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Ma
sai che non sarà come credi, che ti lascerai trasportare in un locale del
centro, come nei tanti discorsi che non servono a niente, che il fine è tra
le tue gambe che accavalli leggera, perché altrimenti non riesci a capire,
per chissà quale ragione lui parla e t’ascolta, ti guarda negli occhi e
cerca di non far trasparire, l’unico istinto che vi ha fatto incontrare.
Sarà
luce e sarà buio, momenti dove ripeti che non
fai nulla di male, ed altri dove speri convinta, che questa serata non abbia
un’altra fine, oltre al gelato alla frutta che state gustando. Ma lui si
lascerà prendere commosso, mentre ti chiedi quanto
sia vero, mentre ti chiede cortese il disagio, di un anno di pene accanto a
un malato.
Ma
durerà solo il tempo previsto, che tu ti convinca che è una persona
sensibile, perché un momento dopo ti troverai sorpresa, ad annusare
il vapore delle sue parole più dense, che hanno cambiato l’odore e la forma,
e sono leggere frivole e vane.
Lo bacerai più volte
sul collo e la bocca, giurando che per questa sera basta ed avanza, che non
si andrà più oltre perché tu hai deciso, proprio nell’instante che la sua
mano improvvisa, spartisce i tuoi seni e sceglie da esperto, quello più
docile per cercarti la voglia.
Ti desti e ti fingi di nuovo sorpresa, ma ormai non
t’illudi e non cerchi pretesti, quando più scomoda affondi vestita, sul suo
divano marrone in sala da pranzo, lui ti preme senza barriere, dove per mesi
hai accolto solo assorbenti, solo ragioni e mutande di lutto, ma stasera
quel nero ha un tono diverso. |