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Come se fossero di una
bambola antica, le
muovevo orgogliosa per essere certa, d’essere unica
originale e superba , con un’arma in più rispetto alle
altre.
Me ne regalavo tante, ma tante davvero, perché mi piaceva
veder lo stupore, di chi accarezzandomi sotto la gonna,
risaliva la mano leggera
e impaziente, fino a quando la calza diventava più scura,
poi bordo velato
come se iniziasse la notte, e la pelle più chiara
spalancasse alla luce, quel mistero svelato di malizia e
di vizio.
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