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Con la
pubblicazione dei primi lavori avvenuta solo per trovare un impiego
come fotoritoccatrice - che non ho mai trovato -, ho avuto invece
richieste da clienti per servizi fotografici di nudi ed eros. Ho così
potuto approfittarne, e perché no? iniziare a studiare su altri
soggetti e su loro "sentire e cogliere" con lo scatto originale
l´essenza che esprimevano in quel momento: che sia erotica, sensuale,
prepotente, amoreggiante, feticistica... alcune volte esaltando
effetti con il software e altre volte invece giocando sull’immagine
originale con la luce e il taglio ricercato.
D: Rossana, mi
hai appena accennato ai tuoi "autoscatti" quindi ti chiedo quanto di
"intimo", intendo di profondamente personale, fuoriesce dalle tue
opere? Usi più l'inconscio oppure il razionale quando fotografi? Ed
infine quanto è importante per te l'erotismo sia nel lavoro sia nella
vita quotidiana?
R: Direi che razionalmente mi invento delle pose plastiche, scelgo
qualche abito, poi le idee nascono e si trasformano, lì per lì, e
questo mi permette di lasciare spazio alla mia creatività , alle mie
emozioni che l'autoscatto ferma. Ma è dopo, il momento più magico,
quando riguardo gli scatti, e così inizio a togliere ciò che valuto
elementi di disturbo fino a quando mi ritrovo (o per meglio dire
"scopro") nel mio intimo più profondo… e potrei citarti il risultato
di "di luce propria" l'effetto rosso con la luce bianca, dove nella
prima immagine del volto, dalla mente esce la luce bianca con un corpo
di donna dormiente e attorno putti (o diavoletti!). |
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