Alcune pagine sono adatte ad un pubblico adulto.  Se sei minorenne  ti invitiamo ad uscire

FOTOGRAFIA
 
     
 
 

GALLERIE PERMANENTI

VERNISSAGE

 
 
 
     
 
 
 

Pierpaolo Redondo

Backstage

 

Fotografo professionista dal 2007.

Ho realizzato il catalogo di moda per il 2008 per il marchio “Morghy”. Fra le molteplici collaborazioni con compagnie teatrali, ricordo quella con Commedy&Co s.r.l. per la realizzazione della locandina, foto di scena e promozionali dello spettacolo "Scusa sono in riunione... ti posso richiamare?" di Gabriele Pignotta, andato originariamente in scena al Teatro de' Servi di Roma nel 2008.

Ho realizzato book fotografici, fra gli altri, per gli attori Julio Solinas, Fabio Avaro, Giada Fradeani, Gabriele Pignotta. Ho curato il backstage di vari spettacoli e produzioni televisive (MyMax Edutainment s.r.l.)

 
 
 
 

 
 
 
 

1.  Domanda d’obbligo: in quale occasione ti sei avvicinato alla fotografia? In un periodo piuttosto buio della mia vita… la fotografia è stato un mezzo per superarlo. Alla fine, quel periodo buio è passato,mentre la fotografia ha continuato a farmi da compagna di vita.

2. Quali esperienze annoveri nel campo della fotografia fino ad oggi? Ho realizzato un catalogo di moda per il marchio “Morghy” (www.morghyartstylist.it), ho realizzato molti servizi di foto di scena e di backstage per spettacoli teatrali, di danza,  produzioni televisive, concerti; ho curato il book fotografico personali per attori e danzatori.

3. Cos’è che distingue l’erotismo dalla pornografia? L’erotismo può vivere, o forse deve vivere di mistero e sincerità, al tempo stesso. La pornografia deve necessariamente mostrare, incarnando stereotipi ben precisi, che sono poi quelli che sorreggono il mercato del porno. L’erotismo è quindi libertà espressiva, mentre la pornografia è espressione necessitata del corpo.

 

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

4. Ci sono dei fotografi che consideri tuoi maestri? In cosa ti hanno influenzato? Miei maestri sono tuttora Ansel Adams, Henri Cartier-Bresson e Gianni Berengo Gardin (malgrado, certo, la dichiarata avversione di quest’ultimo per le tecniche moderne, ovvero per la fotografia digitale).  E poi, come qualcuno in una occasione mi ha detto, aggiungerei il nome di George Hurrell… alcune miei scatti ricordano il suo modo di rappresentare la donna. La cosa che mi da’ più da pensare, è che ho realizzato fotografie per certi aspetti simili alle sue, prima ancora di aver visto una sua foto! Credo, comunque, che chi voglia vivere di fotografia, debba necessariamente vedere le loro opere (a prescindere poi da come un fotografo intenda specializzarsi, sempre che si voglia specializzare….)


5. Secondo te il nudo è sempre volgare? Può essere volgare il modo con cui lo si fotografa e rappresenta. Di per sé, però, il nudo non è volgare.

6. Bianco e nero o colore? Entrambi. Ciascuno ha il proprio modo di mostrare il mondo, le cose, le persone, la bellezza…

 
       
 
 

      

 
 
 
 

7. Sei d’accordo che tra modella e fotografo, per realizzare un ottimo servizio, deve nascere una sorta di complicità? Indubbiamente sì. Se non ci si sopporta, oppure ci si è indifferenti, comunicare e comprendersi è molto più difficili, e la qualità delle fotografie ne risente.

8. Ti è mai capitato di infatuarti di una modella durante un servizio? Mai.

9. E quante volte è successo il contrario? Mai.

10. Qual è lo stile fotografico dove pensi di dare il meglio di te stesso? Al momento attuale, mi diverto molto nel realizzare il backstage. Lo vivo come un momento di reportage, dove veramente sono assolutamente libero di riprendere quello che voglio, come lo voglio.

 


 

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

 11. Per i tuoi scatti preferisci utilizzare tecniche analogiche o digitali? Perché? Digitali, per motivi di semplicità produttiva ed economica. La qualità del digitale, per il tipo di lavoro di cui solitamente mi occupo, non perde molto rispetto all’uso della pellicola.

12. Trovi che le nuove tecnologie snaturino la fotografia? Direi di no. Piuttosto, l’abuso di strumenti di postproduzione, ritengo possa snaturare la fotografia, massimizzando un processo che, appunto, è successivo alla “visione fotografica”. Questo se si parla di fotografia e non di ricerca sperimentale, ovviamente…

13. Per descrivere una situazione serve più l'immagine o la parola? L’immagine.

 

 

 

 
       
 
 

 
 
 
 

14. Hai rinunciato a qualcosa per la fotografia? A molte cose, devo dire con sincerità. Ma, fino a questo momento, la fotografia mi ha veramente dato tanto. Spero di riuscire a dare anche io molto alla fotografia, facendo foto sempre più belle, se mi permettete la battuta…

15. Passata la moda dei calendari su quale oggetto di consumo vorresti vedere una tua foto? (esempio tazze, piatti, carta igienica…) Amo le stampe realizzate su formati grandi, e quindi per me una stampa non dovrebbe mai essere più piccola del 20x30cm… l’ideale sarebbe un 50x75cm. Esistono oggetti di consumo così ampi? Se esistono, vorrei vedere le fotografie su questi supporti…

 

 

 

 

 
 

   

 
 
 

 

 
 
 
 

16. In Italia c’è attenzione alla fotografia? Direi che c’è molta poca attenzione per la fotografia in Italia. I motivi sono tanti, ma questo, come suol dirse, è davvero un altro discorso…

17. Su che cosa stai lavorando in questo momento? In questi giorni sto lavorando su un progetto personale per il mondo della danza professionale.


18. Suggerimenti a chi si sta avvicinando al mondo della fotografia. Divertitevi… e non cedete alla tentazione di passare al professionismo, perché poi ci si diverte molto di meno!

 

 


 

 
       
 
 

  

 
 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 
 

info@archivioredondo.eu

www.myspace.com/pierpaolophotographer
www.archivioredondo.eu