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Come da istruzioni
spalanco gli occhi, un fascio di luce mi illumina da lontano. Devo
pensare a me, chi sono e cosa sto facendo. Devo fare la faccia di vedova
irreprensibile che ha pagato il nano, il cinese e il tedesco e come da
istruzioni volevo solo un pretesto che giustificasse il mio desiderio. E
la scusa è questa corda che mi tiene ferma e non mi fa fuggire: signora
violentata di notte, la strada buia, le macchine rade e il lampione
spento. Tra me e me devo pensare: “Domani denuncio il nano, il cinese e
il tedesco, la polizia mi crederà! Non potrà fare a meno di arrestarli.”
Il tedesco alla mia
sinistra indossa un impermeabile bianco, come da istruzioni mi strizza
un seno portandolo con forza nella bocca del nano, l’altro, il cinese,
deve essere piuttosto anziano e come da istruzioni mi tiene ferma e mi
solleva la gonna preparandomi per il nano.
Come da istruzioni
il nano abbassa lo sguardo sulle mie gambe, le accarezza lentamente.
Cerco di eccitarlo, voglio fare in fretta. Ma lui indugia, tira su la
calza come per allentare l'elastico del reggicalze, avverto la
sensazione del cuoio freddo sotto i suoi polpastrelli, sento un brivido
di piacere, mentre un soffuso calore si espande… due, quattro, sei occhi
fissi su di me,… due, quattro, sei mani che m’accarezzano
contemporaneamente. Quelle del cinese risalgono lungo le cosce fino ad
incontrare la mia pelle. E’ calda, bollente! Socchiudo gli occhi,
totalmente persa e presa da me stessa, dal mio piacere.
“Qualcuno dovrà
essere fiero di me!” Penso. Poi le labbra si fanno avanti, mi baciano,
la lingua del nano mi inumidisce il collo e l’orecchio. Con un gesto
meccanico ricomincia daccapo e traccia una scia di saliva sul mio seno.
Le mani del cinese proseguono verso l’alto cercando il punto più caldo
del mio corpo.
Come da istruzioni
il tedesco è un bellissimo uomo, i suoi occhi celesti mi scrutano,
sembra accarezzarmi con il gomito, trasgredendo gli ordini. Il cuore mi
batte. Impazzisco. Come da istruzioni mi alzo la gonna oltre qualsiasi
finzione di donna violentata, poi vado oltre, il reggicalze rosso di
cuoio e le quattro stringhe sono bene in vista. Illuminata da quell’unico
fascio di luce invito il nano dentro di me. E’ all’altezza giusta! La
sua passione non incontra ostacoli, lo sprono a spingersi oltre.
Come da istruzioni
lo invito a sfogarsi, lo bacio, gli grido parole d’amore, mai nessuno,
gli dico, era riuscito a spogliarmi di qualsiasi pudore rimanendo così
vestita. Lo vedo ora è soddisfatto di me.
Sono totalmente
immersa nell’oblio, gli ordino di farsi da parte e concedere al bel
tedesco che mi tiene ferma le stesse sensazioni. Tutti e tre mi guardano
increduli, questo non era da programma, e mentre il nano si fa di lato
togliendo lo sgabello si accendono i fari accecanti…
Una voce stridula
nel buio mi violenta davvero: “Mirandaaaaa, cazzo, quello cor tedesco
era n’antro firme!!! Porca troia, tocca rincomincià tutto daccapo!!
Forza regà se gira, e fa pure freddo!”

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