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RACCONTI

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Adamo Bencivenga
Suite n. 6 per violoncello solo



Photo RemyPerthuisot



 


Le Suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach sono conosciute per essere fra le più note e le più virtuosistiche opere mai scritte per violoncello. Furono probabilmente composte tra il 1717 e il 1723. In queste opere al violoncello è affidata una parte da solo e quindi sono particolarmente significative nella storia degli strumenti ad arco in quanto fino al tempo di Bach era consuetudine che il violoncello suonasse esclusivamente parti di accompagnamento.


FESTA DI COMPLEANNO DI MAURICE. GLI INVITATI NEL GIARDINO DELLA VILLA STANNO FESTEGGIANDO I 60 ANNI DEL MAESTRO DI VIOLONCELLO. QUALCUNO BALLA ALTRI SORSEGGIANO CHAMPAGNE FRANCESE E OTTIMO GEWURZTRAMINER. LA MOGLIE DI MAURICE COME SEMPRE ELEGANTE SFOGGIA UN SENSUALISSIMO VESTITO ROSSO E FA GLI ONORI DI CASA.

ORE 22,15 - INTERNO DELLO STUDIO AL PRIMO PIANO. MATILDE E’ APPOGGIATA ALLA PORTA CHIUSA ALLE LORO SPALLE.
Matilde: Dai facciamo in fretta ti prego.
Maurice: Spogliati.
Matilde: Non abbiamo tempo.
Maurice: Almeno le mutandine.
Matilde: Tu sei pazzo.
Maurice: E tu una dolce puttana.
Matilde: Sono tua.
Maurice: Dai baciami.
Matilde: Dimmi che sono tua.
Maurice: Sei mia e lo sai.
Matilde: Sapevi che ti avrei fatto questo regalo vero?
Maurice: Scommetto che ti eccita essere ora qui in questa stanza con mia moglie sotto che mi sta festeggiando…

LUI LA SCHIACCIA CONTRO LA PORTA. LA GONNA DI MATILDE E’ ARRICCIATA SUI FIANCHI. LA MANO DI LUI E’ TRA LE COSCE DI LEI.
Maurice: Fammi sentire quanta voglia hai… allarga le gambe dai.
LEI OBBEDISCE. SPINGE IL BACINO IN AVANTI
Maurice: Dimmi che hai voglia. Che mi vuoi adesso, che mi obbedirai.
Matilde: Dai portami sul letto. Scopami adesso, è quello che voglio.
Maurice: E questo sarebbe il regalo?
Matilde: Voglio che sei mio, adesso! Prima mi hai fatto ingelosire, quella stronza di tua moglie ti ha anche baciato.
Maurice: Mi stava solo facendo gli auguri di compleanno, che dovevo fare voltarmi dall’altra parte?
Matilde: Quando ti baciava i tuoi amici mi hanno guardata, forse speravano in qualche mia reazione.
Maurice: Sei stata meravigliosa piccola mia.
Matilde: Dai prendimi non perdiamo tempo, ho paura.
Maurice: Di cosa hai paura?
Matilde: Di tua moglie, potrebbe salire no?
Maurice: Magari, così si renderebbe conto perché non onoro più la sua tavola stantia.
Matilde: Vorrei essere una mosca e vedere come fa ad invogliarti e come si concia per te.
Maurice: Mai quanto te.

L’UOMO SI STACCA E LA GUARDA.
Matilde: Ma tu mi vuoi nuda!
Maurice: Ovvio, tu sei bella nuda! Sei un fiore appena sbocciato. Dai togliti le mutandine e lasciale sul pavimento.
MATILDE SI TOGLIE LO SLIP IN MENO DI UN SECONDO.
Maurice: Vedi quanto sono oscene…
Matilde: Ma è solo un banale pezzo di stoffa!
Maurice: No tesoro, in terra assumono tutto un altro significato.
Matilde: Dai vieni qui.
Maurice: Ora girati, voglio ammirare il tuo sedere.
Matilde: Ti piace?
Maurice: Alza di più la gonna, piegati in avanti ed offrimelo. Sai che mi piace e mi fa impazzire pensare che lo vorrebbero tutti ed invece lo stai mostrando solo a me!

MAURICE CONTINUA A GUARDARLA MA SI ALLONTANA E VA VERSO LA FINESTRA.
Matilde: Ma che fai?
Maurice: Vieni qui vicino la finestra.
Matilde: Che vuoi fare?
Maurice: Tengo d’occhio il giardino e gli invitati.
Matilde: Allora davvero tua moglie potrebbe salire!
Maurice: Ci ha visto salire, ma sa che sei la mia allieva preferita.
Matilde: Io sono la tua puttana.
Maurice: Allora sei una puttana che suona il violoncello in modo incantevole.
Matilde: Sei tu il maestro, con te suonerei tutti gli strumenti.
Maurice: Anche questo?

MAURICE SI SBOTTONA I PANTALONI
Matilde: Oddio ti faccio questo effetto? Non posso crederci!
Maurice: Sembra quello di un ragazzo!
Matilde: È mio vero?
Maurice: Tuo tesoro, ma oggi voglio farti un regalo.
Matilde: È il tuo compleanno e dovrei essere io fartelo. Dai ti prego non perdere tempo o vuoi davvero che tua moglie ci scopra?
Maurice: Sai che gusto se ti vedesse così! La piccola e dolce Matilde a gambe larghe che sta aspettando il suo maestro… Ma non voglio questo, adesso voglio altro.

LA RAGAZZA PRENDE L’INIZIATIVA E FA PER INGINOCCHIARSI
Maurice: No Matilde no, non intendevo questo.
Matilde: Cosa vuoi fare? Ti prego fai in fretta.
Maurice: Voglio che tu sia il più bel regalo mai ricevuto.
Matilde: Allora prendimi. Sono il tuo violoncello, fammi vibrare!
Maurice: Ma non a me!
Matilde: A chi?
Maurice: Ti piace Matteo?
Matilde: Che c’entra Matteo ora?
Maurice: È un tuo coetaneo
Matilde: E quindi?
Maurice: Sono mesi che ti fa la corte durante le lezioni.
Matilde: Ma a me non interessa un ragazzino! Io preferisco te.
Maurice: Io sono vecchio tesoro, ho quasi il triplo dei tuoi anni.
Matilde: Da quello che vedo non sembrerebbe. E poi a me piaci così, non ci sono altri uomini al mondo al tuo livello.
Maurice: Mi farebbe piacere che facessi l’amore con lui
Matilde: Ma sei pazzo.
Maurice: Sì pazzo di te, delle tue cosce, delle tue labbra, del tuo sedere.
Matilde: E allora prendimi.
Maurice: Voglio guardarti con gli occhi di un ragazzino, sentire le note alte dell’amore e quelle basse del sesso. Chiedermi se fai lo stesso effetto quando lo fai con me.

LA RAGAZZA SI RIALZA E SI DISTENDE SUL DIVANO, APRE LE GAMBE E LO INVITA.
Matilde: Non scherzare ora, dimmi che la vuoi.
Maurice: La voglio tanto da desiderare che qualcuno tra qualche istante entri in quella piccola fessura e la faccia godere.
Matilde: Non ti capisco.
Maurice: Voglio possederti, ora capisci?
Matilde: E che c’è di meglio che prendermi ora. Te la sto offrendo su un piatto d’argento. Dai vieni.
Maurice: No tesoro, oggi è il mio compleanno.
Matilde: Questo è il tuo regalo.
Maurice: Quella la possiedo ogni giorno, oggi è un giorno speciale.

L’UOMO GUARDA DALLA FINESTRA.
Maurice: Matteo sta parlando con mia moglie, tiene il calice di vino in mano e gli tremano le mani. Tra meno di due minuti salirà le scale.
Matilde: Scusa, ma hai organizzato tutto senza dirmelo?
Maurice: La sorpresa la faccio io a te.
Matilde: Vuoi che faccia l’amore con lui davanti a te?
Maurice: Voglio che fai l’amore con me anche se fisicamente non sono dentro di te.
Matilde: E che gusto ci trovi?
Maurice: Alle volte l’orgasmo mentale è più intenso di quello fisico. E poi scusa, quale scusa migliore se dovesse salire mia moglie? Sarei inattaccabile sotto tutti i punti di vista.
Matilde: Già diresti che hai sorpreso i tuoi due allievi nel tuo studio.
Maurice: Pensa con quanto gusto mi fingerei inorridito!
Matilde: Ho voglia Maurice, dai per favore vieni qui, facciamo in fretta qualcuno avrà già notato la tua assenza.
Maurice: Piccola, ma allora non hai capito le mie intenzioni?

L’UOMO CONTINUA A GUARDARE GLI INVITATI DALLA FINESTRA.
Matilde: Dov’è ora Matteo?
Maurice: Parla ancora con mia moglie, ma vedessi le sue mani… credo stia sudando.
Matilde: Tu sei davvero pazzo.
Maurice: Si folle di te, amore mio.
Matilde: Ti voglio, vieni qui penetrami almeno un attimo…
Maurice: Ti stai bagnando… lo vedi che sei una meravigliosa puttana?
Matilde: Tu mi fai impazzire.
Maurice: Dimmi, lo desideri vero?
Matilde: Io desidero te, te, te, solo te. Non resisto.
Maurice: Toccati.
Matilde: Sì amore, dai vieni qui ti prego.
Maurice: Sei una puttana ingorda, avida di sesso.
Matilde: Solo del tuo.
Maurice: Non è vero ti sei bagnata al solo pensiero di essere presa da un altro.
Matilde: Non è vero, mi sono bagnata pensando che tu mi vedessi.
Maurice: Il concetto non cambia.
Matilde: Che fa Matteo ora?
Maurice: È sempre lì, non essere impaziente, abbiamo concordato che salirà alle dieci e trenta precise.
Matilde: Quando vi siete parlati?
Maurice: Ieri dopo la lezione.
Matilde: E cosa gli hai detto?
Maurice: Tra uomini non ci sono mezze frasi. Gli ho domandato solo se avesse avuto il piacere di scoparti. Ma già sapevo la risposta.
Matilde: E lui?
Maurice: Mi ha risposto che ti avrebbe scopato con lo stesso impegno di quando suona la Suite n. 6 per violoncello solo.
Matilde: Oh sì la Suite di Bach. L’adoro…
Maurice: Vuoi suonarla vero?
Matilde: Amore sono eccitata. Chiedimelo di nuovo.
Maurice: Vuoi che ti regali a lui adesso? Dillo. Lo vuoi vero?
Matilde: Voglio che tu mi offra.
Maurice: A Matteo?
Matilde: A chiunque… per me non fa differenza.
Maurice: Sei fantastica!
Matilde: Tu rimarrai fino alla fine?
Maurice: Dipende dallo spettacolo a da come ti fai suonare.
Matilde: Le mie corde suoneranno come lo Stradivari…Te lo prometto sarò brava, ma non mi lasciare sola con lui.
Maurice: Va bene, ma ti voglio calda, bollente. I tuoi suoni devono essere sensuali, melodiosi, virtuosi e soprattutto devi essere la protagonista assoluta come lo è il violoncello nella Suite.
Matilde: Lo sono sempre quando faccio l’amore con te.
Maurice: Allora non devi sentire alcuna differenza, come se fossi io tra le tue cosce. Sta per salire toccati.
Matilde: Mi vuoi sua? È una pazzia!
Maurice: Toccati e pensa ai gemiti che emetterai da fantastica solista.
Matilde: Tesoro sì, mi eccita pensare di essere un violoncello e tu che ci dirigi.
Maurice: Toccati, non smettere. Ecco ha salutato mia moglie, poggia il calice sul tavolo.
Matilde: Sì sì sono pronta.
Maurice: È entrato in casa ora salirà le scale.
Matilde: Oddio sì ho voglia, voglio che tu mi guardi, mi senti mentre faccio l’amore.
Maurice: Brava, senti i suoi passi?
Matilde: Ancora no.
Maurice: Toccati voglio che tu sia pronta quando busserà alla porta.
Matilde: Non li sento cavolo!
Maurice: Io sì, toccati, cazzo, ancora più forte. Apri le gambe. Pensa che spettacolo quando entrerà!
Matilde: Che dici sono abbastanza accogliente?
Maurice: In questa posizione sei deliziosamente sconcia come lo sono le forme di un violoncello.
Matilde: Oh sì, chiamalo, fallo sbrigare! Voglio essere suonata!
Maurice: Puoi dire anche scopata!
Matilde: Tesoro ma io non sento i passi!
Maurice: Dai continua, non smettere, sta per bussare!
Matilde: Ma io sto per venire.
Maurice: Non importa toccati ti ho detto.
Matilde: Si amore.
Maurice: Dai veloce, più forte, non smettere.
Matilde: Ma sto per godere…

SOLO A QUEL PUNTO MAURICE SI AVVICINA, SI SIEDE ACCANTO A LEI E PREME LE SUE CORDE PIU’ INTIME. PASSANO POCHI ATTIMI E MATILDE ESPLODE IN UN ORGASMO FRAGOROSO.
Maurice: Shh qualcuno potrebbe sentire.
Matilde: Rimani vicino a me amore mio.
Maurice: Non me ne andrò finché non ti sentirò sazia.
Matilde: Oh sì sei stupendo!
Maurice: Muoviti allora. Voglio ascoltarti, sentirti vibrare. I tuoi gemiti equivalgono alle melodie armoniose di un violoncello pregiato.
Matilde: Sì amore, ma ti prego, fammi un favore, chiudi la porta non farlo entrare.
Maurice: Non entrerà nessuno da quella porta, men che meno Matteo.
Matilde: Scusa non capisco, ti sei inventato tutto?
Maurice: Ovvio, non avrei potuto scegliere una partitura migliore.
Matilde: Sono stata benissimo. Tu conosci le mie corde e come farle suonare alla perfezione.
Maurice: Un ottimo spartito in re maggiore, vero?
Matilde: Un desiderio incontrollabile.
Maurice: Così incontrollabile che avresti esaudito ogni mio desiderio. Anche facendo l’amore con un altro. Del resto un buon violoncello passa di mano in mano…
Matilde: Lo avrei fatto solo per te, amore!
Maurice: Non conta chi lo suona, ma chi lo dirige.
Matilde: E tu sei il mio maestro.
Maurice: Adoro la Suite n. 6 in re maggiore per violoncello solo.
Matilde: Anch’io.


 




FINE



 





 
 
 




Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..

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