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Cammino precaria sopra questo filo di luna, e vomito versi
di canzoni sentite, qui e lą nelle bettole a forma di
cuore, tra detriti di fango che sporca i miei tacchi, tra i
fari che schiarano il mio vestito pił buono.
Un
nome, solo un nome soltanto!
Che
nutra le gambe il seno le labbra, e mi dia la forza qui
alle due di mattina, tra lodore di legno e di gomma che
brucia, che sale pił in fretta della nebbia e del fumo, di
trenta sigarette dentro i polmoni.
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