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Rossana Cagnolati

Rossana vede nudo

Rossana Cagnolati nasce il 22 ottobre 1960 a Parma dove tuttora risiede. Autodidatta, ha scoperto solo dal 2000 la fotografia digitale. Si è avvicinata al mondo della rielaborazione delle immagini, che ha sentito come il mezzo a lei più congeniale poiché conferisce ampie possibilità espressive alle sue intime sensazioni ed emozioni. Grazie allo strumento fotografico e alla successiva manipolazione digitale, l’artista supera l’apparenza dell’immagine fotografica, oltrepassandone i limiti e rendendola fedele ai propri stati d’animo, nati nell’istante dello scatto. Le sue foto, dotate di forza comunicativa, n’esplorano a fondo il mondo interiore.

 
 
 
 
 

D. "Se lo sguardo è il primo... le mani seguono... un gioco delicato, provocatorio intenso." Partendo da questa frase, sotto certi aspetti un po’ enigmatica, Rossana ti chiedo perché proprio l´uso della fotografia erotica? Te lo domando poiché so che ti interessi anche di video-arte e di mail-art.
R. Innanzi tutto perché la video arte e la mail art le ho conosciute in un secondo tempo, mentre la fotografia erotica nasce inconsciamente e casualmente dai miei primi passatempi studiando "photoshop". Le prime realizzazioni non sono fotografie ma pitture in pixel tratte da immagini di partenza del tipo un cielo con le nuvole e un elicottero nero - vedi il risultato in Sfera di cristallo sezione style sul mio sito. Da ogni immagine che utilizzavo come base per questo metodo ne usciva sempre una pittura legata in un qualche modo all’eros, alla coppia, alla donna. La curiosità e l´emozione che provavo nel realizzarle mi hanno portato a lavorare su me stessa, per curiosità, per comodità e per studiare al meglio le potenzialità che il software continuava ad offrire, prima con delle mie immagini prese dall’album di famiglia e subito dopo con gli autoscatti in una ricerca che si affina tutt’oggi, giocando con il piacere di esaltare emozioni che mi appartengono in questo caso sicuramente, ma senza mai pensare che potessero essere prese in considerazione artisticamente, creando ad altre persone emozioni, ed emozioni diverse, ma solo per le mie scoperte di tecniche ed effetti in post-produzione.

 
       
 
 

 
 
 
 

Con la pubblicazione dei primi lavori avvenuta solo per trovare un impiego come fotoritoccatrice - che non ho mai trovato -, ho avuto invece richieste da clienti per servizi fotografici di nudi ed eros. Ho così potuto approfittarne, e perché no? iniziare a studiare su altri soggetti e su loro "sentire e cogliere" con lo scatto originale l´essenza che esprimevano in quel momento: che sia erotica, sensuale, prepotente, amoreggiante, feticistica... alcune volte esaltando effetti con il software e altre volte invece giocando sull’immagine originale con la luce e il taglio ricercato.

D: Rossana, mi hai appena accennato ai tuoi "autoscatti" quindi ti chiedo quanto di "intimo", intendo di profondamente personale, fuoriesce dalle tue opere? Usi più l'inconscio oppure il razionale quando fotografi? Ed infine quanto è importante per te l'erotismo sia nel lavoro sia nella vita quotidiana?
R: Direi che razionalmente mi invento delle pose plastiche, scelgo qualche abito, poi le idee nascono e si trasformano, lì per lì, e questo mi permette di lasciare spazio alla mia creatività , alle mie emozioni che l'autoscatto ferma. Ma è dopo, il momento più magico, quando riguardo gli scatti, e così inizio a togliere ciò che valuto elementi di disturbo fino a quando mi ritrovo (o per meglio dire "scopro") nel mio intimo più profondo… e potrei citarti il risultato di "di luce propria" l'effetto rosso con la luce bianca, dove nella prima immagine del volto, dalla mente esce la luce bianca con un corpo di donna dormiente e attorno putti (o diavoletti!).

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

Oppure "freedom" dove addirittura nell'immagine che hai scelto di pubblicare nell'articolo riguardante la mia ultima esposizione a Parma - Oltre l'apparenza, pubblicato il 19 giugno 2008 (n.d.r.) -, per ottenere la base dell'effetto plastico finale ho trovato dei punti di appoggio con il corpo sopra ad un lettino di ferro pieghevole e il capo all'indietro, appoggiato al tavolo (più basso di poco rispetto al letto) della mia sala… una scomodità incredibile. Pur avendo uno studio da ripresa attrezzato con luci e fondali, per me scelgo l'improvvisazione del momento che solitamente è dentro la mia stanza. L'erotismo è un po' in tutti noi, si manifesta poi sotto tanti aspetti. Credo che il lato più divertente e simpatico sia accettarlo. Rilassa, diventa ironico, ti carica d’adrenalina e ti fa anche sorridere no? Quindi ben venga quel giusto pizzico nel lavoro o anche due! E nella vita quotidiana, presumo tu intenda la mia, che dirti il gioco più bello è non sfoggiarlo in modo evidente ma lasciare tracce e osservare.

D. Le tue immagini sono di una purezza che nessuno si attende da fotografie di questo genere. Quindi ti chiedo: dipende dal tuo carattere? E ancora: il corpo nudo, in alcuni casi il tuo, credo, è una maniera per ri-conoscerti?
R. L´amore, l´eros, le passioni, le emozioni, ci appartengono da quando si nasce, direi in un equilibrio predisposto dalla natura stessa, ma è da quell’istante che nasce la nostra fatica maggiore: mantenere questo equilibrio.

 
       
 
 

 
 
 
 

  Lavorare sul mio corpo può essere una maniera per ri-conoscermi, per rinnovarmi, non perdere la coscienza del mio essere, accettarmi nei miei cambiamenti fisici e mentali e verso gli eventi del quotidiano che possono influire e influiscono fortemente. Ascoltare le proprie emozioni e riconoscerle proprie adeguate all’età che cambia, si rinnova, si arricchisce.

D. Quanto tempo dedichi al progetto, o meglio alla preparazione mentale ancor prima che tecnica, di una fotografia?
R. A volte mi attraversano la mente sogni ed emozioni e il desiderio di raccontarle e tradurle visivamente mi porta a creare un progetto d´istinto: prendo la macchina fotografica e in questo caso uso l´autoscatto. Lo scatto mi serve solo per cogliere delle tracce e poi con il software entro nel corpo e libero il resto, fino a che non si visualizza l´emozione che avevo vissuto nella mente (ma anche a pelle). Ma mi nascono anche progetti che ben si delineano nella mente ma che sono rivolti a tutti, perché appartengono a tutti, momenti e attimi che viviamo anche con gesti ripetitivi. Ne ho uno che ho preparato da due anni ma ancora non ho realizzato perché mi serve di trovare contemporaneamente vari ragazzi e ragazzi, una ambientazione all’aperto nel verde e altre cose, è tutto nella mente visualizzato e in qualsiasi momento ci penso, vedo le scene come se fossero reali.

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

 Mentre sto preparando un altro lavoro che richiede molto studio storico e dall’idea iniziale e dal momento in cui ho cominciato realmente a raccogliere e preparare il materiale sono già passati due anni e per arrivare alla fine ne prevedo altri due. In ogni caso mi serve sempre un tempo che varia da un paio di mesi a 6-8 mesi per il risultato finale completo per i progetti più semplici, a volte anche un giorno, o qualche notte...dipende da tanti fattori , non solo dalla portata del progetto, non solo dalla creatività e dalle emozioni.

D. Cosa ti attira, cosa cerchi in un nudo femminile che già altri fotografi hanno esplorato? Come mai non ti occupi di nudi maschili? Insomma, cosa vorresti veramente trovare di recondito in un´immagine?
R. Nel nudo femminile cerco l´essenza, quella che non si vede e quella che avverti ma non la capisci e t’intriga. Mi occuperei anche dei nudi maschili soli o in coppia anche fra di loro, ma non ho ancora trovato delle persone che riescano a vivere il momento di essere ritratti per il piacere di esprimere la propria essenza, a volte solo se con una partner. Non ho quindi pubblicato molto, anche se qualcosa di bello ho, ma incompleto per tutte le sfaccettature che appartengono alla sfera dell’uomo. Ma sto curando anche questo aspetto e arriverà il momento più maturo per realizzarlo. Vorrei trovare la bellezza "dell’attimo", qualsiasi esso sia diverso, per qualsiasi persona senta che quello che l´emozione che una determinata immagine gli sta dando sia quello "il suo attimo".

 
       
 
 

 
 
 
 

 D. Quale è la tecnica che maggiormente usi? Le immagini le "sviluppi" e le stampi personalmente? Se sì quanto tempo dedichi loro in un´ipotetica percentuale?
R. Uso una Canon 300d e 20d e come software Photoshop. Il tempo che dedico quindi "in camera chiara" curando il taglio, la luce, il contrasto e utilizzando maschere per togliere ciò che non serve, ed intervenire per eventuali rughe, macchie della pelle, piccoli difetti ... ti dico solo che ogni sera, se possibile, dalle ventidue alle due del mattino, è la media che dedico per sistemare le fotografie i fine settimana, e le ferie che dedico a questa passione. Ma il tempo non è sempre importante. Per ogni singola immagine di "Freedom" ho impiegato dalle nove alle dodici ore di lavorazione con il software per ottenere quell´effetto pittorico... e quando inizi con un’immagine la devi finire al momento.

D. Quest´ultimo carnevale hai realizzato delle bellissime fotografie del carnevale veneziano per la mostra "Oltre l´apparenza". Ti chiedo di nuovo cosa cerchi oltre l´apparenza di una tua opera?
R. Oltre l´apparenza... L´apparenza è la vita del giorno d´oggi. Ci perdiamo l´essenza di noi, i nostri figli i nostri compagni... e loro perdono noi, in un continuo ciclico ripetersi delle cose, alla ricerca delle stesse cose, più volte, nell’arco della propria stessa vita. Cerco di circondarmi di persone che, un po’ come me, sappiano anche sorridere di se stesse e trovo che sia bellissimo.

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

D. A questo punto ti chiedo di nuovo - penso che nel frattempo hai cercato su Internet - quanto ti hanno influenzato, se lo hanno fatto, le tematiche freudiane o junghiane che siano? Mi spiego: nel testo La libido: simboli e trasformazioni Carl Gustav Jung esponeva il suo orientamento che apriva la ricerca psicoanalitica dalla storia personale del singolo alla storia collettiva dell'umanità, la quale nel singolo si concretizza e prosegue, così che l'inconscio non è più solo "l'inconscio personale" - detto anche Ombra - quale prodotto dalla rimozione, ma è "l'inconscio collettivo". Quello che Jung denomina "archetipi" o modelli, simboli che rappresentano le trasformazioni della libido, nelle quali si esprimono gli archetipi stessi. Questi archetipi non sono tanto delle "idee", ma delle possibilità di rappresentazioni, valere a dire disposizioni a riprodurre forme e immagini "virtuali". La psicologia o per meglio dire psichiatria è importante nelle tue opere?
R: Non credo mi abbiano influenzato non conoscendole, e leggendo qualche cosa ora. Forse potranno essere i critici e poi magari anche lo psicologo o lo psichiatra a trovare interessante di discutere su un opera, o più opere di un artista negli anni, magari trovando una chiave di lettura importante per altri aspetti che si vanno a legare alle loro tesi?

 
       
 
 

  

 
 
 
 

D. Osservando le tue così intriganti immagini sembrerebbe che ami particolarmente l´eleganza in sé "flou" del bianco e nero al colore. Me lo potresti confermare?
R: Sì, te lo confermo. L'effetto "flou" rimane discreto, delicato, riservato e rispettoso verso l'evento in corso, l'attimo, la persona, il racconto, l'emozione, pure su immagini molto esplicite, urlate, non fuorvianti.

D. Se potessi tornare indietro nel tempo ricorreresti alla fotografia tradizionale per poter ampliare la tua ricerca?
R: Forse il destino me ne avrebbe dato occasione più volte e con aspetti diversi. Mi spiego. Mio padre è sempre stato appassionato di fotografia e in particolar modo di filmini (ne ho parecchi e, resta mia, la sua EXAKTA e la cinepresa Bell&Howell). Il fratello maggiore è o meglio era, appassionato di fotografia tradizionale fin da ragazzino e in casa giravano bacinelle e acidi per lo sviluppo della pellicola, ma io, anche se condividevo quasi tutti i suoi interessi, ero completamente rivolta verso il mondo sportivo. Da ragazza invece alcuni fotografi mi chiedevano se ero disposta a posare, e quindi sarei, in un qualche modo, comunque entrata nel mondo della fotografia e anche allora non ne ero interessata. 

 
 

   

 
 
 
 

Appena maggiorenne mi sono trovata, per caso, la prima volta che sono entrata in una discoteca, miss eleganza con lettera per miss Italia (1978-79 dovrei andare a vedere la fascia!)… la lettera è finita in mille pezzetti, altro mondo diverso a contatto con la fotografia, perché lo sport continuava ad essere al centro di ogni altra cosa, pallavolo e culturismo: una passione giornaliera. Questo te lo racconto perché come vedi ora... beh, eccomi qua. Non ultima la scoperta, grazie ad un figlio di un altro fotografo, di aver avuto nel passato un Cagnolati fotografo con studio a Guastalla, poi venuto a Parma negli ultimi anni del suo lavoro (so che ci sono ancora delle lastre di vetro con la sua firma) e un suo cugino pittore nella bassa reggiana, ambedue facenti parte dello stesso ceppo di famiglia da cui discendo. Questa notizia mi ha disteso e mi ha dato anche più fiducia per impegnarmi al meglio con la fotografia digitale, anche se mi manca la struttura tradizionale della fotografia che ritengo sempre una base importante.

D. La Femme. Potresti sostenere che questa serie di immagini è quella che più si avvicina al tuo modo di studiare, comprendere, osservare l´erotismo? Ti chiedo, La femme alla fine sei tu?
R. Ho sentito molto questo lavoro fotografico. Un percorso che ho realizzato grazie ad una mia modella di colore.

 
       
 
 

 
 
 
 

 Solo contrastato all'estremo, o alleggerendolo con dei grigi, o forzandolo nei neri, un lavoro studiato sia durante la realizzazione fotografica sul torrente, sia in camera chiara rispettando le regole della fotografia tradizionale, a parte qualche immagine dove sono intervenuta con il software per legare alcuni passaggi. Lo sento completo nel percorso della donna, e quindi come mio percorso di vita, la timidezza della fanciulla che prende coscienza del suo corpo, la giovane donna forte e piena di energia e poi la donna che si offre per procreare, e poi questo corpo che si fa morbido, caldo, riflessivo, fino a fondersi e tornare terra. L'acqua come elemento di vita, la roccia come elemento di forza interiore della donna. Forse questo è il lavoro che più mi completa nella essenza di donna.

D. I tuoi attuali programmi?
R. Ora come ora ho alcune tele 50x70 in vendita ad incarico della Galleria Alba di Ferrara, con una partenza di 1.500 euro! Non ho la più pallida idea se si venderanno, ma trovo il tutto molto divertente.

D. Vuoi aggiungere alcune tue osservazioni?
R. Aggiungo solo che questa è la mia "prima intervista" e ti ringrazio. Roxx.

 
 
 
 

 

PER SAPERNE DI PIU'

 
 

www.rossanacagnolati.it
www.guzzardi.it/arte/cagnolatimuseo.html
www.monsieurphoto.free/index.php?menu=2&Id=636

  
Rossana Cagnolati Le forme fluttuanti