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Cammino in equilibrio sopra un fascio di luce, il vento mi
gela le mani e la gola, e calpesto le ombre sotto i
lampioni.
La più scura ha un volto che somiglia a mio padre, è dura
in rilievo non riesco a schiacciarla, rimane incollata
sotto le suole, nel cuore e nel sesso di bimba normale,
che schiere di maschi nel corso degli anni, non hanno
saputo nemmeno scalfire.
L’ombra s’insinua scontornata mi cerca, mi bacia e mi
prende come se non ci fosse del male, mentre mia madre
dorme sicura, perché il proprio uomo lo ritrovi domani,
accanto al risveglio all’alba nel letto. |
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