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Cammino in equilibrio sopra un filo di sputo, lungo la
notte che m’avvolge di pena, e mi copre di coltre e
premurosa nasconde, questa specie di donna che mi somiglia
gemella, ed affoga le notti tra sogni e cartoni, e pensa
ad un nome da dare al suo amore, che informe s’aggira
senza nessuna sostanza. Un nome, un nome soltanto!
Che
schiarisca la notte di luce e speranza, che provi a
colmare questo vuoto che sento, che nessun uomo di carne
ha mai riempito davvero.
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