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Non farei tutte le cose che non mi assomigliano. E non rinuncerei mai al fatto di decidere tutto da me del mio tempo, orari, spostamenti ecc. Non rinuncerei mai alla possibilità di dire in faccia alle persone ciò che penso, a costo di pagarla con l'essere tagliata fuori.
Odio la diplomazia, sono un'istintiva. Ma in genere sono abituata a ragionare nel senso di cosa farei. È piu facile. Farei tutto quel che sto facendo per realizzare la mia serenità
interiore, per essere coerente con me. Quindi non farei mai tutto ciò che mi agita troppo, mi fa sentire fuori posto. Ad esempio, persone e lavori sbagliati. Uno lo sa quando è fuori posto. Ecco, questo ho imparato ad evitarlo.
Adoro Il Giardino dell'Eden, di Hemingway. Ma poi l'ho trovato un po' triste. Hemingway era un triste al di là della sua attitudine da macho.
Ora mi piace leggere Kate Bushell, nel suo secondo libro Trading up, non so se è stato ancora tradotto, ma lo trovo vero. Mi piace questo tipo di letteratura diretta di cui Hemingway è stato iniziatore. Scrive come se fosse un film. Come faccio anch'io. Questo genere alla Bushell (quella di Sex and the City , per intenderci) descrive mondo attuali. Almeno simili a quelli che vivo io. Non finirei più di elencare i miei progetti: io progetto continuamente. E realizzo. Mi piace sognare cose e pormi delle scadenze: entro tre mesi faccio questo, entro sei l'altro.
Presto mi vedrete sfornare un nuovo libro, quadri e altro ancora. E sentimentalmente uscirà l'uomo della mia vita, la casa, la famiglia.
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Il successo è raggiungere ciò che vuoi come lo vuoi. Se la notorietà segue e il successo è pubblico, bene. Ma non è necessario. Uno ha successo quando realizza se stesso senza abbrutirsi. Rimanere belli, dentro e fuori, arrivare ai settant'anni che ti senti bene, ma proprio bene con la tua vita, questo è successo. Il successo è non basare mai il proprio termometro interiore sull'opinione altrui. |
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INTERVISTA
DI MONICA MAGGI |
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