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Dentro il buio di uno specchio
ostenti il tuo seno, per gioco e per mestiere come
quella volta per amore, in una stanza a Barcellona, le
ramblas, El Cortes Ingles, il tuo cappello
bianco latte, i tacchi troppo alti, la tua fretta di tornare, il
mio dolore al ginocchio. Già è patetico ricordare.
Ti rivesti e
già sei pronta, due minuti per risalire. Il palco che ti aspetta.
Bussano e ti chiamano…
Due minuti per un bacio sfiorato per via del trucco, due minuti
non servirebbero nemmeno per
morire, per dirti che il tuo cane ha avuto un altro attacco, che
Clara aspetta un bimbo, che sarai presto zia.
Ti confondi
a fosche tinte come un cielo che ripiove, cerco di aggrapparmi sui
fili della rete, mi s'intrecciano le voci è difficile capire, come
se non fosse amore, ma ancora qualcos’altro. |