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Jeanne Hébuterne

Devota compagna fino all'estremo sacrificio

Così recita l'epitaffio sulla tomba della pittrice Jeanne Hébuterne, morta suicida il giorno dopo la morte del suo compagno Amedeo Modigliani.

 

 

Era nata a Parigi il 6 aprile del 1898 in una tipica famiglia cattolica piccolo-borghese. Gli artisti di Montparnasse la soprannominano Noix de coco, noce di cocco, a causa del forte contrasto fra le lunghe trecce castane ed il "pallore che non dava nemmeno l'idea della carne".

 
     

Aveva talento e un intenso mondo interiore di immagini e sentimenti, quando giovanissima decise di seguire la carriera artistica. Frequentò l'Académie Colarossi dove i suoi disegni, spesso aventi per soggetto la figura femminile vennero apprezzati, cosa non facile in un ambiente maschilista poco tenero con le donne.

Jeanne Hèbuterne aveva diciannove anni quando, nell’aprile del 1917, conobbe Modigliani che conduceva una vita da bohémien, sregolata, fisicamente minato, dedito al bere, agli stupefacenti e alle donne, e in difficoltà economiche, fuori dalle mode e dalle correnti.

Fu la sua passione per l'arte a spingerla verso Modigliani del quale, abituata com'era ad osservare, indovinò il mondo interiore altrettanto ricco del suo e con lui scelse di vivere all'insegna della povertà e dell'arte in un menage turbolento e non facile.

Lei era bella, aveva occhi azzurri  e  lunghi capelli rosso-castani; riservata, dolce, un poco malinconica, affascinò subito  il pittore, oltre che per la bellezza ed il carattere docile, anche perché, 

giovane studentessa d’arte, spesso da lui ritratta, era pittrice sensibilissima e di eccezionale talento. Lui se ne innamorò perdutamente, e lei di lui.

Ma un giovane artista squattrinato, ebreo, alcolista e malato di TBC non era propriamente l'uomo che i coniugi Hébuterne avrebbero voluto per la propria bambina e quindi faranno di tutto per ostacolare l'unione

Il loro legame fu movimentato e tempestoso (numerosi sono gli aneddoti sui maltrattamenti inflitti dal pittore a Jeanne che, però, timida e devota, sempre sopportò i numerosi tradimenti), come il precedente avuto da Modigliani con la poetessa Beatrice Hastings.

All'inizio del 1918: Jeanne scopre di essere incinta e insieme al suo compagno si recano in Costa Azzurra nella speranza di un miglioramento della salute del pittore

Il 29 novembre dello stesso anno, alla Maternité di Nizza Jeanne dà alla luce una bambina, cui sarà dato lo stesso nome della mamma.

Il 31 maggio 1919 il pittore è di nuovo a Parigi, dove un mese dopo Jeanne, nuovamente incinta, lo raggiunge con la piccola.

In uno degli ultimi e più toccanti dipinti di Modigliani, Jeanne Hèbuterne seduta davanti a un uscio, Jeanne è ritratta incinta per la seconda volta, il volto è pallido, il corpo è in vertiginosa torsione, l’espressione è indefinibile, elementi tutti che concorrono ad imprimere al quadro una forte tensione, ancor più evidente anche alla luce dei tragici avvenimenti successivi: quel figlio non avrebbe mai visto la luce!

Ma le condizioni fisiche del pittore sono oramai allo stremo: alla forma tubercolare si aggiungono ripetuti attacchi di delirium tremens e infine una nefrite. Il 24 gennaio 1920 Modigliani muore all’Hôpital de la Charité.

All’alba del giorno dopo, Jeanne, ormai prossima al parto, si toglie la vita gettandosi dal quinto piano della casa dei genitori.

I coniugi Hébuterne si rifiutano di farla seppellire vicino ad Amedeo perché ancora convinti dell'inadeguatezza di quell'unione. Mentre il funerale di Modigliani si svolge alle due di pomeriggio del 27 gennaio, con una grande folla che segue il trasporto della salma dall'ospedale fino al cimitero Pére Lachaise, Jeanne sarà portata alle otto di mattina del giorno dopo al cimitero di Bagneux, nella maggiore discrezione possibile.

Cinque anni più tardi il suo corpo fu rimosso dal cimitero di Bagneaux e fu sepolto in  quello di Père Lachaise, accanto a Modigliani

I suoi familiari, che mai le avevano perdonato di avere infranto la regola del suo ambiente piccolo borghese che voleva le donne sposate con un "buon partito", non permisero che le sue opere venissero esposte.

 

La biografia di Jeanne Hébuterne

è stata realizzata grazie a

www.bohemienne.it

www.letteraturaalfemminile.it

www.url.it/oltreluna

digilander.libero.it/Gaia_xx/Hebuterne.htm