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Luca Stardero

Amore a prima vista

Luca Stardero nasce a Torino il 16 Marzo 1969. Cresce in Liguria, a Bordighera, dove tutt'ora vive e lavora, a seguito del trasferimento dei suoi genitori, quando aveva solo due anni.

 
 
 
 
 

Diplomato in ragioneria si avvicina alla fotografia come autodidatta sin da bambino ma passa al professionismo solo molti anni dopo, nel 1996, grazie alla fortunata collaborazione con  il fotografo Savonese Luca Patrone, dell'agenzia online www.bookfree.it. Oggi si occupa prevalentemente di fotografia glamour, erotica, fashion, e cura la propria formazione artistica frequentando il secondo anno di D.A.M.S presso l'Università degli studi di Genova.

1.  Domanda d’obbligo: in quale occasione ti sei avvicinato alla fotografia? Mi sono avvicinato alla fotografia all'età di circa sei anni, in occasione di una gita scolastica al Parco safari nazionale delle Langhe. Mio padre Vittorio mi mise nella cartella la sua Kodak Brownie ed io mi divertii moltissimo a fotografare gli animali del parco. Custodisco ancora oggi quelle foto, ingiallite dal tempo, e la fotocamera. E' un po come la numero "uno" di zio Paperone, mi ha portato fortuna.

 
       
 
 
 

2.  Quali esperienze annoveri nel campo della fotografia fino ad oggi? Ho iniziato come autodidatta, attraverso moltissima ricerca e sperimentazione, prima nella fotografia paesaggistica, poi stressando le mie amiche e le prime fidanzatine, sino a trovare col tempo il mio stile e la mia strada artistica. Ad oggi scatto prevalentemente foto glamour, erotiche, fashion e mi sto avvicinando da un paio di anni alla fotografia commerciale con molta passione. Ho collaborato con moltissimi artisti del settore alternativo, modelle in primo piano, ho avuto il piacere di veder pubblicate le mie foto su riviste di settore, quali Fotocinevideo magazine e Digitalcamera, che mi ha dedicato anche una cover oltre a delle ottime recensioni, Rock Hard magazine e diversi siti di fotografia professionale. Ci sono poi le collaborazioni commerciali ed artistiche con operatori locali della Liguria, tra cui Marmoto, motoconcessionario per il quale curo l'iimagine online ed il sito internet, ed Ewiva boutique, moda bimbo. Sotto il profilo della formazione frequento ora il secondo anno di D.A.M.S. presso l'università degli studi di Genova, che mi sta dando soddisfazioni e aprendo nuove prospettive creative e tecniche: è molto stimolante.

 
 

   

 
 
 
 

3.  Ci sono dei fotografi che consideri tuoi maestri? In cosa ti hanno influenzato? Sicuramente il maestro Helmut Newton per quanto concerne la fotografia erotica e fetish. Adoro il modo scarno, anticonvenzionale, spesso crudo che aveva di interpretare la donna e il suo erotismo, e adoro ancora di più l'utilizzo del bianconero. Era un genio, fuori dagli schemi e con un senso della luce eccezionale, e considera che non utilizzava l'esposimetro. Lo aveva nella sua testa, sapeva già che utilizzando determinate aperture di diaframma e tempi di esposizione avrebbe tirato fuori quel risultato. Un grande. Mi ha influenzato nel modo di giocare coi soggetti, di provocare attraverso le mie immagini, di dare un calcio all'iposrisia e porre l'immagine al centro assoluto della comunicazione artistica. Per quanto riguarda il discorso "commerciale" stimo moltissimo Oliviero Toscani, non tanto come fotografo a dir la verità, quanto come comunicatore. ha la capacità innata di fare pubblicità commerciale intrista di comunicazione sociale, con uno stile duro che colpisce come una sassata in faccia, e che piaccia o no, fa sempre centro, anche quando immancabilmente il Giurì e il Comitato per l'autodisciplina pubblicitaria censurano le sue campagne. Prima che ciò avvenga, ci ha tatuato le sue immagini nella testa, indelebili, ed insieme ad esse il marchio a cui le lega. Strepitoso.

 
       
 
 

 
 
 
 

4.  Quando secondo te la fotografia diventa arte e il fotografo artista? Quando il fotografo è in grado di uscire dagli schemi convenzionali e rompere il velo di perbenismo che circonda la società proponendo la sua visione personale. Quando la creatività prende il sopravvento sulla razionalità. Una foto priva di creatività è una copia, spesso banale, della realtà.

5.  L’occhio con il quale fotografi cambia in funzione del soggetto, oppure i tuoi scatti riflettono tutti una tua personale poetica? Il soggetto è li per essere interpretato, non per essere subito. Quindi è il mio stile ad avere la precedenza. D'altra parte chi posa per me sa come lavoro e cosa esprimo, conosce il mio linguaggio, e se collabora con me ad un progetto ha evidentemente apprezzato questo ed è disponibile ad essere plasmato dal mio obiettivo, che poi è il vero occhio che utilizzo.

 6.  Cosa vuoi trasmettere fotografando un corpo senza veli?  dipende dal tipo di scatto che voglio fare. Poesia, bellezza, trasgressione, erotismo, pornografia.

 

 

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

7.  Secondo te il nudo è sempre volgare? Il nudo è volgare quando il fotografo non lo sa fare. Un nudo fatto bene non è mai volgare, sia che si tratti di una posa casta, artistica, sia che si tratti di uno scatto che mostra in tutta la sua dirompenza la sessualità della modella o di una situazione. Il nudo in tal senso richiama il sesso. Il sesso è vita, fa parte di noi, e come tale è naturale casomai, non volgare. Poi dipende dall'apertura mentale di chi guarda la foto, ma di questo non posso preoccuparmene io. Faccio il fotografo, non lo psicanalista.

8.  Cos’è che distingue l’erotismo dalla pornografia? Mi ricollego alla domanda precedente. Molto dipende dalla cultura, dall'educazione, dallo stile di vita di chi guarda la foto. Non c'è molta differenza secondo me, tra una donna sensuale, avvolta in un lenzuolo bagnato da cui traspare il corpo nudo, che si morde le labbra guardando intensamente in camera ed una donna, distesa su un letto, a gambe aperte, che si fuma una sigaretta ammiccando verso l'obiettivo. Son due situazioni differenti, molto erotiche entrambe. Ma per un altro potrebbe non essere così. Per me pornografia è una foto fatta male, che non ha una sua estetica, una sua luce e un suo stile.

 
       
 
 

 
 
 
 

9.  Quali sono le caratteristiche di una buona foto? Appunto avere una sua estetica, un utilizzo creativo e funzionale della luce, e uno stile che la ricolleghi al suo "papà", l'artista. Inoltre deve necessariamente comunicare un'emozione. Anche di repulsione, di disturbo, non necessariamente una sensazione positiva. Se la foto comunica emozione è davvero buona.

10.  Quasi tutti i fotografi sono convinti di catturare la bellezza interiore della modella. Secondo te è un controsenso? In alcuni casi no. Ma è molto difficile tirar fuori l'anima da una modella, ci si riesce in condizioni particolarissime e per pochi scatti appena, prima che la magia si interrompa. Quando accade però  la foto è perfetta, ha una marcia in più.

11.  Meglio un bravo fotografo e una cattiva modella o un cattivo fotografo e una brava modella? Meglio entrambi all'altezza della situazione. Un buono scatto lo si fa in due, è la somma delle esperienze e capacità di entrambi. Dovendo scegliere, meglio un bravo fotografo, che sappia sopperire alle lacune della cattiva modella, piuttosto che il contrario.

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

12.  Sei d’accordo che tra modella e fotografo, per realizzare un ottimo servizio, deve nascere una sorta di complicità? Si, ne parlavamo prima. Non è fondamentale ovviamente, e si possono realizzare validi progetti semplicemente con la competenza e l'entusiasmo, la creatività e la pazienza. Ma quando c'è anche il feeling tra la modella e il fotografo ... wow! E' stupendo.

13.  Ti è mai capitato di infatuarti di una modella durante un servizio? In senso artistico sempre, ogni volta, è inevitabile. In senso fisico spesso, si tratta di bellissime ragazze. Chi si nasconde dietro al "io quando fotografo non mi accorgo neppure che la modella è nuda" o mente sapendo di mentire o ha bisogno di ottime lenti da vista, non prendiamoci in giro. Che poi occorra esser professionali è fuori da ogni dubbio, ma l'attrazione ci può stare eccome, anzi ti dirò è meglio che ci sia, aumentano gli stimoli e i risultati.

14.  E quante volte è successo il contrario? Alcune volte, ma di solito le modelle le faccio ridere. Sono un buffone sul set, mi serve per metterle a proprio agio. Se ci si diverte è anche più facile entrare in sintonia artistica.

 
       
 
 
 

15.  Qual è lo stile fotografico dove pensi di dare il meglio di te stesso? Erotico e glamour sicuramente.

16.  Bianco e nero o colore? Bianco e nero per l'arte e l'esaltazione dello spirito, dell'erotismo, del patos. Colore per la moda, la gioia, il calore.

17.  Per i tuoi scatti preferisci utilizzare tecniche analogiche o digitali? Perché? Digitali per il colore. Offrono molta più flessibilità, ottiche luminose, risultati dinamici. Pellicola per il bianconero. Offre maggior definizione, granulosità e corpo alla foto, miglior bilanciamento dei contrasti. Anche se poi ormai lavoro quasi solo più in digitale per praticità.

18.  Trovi che le nuove tecnologie snaturino la fotografia? Le tecnologie non snaturano mai nulla. e' il cattivo utilizzo che se ne può fare a snaturare una foto. Se uno scatto è ben realizzato e intelligentemente elaborato al computer, hai solo uno strumento utile in più per migliorare il tuo lavoro.

 
 

   

 
 
 
 

19.  Hai rinunciato a qualcosa per la fotografia? Per il momento si, ho rinunciato ad una mia vita affettiva. Non è facile trovare una donna che abbia fiducia in un fotografo  che lavora nel mio settore. Si creano gelosie, dubbi, paranoie, tipiche di chi non appartiene a questo mondo e non ha la giusta prospettiva delle cose. Per questo alla fine spesso si rimane coinvolti da persone dello stesso ambiente, ma si tratta per lo più di flirts che nascono dalla simpatia, da un momento particolare, e che alla stessa velocità di un flash si consumano. Di contro la fotografia mi ha dato e mi da tanto. Non le metterei mai le .... corna.

20.  Cosa ti ha indotto a preferire la fotografia ad altri mezzi espressivi? Amore a prima vista. Il classico colpo di fulmine.

21.  Passata la moda dei calendari su quale oggetto di consumo vorresti vedere una tua foto? (esempio tazze, piatti, carta igienica…) Carta igienica sicuramente. Con sopra la mia faccia però. Sarebbe entusiasmante sapere che milioni di persone ogni mattina mi guardano negli occhi e si ricordano di me ahahahahah. Vorrebbe dire essere davvero popolare. A parte questo, una bella Cover su Vogue. Credo avrei un erezione se succedesse!

 
       
 
 
 

22.  A chi serve la fotografia? Praticamente a tutti! Dalle aziende per i loro prodotti, agli artisti per la propria immagine, ai singoli individui, per ricordare, per non lasciare che il tempo ci porti via con se senza aver lasciato un ricordo di noi stessi, della nostra immagine, del nostro breve passaggio su questa terra.

23.  Da che cosa è composto il tuo corredo fotografico? Principalmente dalla mia creatività, dalle conoscenze tecniche, dalla mia visione personale della fotografia, della luce, dell'estetica. Solo successivamente da una reflex digitale, una reflex analogica, una compatta digitale, una compatta analogica, una medio formato, una polaroid istantanea, svariati obiettivi, alcuni flash e illuminazione continua da interni, e flash a baionetta. MAI, e mai sarà, da sala di posa. E' un luogo troppo asettico. Meglio una location dedicata in base al tipo di scatti da realizzare, anche se in interni, che una sala di posa. Per le mie ricerche personali adibisco una parte del mio appartamento.

 
 

   

 
 
 
 

24.  Suggerimenti a chi si sta avvicinando al mondo della fotografia. Imparare la tecnica, bene, e quindi metterla da parte per concentrarsi sulla creatività e sulla sperimentazione. In pratica conoscere bene le regole, per poterle trasgredire. Dotarsi di almeno una reflex ad ottiche intercambiabili e "incollare" i comandi su "full manual". Utilizzare il cellulare per telefonare, per favore, non per fare foto.

25.  Quale direzione prenderà in futuro la tua ricerca artistica? Fotografia commerciale e pubblicitaria per quanto riguarda i lavori su commissione, fotografia paesaggistica e architettura, per quanto riguarda la produzione di materiale per le agenzie di stockaggio con cui collaboro, fotografia erotica e perchè no, soft porn, per la mia ricerca personale.

 

 

 
 
 
 

 

PER SAPERNE DI PIU'

 

LUCA STRDERO - BORDIGHERA

Luca Stardero su LiberaEva