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Sospesa rimango a
pensare nel sogno, che solo l’istinto mi possa
bastare, a dissetarmi alla foce dei tuoi occhi che
fissi, sfasciano garze di pudore ancestrale.
Sospesa rimango e
ti faccio bisogno, mentre distante ti sento l’odore,
come un gallo che urla scalpita e raspa, e si sazia di
penne e si sazia di piume, mentre guarda la coda che
bianca disformo, perché davvero ci credo di essere
bella, finché distante t’invoglio e rimani a
guardarmi.
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