: “Ero troppo piccola per ricordarmelo.”
MIKE: “Dai non scherzare…”
BRENDA: “Il primo pompino l’ho fatto a dodici anni, non avevo ancora lei mie cose…”
MIKE: “Ma eri bella vero?”
BRENDA: “Oh sì, ma ora sono più bella, non credi?”

Brenda si avvicina a lui, si china e lo bacia sulla bocca, un bacio lento, profondo, col sapore di rossetto e di qualcos’altro. Poi insolitamente lo stringe a sé.
BRENDA: “Quando ti vedo che carichi un cliente col tuo taxi, sono felice sai. Tanto so che poi rifai il giro. Ti guardi intorno per vedere dov’è Patty e ti fermi da me!”
MIKE: “Un giorno o l’altro Patty mi becca! Ma non puoi spostare quel cazzo di bidone un po’ più in là? Non puoi battere proprio davanti casa mia, cazzo!”
BRENDA: “Lo sai che in quel punto che in quel punto c’è una rientranza le macchine non hanno problemi a fermarsi.”
MIKE: “Se mi becca dovrò inventarmi non una ma dieci scuse…”
BRENDA: “E che scuse puoi inventare Mike… stai comunque parlando con una puttana.”
MIKE: “Tra l’altro non ti può neanche vedere, le sei antipatica. Dice che sei troppo tinta e hai le tette esagerate.”
BRENDA: “Bella lei senza tette! Mi sembra un manico di scopa! Alle volte mi chiedo cosa ti eccita di lei…”
MIKE: “Ma secondo me ti invidia, lei non ha la stoffa della troia, pensa che quando l’ho conosciuta faceva la cassiera da Burger King!”
BRENDA: “E non si faceva toccare il culo? Lo fanno tutte…”
MIKE: “Eh già… Se lo avesse fatto non l’avrebbero licenziata. Il padrone del locale voleva scoparsela al cesso e lei si è incazzata. Che cogliona!”
BRENDA: “Allora dovresti andare fiero di lei.”
MIKE: “Io preferisco le donne come te! Voi puttane avete una marcia in più, sapete come trattare gli uomini.”
BRENDA: “Sai cosa ti dico? Che invece io sono curiosa di conoscerla. Un giorno o l’altro con una scusa vado a trovarla. Ci prendiamo un caffè sedute come due signore. Forse da vicino sarà più interessante.”
MIKE: “E cosa le dici? Che io e te scopiamo quasi tutti i giorni?”
BRENDA: “Perché no? In effetti abbiamo un argomento in comune. Mi piacerebbe vedere da vicino la compagna di uno stallone che mi spompa.”
MIKE: “Lascia stare Brenda! E poi magari da vicino rimani delusa. Mica è bella e curata come te.”
BRENDA: “Cosa c’entra questo! Io sono una puttana. Sono bella per mestiere!”

Mike si alza, le va vicino e le tira fuori una tetta. Poi con un gesto deciso e possessivo la bacia avidamente, succhiando il capezzolo come se volesse davvero estrarne qualcosa.
BRENDA: “Tesoro la ciucci come un neonato. Come se da un momento o l’altro dovesse uscire latte.”
MIKE: “Sarebbe fantastico. Magari Patty le avesse così come le tue… Risparmierei un sacco di dollari!”
BRENDA: “Sei uno stronzo Mike…”
MIKE: “Scusa non volevo…”
BRENDA: “E poi pensa, io cosa ci sto a fare qui? Pensa… se tutti gli uomini avessero delle mogli belle con le tette grandi… farei la fame!”
MIKE: “Ed invece la fame la faccio io… Ora sono senza un dollaro…”
BRENDA: “Scommetto che anche oggi ti scusi dicendo che non hai caricato nemmeno un portoricano?”
MIKE: “Io non devo scusarmi… e poi qualcuno potrebbe affermare il contrario?”
BRENDA: “Io ad esempio.”
MIKE: “E no Brenda tu sei una puttana. Chi vuoi che creda ad una puttana?”

Brenda ride forte, buttando indietro la testa, poi si divincola dolcemente mentre lui continuava a baciarle il seno.
BRENDA: “E tu puzzi di birra e di troia.”
MIKE: “Perché esistono odori più belli?”
BRENDA: “Mi sa che Patty non sarebbe d’accordo con te in fatto di profumi!”
MIKE: “Eh sì… abbiamo gusti assai diversi.”
BRENDA: “Dammi retta, se torni a casa così se ne accorge, fatti un giro prima di tornare. Mica voglio essere una sfasciafamiglie io!”
MIKE: “Noi non siamo una famiglia. Stiamo solo insieme.”
BRENDA: “Un giorno mi spiegherai questo concetto che non ho afferrato molto bene.”
MIKE: “Con te preferisco fare altro che parlare.”
BRENDA: “Dammi retta Mike, non andare subito da lei ora.”
MIKE: “Non vado a casa ora. Devo raccogliere almeno uno sfigato cliente, altrimenti come mi presento a casa senza soldi?”

Brenda ride di nuovo e si libera dalla sua stretta, tornando a sistemarsi il reggiseno.
BRENDA: “Sai Mike oggi pensavo che prima o poi dovrò pure smettere di fare questo cazzo di lavoro. La vita è dura così, ogni volta che torno a casa la notte penso che sia l’ultima.”
MIKE: “Ma che dici? Sei ancora bella! Sarebbe uno spreco. Pensa a quanti uomini rimarrebbero delusi.”
BRENDA: “Si sono ancora bella, ma gli uomini preferiscono carne più fresca.”
MIKE: “Non guadagni più come una volta, vero?”
BRENDA: “Non è solo quello… a questa età si desidera altro, avere un uomo tutto per sé ad esempio. E poi passare la sera al caldo di quattro mura anziché seduta sopra quel bidone al freddo.”
MIKE: “Non ci pensi a me?”
BRENDA: “Forse perché ci penso.”
MIKE: “E cosa ti metti a fare?”
BRENDA: “Ho qualche soldo da parte, poi non so, potrei trasferirmi in un’altra città dove non mi conosce nessuno. Potrei fare la guardarobiera in qualche locale notturno. E poi scusa, ci sarà sempre qualche sfigato che ha voglia di compagnia…”
MIKE: “Cosa intendi? Vuoi sposarti?”
BRENDA: “Perché no? Posso ancora fare figli.”
MIKE: “Potrei sposarti io…”
BRENDA: “Ma tu hai Patty…”
MIKE: “Te l’ho detto, non è mia moglie… L’ho raccolta in quel cesso di locale che puzzava di hamburger e patatine, ci siamo piaciuti ed abbiamo deciso di convivere, stop.”
BRENDA: “E ora te ne vuoi disfare?”
MIKE: “Mi lava e stira la biancheria… per le cose importanti vengo da te.”
BRENDA: “Questa è l’esatta ragione perché quando ero ancora una ragazzina, prima di fare il mestiere, ho lasciato il mio compagno, voleva che facessi i servizi di casa mentre lui andava a troie.”
MIKE: “Beh per me non avrebbe senso, io la troia l’avrei in casa.”

Brenda lo fissa a lungo, gli occhi improvvisamente seri, vulnerabili, il viso le si addolcisce sotto il fondotinta pesante. Per un attimo non è più la professionista che sa sempre cosa dire, che ride per non far vedere il fastidio. È solo Brenda, una donna che per la prima volta si permette di desiderare qualcosa di più grande di una banconota da dieci piegata in due. Non c’è sfida in quello sguardo, non c’è sarcasmo. C’è solo una speranza nuda, fragile come un filo di seta teso, che potrebbe spezzarsi... Poi, con una voce che esce bassa, un po’ rotta, quasi infantile nella sua sincerità, ripete la domanda che le brucia dentro da quando lui l’ha pronunciata:
BRENDA: “Davvero sposeresti una puttana?”
MIKE: “Troia e moglie insieme, funziona eccome Brenda…”
BRENDA: “Dai non scherziamo.”
MIKE: “Non scherzo Brenda… sei bella come una lattina di birra in frigorifero.”
BRENDA: “Bella sì, ma non conosco nessuno che sposerebbe una puttana. A te non darebbe fastidio? In zona sono molto conosciuta.”
MIKE: “Vieni qui baciami.”
BRENDA: “Le puttane non baciano, ma per te faccio un’eccezione.”
MIKE: “Dai vieni qui…”

Si baciano a lungo, le mani di lui le stringono le tette, cerca di spogliarla di nuovo.
BRENDA: “Ma che fai? Fermati…”
MIKE: “Se stiamo insieme… ne avrò anche il diritto no?”
BRENDA: “Tu corri troppo, stavamo solo parlando. E poi scusa sei già venuto due volte in mezz’ora…”
MIKE: “E con questo? Tu mi fai sangue bollente. Ti sposo Brenda, ma ora fai la brava.”
BRENDA: “Mike, non hai soldi e Patty ti aspetta!”
MIKE: “Allora peggio per te. Io avevo intenzioni serie.”
BRENDA: “Così serie che mi fai ridere. Credi di essere il primo? Voi uomini per una scopata vendereste l’anima al diavolo.”
MIKE: “Ti è già capitato?”
BRENDA: “Diciamo che facevano prima a vestirsi che a venire.”
MIKE: “Comunque mi spiace che pensi questo di me.”

Brenda lo guarda è confusa. Dentro quello sguardo c’è una donna che si sta lasciando prendere, non solo col corpo, ma con qualcosa di più fragile, più pericoloso.
BRENDA: “Ma davvero mi sposeresti? Tu pensi ad una puttana come una perenne giostra, con il circo e lo zucchero filato, ma anche noi abbiamo i nostri dolori, le nostre depressioni, non siamo come le bambole gonfiabili.”
MIKE: “Comunque sia, potrei leccarti le tette da mattina a sera.”
BRENDA: “Abbiamo anche un’anima tesoro.”
MIKE: “Se ti avessi con me mi scoperei anche quella.”
BRENDA: “E con Patty come fai?”
MIKE: “Quello non è un tuo problema. Stiamo insieme solo per farci compagnia. Tu mi stai dando la possibilità di essere sincero con lei.”
BRENDA: “Dici che anche lei vorrebbe cambiare vita?”
MIKE: “Non ha alternative, dovrà andare in giro a guadagnarsi da vivere.”
BRENDA: “Con quelle cosce secche e quella prima scarsa la vedo difficile.”
MIKE: “Non dicevo in quel senso, ma sicuramente non rimarrà sola…”
BRENDA: “Oddio Mike non ti capisco. Cosa mi vuoi dire? Ti tradisce?”
MIKE: “No… non credo. Diciamo che accetta le attenzioni di Steve, il padrone del bar, per fumare gratis.”
BRENDA: “Solo attenzioni Mike?”

Lui l’abbraccia forte, non risponde, cambia discorso, le bacia il collo.
MIKE: “Ti rendi conto? Tu faresti la regina! Dormiresti nel mio letto e ti alzeresti a mezzogiorno!”
BRENDA: “Non male come idea, ma non è che poi Patty ci ripensa e me la ritrovo nel letto?”
MIKE: “Non c’è posto per lei, se ci sei tu.”
BRENDA: “Dici perché sono grassa?”
MIKE: “Sei come piaci a me. E soprattutto gratis!”
BRENDA: “Non sono gratis Mike e non sono Patty che si accontenta degli avanzi e di tre sigarette. Per mantenermi dovrai lavorare almeno il doppio. Le puttane anche se smettono rimangono sempre puttane e le puttane costano.”
MIKE: “Sì lo so, ma saresti bella solo per me.”
BRENDA: “Non mi dire che sei anche geloso?”
MIKE: “Finché ti pago devo stare alle tue regole.”
BRENDA: “Ma secondo te noi facciamo l’amore o scopiamo.”
MIKE: “Si scopa con chi non si conosce, con te c’è dell’altro, si fa l’amore.”
BRENDA: “Che significa fare l’amore Mike?”

Mike ride, ma è una risata nervosa.
MIKE: “Se non lo sai tu… dubito che possa saperlo qualcun altro.”
BRENDA: “Tu mi vedi bionda tinta, truccata, inavvicinabile specialmente quando sei senza soldi, ma ti assicuro che sono una donna normale e anche ingenua Mike.”
MIKE: “Tu Brenda? Ma che dici?”
BRENDA: “Dici che non abbia diritto ad essere ingenua e fare l’amore con te come fosse la prima volta? E magari avere anche un orgasmo…”
MIKE: “Ma stai dicendo sul serio?”
BRENDA: “Serissima, tu sei sempre stato buono con me. Sai che certe sere, seduta su quel bidone, vedo le luci accese della vostra casa e penso chissà cosa starà facendo Mike… e immagino le vostre bocche unirsi, l’amore tra voi due, ma quello vero, non quello che faccio io...”
MIKE: “Sei dolcissima Brenda… Davvero verrai a vivere con me?”
BRENDA: “Mi sembra di averti già risposto chiedendoti cosa ne penserebbe Patty.”

Si guardano intensamente. Il neon continua a lampeggiare fuori, il tempo sembra sospeso nella stanza umida.
MIKE: “Non vuoi farle del male, vero?”
BRENDA: “È una povera donna come me!”
MIKE: “Non saresti la prima donna che si innamora di un uomo impegnato.”
BRENDA: “E tu non saresti il primo uomo che si innamora di una puttana.”
MIKE: “Facciamo l’amore?”
BRENDA: “Hai tempo per me?”
MIKE: “Per te sempre da oggi in poi.”
BRENDA: “Anche se Patty ti aspetta?”
MIKE: “Facciamola aspettare.”
BRENDA: “Per tutta la notte?”
MIKE: “Aspettiamo l’alba insieme amore.”
BRENDA: “Senza preservativo?”
MIKE: “Senza tesoro, davvero potrebbe essere una notte magica.”
BRENDA: “Ti darei quello che non può darti Patty.”
MIKE: “Chissenefrega di Patty.”
BRENDA: “Si dovrà abituare all’idea.”
MIKE: “Ti desidero amore.”

Si baciano di nuovo, più lentamente, più profondamente. Le mani di lui le accarezzano la schiena, lei gli infila le dita tra i capelli.
BRENDA: “Lo sai vero che se lo facciamo gratis e senza preservativo significa altro per me?”
MIKE: “Lo so.”
BRENDA: “Vuoi farlo?”
MIKE: “E tu lo fai come fosse la prima volta vero? Come se oggi, ieri… non fosse entrato nessuno tra le tue cosce?”
BRENDA: “Mi farai tornare bambina. Non ridere, ma sono davvero secoli che non faccio l'amore...”
MIKE: “Voglio sentire la carne che fa resistenza, i tuoi gemiti quando vieni.”
BRENDA: “Mi abbandonerò, spero di riuscirci.”
MIKE: “Affidati a me come una vergine.”
BRENDA: “Come lo chiameremo?”
MIKE: “Avrà lo stesso mio nome tesoro.”
BRENDA: “Lo sai vero che comunque vada sarà un figlio di puttana?”
MIKE: “Allora lo amerei di più…”
BRENDA: “Ti voglio bene Mike.”
MIKE: “Anche io Brenda.”

La luce al neon si spegne per un istante, poi torna più debole. Nella stanza rimane solo il suono dei loro respiri e il rombo di un camion che passa sulla statale.

FINE
  
  








Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti
realmente accaduti è puramente casuale.
IMMAGINE GENERATA DA IA

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TUTTI I RACCONTI DI ADAMO BENCIVENGA


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