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MUSICA PASSIONE
 
Ancora
La perla di Eduardo De Crescenzo
«...perché io dalla quella sera non ho fatto più l'amore senza te e non me ne frega niente senza te..»
(Eduardo De Crescenzo, 1981)


 

 
Adamo mi parli della canzone Ancora?
Ancora è uno dei brani più conosciuti della musica italiana ed è stato presentato da Eduardo De Crescenzo al Festival di Sanremo 1981, vinto quell’anno dal duo Alice/Battiato. “Ancora” arrivò in finale e si aggiudicò il premio per la migliore interpretazione assegnato da una giuria presieduta dal regista Sergio Leone (non c’era ancora il premio della critica).

Eduardo De Crescenzo… un perfetto sconosciuto!
Infatti, all'epoca, De Crescenzo era un giovane anonimo cantante che grazie a questo brano si ritrovò improvvisamente sulle prime pagine dei giornali e la cosa non fu del tutto facile per l'artista. Pensa che lo stesso cantante napoletano allora trentenne dichiarò anni dopo: «“Ancora” rappresentava il mio debutto come cantante e non ero assolutamente preparato. E vi giuro che ritrovarsi famosi da un giorno all'altro cambia l'approccio con la vita!» Lui era un fisarmonicista, aveva appena lasciato i panni del jazzista di nicchia e si era buttato nella mischia della canzone d’autore.

Chi erano gli autori del brano?
Franco Migliacci che scrisse il testo e Claudio Mattone la musica.

Due pezzi da novanta della musica italiana…
Ah sì. Franco Migliacci fino ad allora era stato uno dei parolieri italiani più prolifici. Aveva iniziato nel ’58 con Nel blu dipinto di blu per poi proseguire con altri grandi successi del tipo: Tintarella di luna; Il pullover; Una rotonda sul mare; La bambola; Che sarà. Il suo cantante preferito però rimaneva Gianni Morandi con il quale aveva collaborato in tanti brani di successo tipo: Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte; In ginocchio da te; Non son degno di te; Se non avessi più te; La fisarmonica; Notte di ferragosto; C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones; Se perdo te e Un mondo d'amore. Con Claudio Mattone aveva scritto le sanremesi Ma che freddo fa e Il cuore è uno zingaro.

Torniamo ad “Ancora”. Un autentico evergreen…
"Ancora" è un classico totale che ancora oggi sfida il tempo, tanto che l’autore, pur proponendo tanti alti brani di ottima fattura, non ha mai ripetuto il successo ottenuto con questa canzone autentica perla della nostra storia musicale. Ancora oggi è una delle canzoni più eseguite della musica leggera italiana, più volte riproposta da vari interpreti in diversi eventi musicali. È anche uno dei brani italiani che garantiscono i maggiori proventi per i diritti d'autore SIAE, terzo dopo Suona chitarra e Romagna mia.

Come andò la gara a Sanremo?
Il brano di De Crescenzo venne inserito nel gruppo "A", quello formato per lo più da cantanti nuovi e che doveva sottostare al giudizio delle giurie. Lui si esibì nel corso della prima serata. Ovviamente passò il turno, guadagnandosi così l'accesso alla finale, assieme a Caffè nero bollente di Fiorella Mannoia e a Roma spogliata di Luca Barbarossa. Alla fine, nella classifica ufficiale della manifestazione, il brano rimase fuori dalla "Top Ten".

Cosa dice il testo?
Il testo parla di un uomo che è stato lasciato dalla propria donna che ama, proprio nel momento in cui pensa di essere riuscito, dopo vari tentativi e tra mille difficoltà, a conquistarla. E ricordando l’indimenticabile notte d'amore trascorsa con lei, non riesce più a pensare ad altre donne «...perché io dalla quella sera non ho fatto più l'amore senza te e non me ne frega niente senza te..» e si dice disposto a fare qualsiasi pazzia pur di riconquistarla. «Anche se incontrassi un angelo, direi: "Non mi fai volare in alto quanto lei"»

Una folle dichiarazione d'amore quindi…
È un amore smisurato che lo porta a non dormire la notte tormentato dal suo chiodo fisso e rimanere sotto la finestra dell’amata. La notte è alta, dice lui, e non è un modo di dire: è l’ora in cui Napoli si spoglia delle maschere, quando i motorini tacciono e resta solo il battito di un cuore che non vuole dormire. “Sei sempre tu, il mio chiodo fisso”: non è romanticismo, è ossessione. Eduardo canta con quella voce rauca, come se avesse ingoiato sabbia e lacrime, e la fisarmonica – la sua arma segreta – piange come una sirena lontana. Canta come se stesse confessando un delitto: “Tutto il casino fatto per averti / per questo amore che era un frutto acerbo”. È una storia di passione napoletana, di quelle che finiscono male ma non finiscono mai. Lui è sveglio, si riveste e si rispoglia, la voglia lo fa smaniare come un cane in catena. Immagina di fare il pazzo: sassi alla finestra, calci alla porta chiusa. Non è poesia, è cronaca. E poi quel ritornello – “Ancora, ancora, ancora” – che sembra un martello sul chiodo, ossessivo. La batteria di Tony Esposito tiene il tempo di un cuore che batte fuori sync, la fisarmonica sale e scende come un respiro affannato. Eduardo la canta con la disperazione di chi sa che non c’è cura, solo la ripetizione del dolore.

Il pubblico ne decretò uno straordinario successo.
Il disco esce in un’Italia che balla la disco ma piange ancora per Battisti, e Ancora diventa un culto sotterraneo. Non è Sanremo, non è radiofonica, è la colonna sonora dei bar di Chiaia dove i ragazzi si ubriacano di grappa e ricordi. Eduardo la canta dal vivo con la fisarmonica a tracolla, sudato, gli occhi chiusi, come se stesse pregando un santo che non risponde. La perla è una canzone che non invecchia perché parla di una malattia eterna: l’amore che non si estingue, che si trasforma in ossessione, che ti tiene sveglio alle tre di notte con la finestra aperta e il mare che respira. È Napoli, è il Sud, è l’uomo che non sa arrendersi. E ogni volta che Eduardo la canta, quella porta chiusa sembra aprirsi per un secondo, solo per sbatterti in faccia che no, non si apre. Ancora. Nelle classifiche di vendite, Ancora raggiunse il 5º posto nel marzo del 1981 e fu in assoluto il 42º disco più venduto di quell'anno.

Chi sono i cantanti che hanno eseguito una cover del brano?
Sono tantissimi e tra essi figurano due cover di Mina (contenute negli album Sì, buana del 1986 e Mina Sanremo del 1998); Anna Oxa; Ornella Vanoni; Il Volo (cover interpretata a Sanremo nel 2015 e inclusa nell'album Sanremo grande amore); Mireille Mathieu (col brano Encore et encore e testo di Charles Aznavour).




L'ARTICOLO E' A CURA DI ADAMO BENCIVENGA
E' STATO REALIZZATO
 GRAZIE A:
.http://www.marcoliberti.it/article-ancora
-la-perla-di-eduardo-de-crescenzo-107499409.html
https://music.fanpage.it/le-canzoni-piu-
sottovalutate-nella-storia-di-sanremo-
da-de-crescenzo-a-niccolo-fabi/
https://it.wikipedia.org/wiki/Ancora_
(singolo_Eduardo_De_Crescenzo)
https://www.youtube.com/watch?v=Po7HE5dM03Y.



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