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E lui che mi guarda e m’accarezza leggero, e
sbircia il mio seno finalmente capace, d’amoreggiare
con gli occhi che paiono lame, che
penetrano dentro i miei petali schiusi, come rosa d’inverno al primo raggio
di sole.
Ed io ci credo e lascio che
il tempo, non abbia le ore per chiedere quanto,
può durare una notte prima che l’alba,
rischiari un uomo dentro questa vetrata, rischiari una donna che è bella
davvero, e fanno l’amore
eccome lo fanno, senza che i corpi si rendano conto, d’essere solo strumenti
d’un sogno che cuce e rammenda due anime in cerca. |

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