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FOTO RACCONTO

Un nome, un nome soltanto

di Adamo Bencivenga

 

Foto di Zbyszek Filipiak

 

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Cammino in equilibrio sopra un fascio di luce, il vento mi gela le mani e la gola, e calpesto le ombre sotto i lampioni.

La più scura ha un volto che somiglia a mio padre, è dura in rilievo non riesco a schiacciarla, rimane incollata sotto le suole, nel cuore e nel sesso di bimba normale, che schiere di maschi nel corso degli anni, non hanno saputo nemmeno scalfire.

L’ombra s’insinua scontornata mi cerca, mi bacia e mi prende come se non ci fosse del male, mentre mia madre dorme sicura, perché il proprio uomo lo ritrovi domani, accanto al risveglio all’alba nel letto.

 
 
 
 

 

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