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Il Pennsylvania Hotel è dall’altra parte
della strada, proprio davanti al distributore di benzina. Le tendine verdi
del balconcino di legno al primo piano sono abbassate.
- Johnny sei sempre un gran bel pezzo di uomo. Mi hai smontata, cazzo! -
- Grazie, un complimento da te vale cento di altre… -
- Non sto scherzando, oggi tra l’altro eri davvero in forma. -
- Stamattina ho saltato una corsa. Daisy ha le sue cose. E a pranzo non
sono tornato a casa. -
Rosye si sta truccando in piedi allo specchio, Johnny è disteso sul
letto che fuma.
- Sai Johnny, per come ti conosco, non credevo che ti fermassi davanti a
queste inezie. -
- No, ma oggi sapevo di incontrarti. Ieri, pensa, ho caricato tre
macchine. -
- Carino da parte tua che mi pensi quando hai le tasche gonfie.-
- Lo sai che sei sempre la mia preferita! -
- Eh, chissà quante ne fai montare sopra il tuo camion! Magari di quelle
che non pretendono un albergo…-
- Beh, lo sai, ogni tanto qualcuna mi tira…. Ma sono troppo inesperte! -
- Mica si può avere sempre tutto, no?. Belle, giovani, con le tette grosse
ed esperte…. -
- Rosye, te lo ripeto, tra tutte le puttane della Pennsylvania sei sempre
la migliore. -
- Grazie Johnny. -
Rosye s’avvicina alla finestra
- Oh guarda chi si vede! Daisy sta uscendo… Dove sta andando a quest’ora
Johnny? -
- Avrà finito le sigarette. -
- Dai Rosye torna a truccarti, spalmati il rossetto sulle labbra. -
- Se tu fossi l’ultimo della giornata ne farei volentieri a meno. Non ti
farei aspettare tutto questo tempo, stanne certo! -
- Non so come dire…. Ma quando ti dai di rossetto, è come se mi invitassi
di nuovo… -
Rosye torna davanti allo specchio.
- Comunque grazie Johnny, sei un uomo davvero galante. Invidio Daisy. -
- Dico davvero, mi fa impazzire una donna che si trucca. E tu poi ci metti
una cura così particolare… -
- Daisy non si trucca mai? -
Johnny non risponde. Rosye si gira vero di lui
- Johnny non mi dire che hai ancora voglia! -
- Devo rispondere? -
- Per me non c’è problema, e per le tue tasche? -
Johhny mette una mano dentro i blue jeans
- Questi erano per Daisy, non so se bastano…-
- Per tre dollari puoi a malapena sbafarmi il rossetto. Vuoi? -
- Dipende con cosa te lo fai sbafare… -
- Con la parte di te dove sta il tuo cervello. -
Rosye ride.
- Vieni qui fai in fretta cazzo, Daisy mi starà aspettando. -
- Ma se è uscita… -
- Ti ho detto che sarà andata a comprare le sigarette. -
- Ehi non t’arrabbiare. -
- Non mi sto arrabbiando! -
- Sei geloso Johnny? -
Johnny l’afferra e la tira a sé sul letto.
- Ehi calma! Cosa credi che a noi puttane basta solo aprire la bocca? C’è
tecnica e dedizione. -
- Scusa Rosye non intendevo questo. Questo cazzo di sole stasera non vuole
tramontare. Ma è tardi. -
- Saranno le dieci passate, se vuoi rimandiamo. -
- No no dai, scusa per prima. Ma vieni, spicciati. -
- Stai calmo so io quello che devo fare. -
- Ti dispiace se mi metto seduto sul letto? -
Rosye si inginocchia.
- Fai pure. Come vedi per me è più semplice. -
- Cazzo Rosye, quanto sei brava. Tu un giorno o l’altro mi farai prendere
un infarto! -
Rosye ride.
- Ma se ancora non ho aperto la bocca! -
- Ti vorrei sentire la mattina appena mi sveglio. -
- Non distrarti ora, ricordati che sono solo tre dollari. -
- Ma è vero! La mattina lo adoro. Senza sigaretta, senza caffè, senza
birra…. La donna mi piace prenderla a secco. Mi piace entrare quando senti
la carne che fa resistenza. -
Rosye non può parlare. Lui le prende la testa.
- Cazzo sei favolosa. Dai dai vai più giù. Solo un centimetro di più ed
esplodo. Umh dai dai… Che bocca Rosye! Sei sempre la migliore troia della
zona… -
- Umhhh… -
- Eccomi, sììììììì
Rosye si alza, va in bagno di corsa e sputa. Poi torna e si riguarda
allo specchio. Johnny si abbottona i pantaloni.
- Cazzo guarda come mi hai conciata. Per soli tre dollari…. Si vede che ti
voglio bene, Johnny, non lo farei per nessuno! -
- Non sono tre dollari. Sono tredici, ricordi? -
- Allora diciamo che se fossi stato un altro cliente, diverso da quello di
prima, ne avrei persi sette in una volta sola. -
- Dai Rosye, ti ho sempre pagata in contanti. E non mi hai mai dovuto far
credito. -
Rosye si avvicina e lo bacia
- Dai scherzavo… Sono felice sai quando ti vedo che carichi una macchina
col tuo camion. Tanto so che poi rifai il giro. Ti guardi intorno per
vedere dov’è Daisy e ti fermi da me! -
- Un giorno o l’altro mi becca! –
- Mica puoi sempre dire che ci con me ci fumi solo una sigaretta… -
- Già non ti può vedere. Dice che sei troppo tinta. -
- Invece io sono curiosa di conoscerla. Un giorno o l’altro con una scusa
vado a trovarla. -
- Rosye non lo fare! Magari da vicino rimani delusa. Mica è bella come te.
-
- Cosa c’entra questo! Io sono una puttana. Sono bella per mestiere! -
Lui le tira fuori una tetta e la bacia avidamente.
- Magari avesse queste tette! -
- Ed io cosa ci sto a fare qui? Pensa se tutti gli uomini avessero mogli
belle… farei la fame! -
- Ed invece la fame la faccio io… ora sono senza un dollaro…-
- Scommetto che anche oggi ti scusi dicendo che non hai caricato nemmeno
una macchina? -
- Io non devo scusarmi, e poi qualcuno potrebbe affermare il contrario? -
- Io ad esempio. -
- E no Rosye tu sei una puttana. Chi vuoi che creda ad una puttana? -
Rosy ride. Johnny continua a baciare la tetta.
- E tu puzzi di birra e di troia. -
- Perché esistono odori più belli? -
- Mi sa che Daisy non è d’accordo con te, in fatto di profumi! -
- Eh sì abbiamo davvero gusti diversi. -
- Dammi retta, fatti un giro prima di tornare a casa. Mica voglio essere
una sfascia famiglie io! -
- Noi non siamo una famiglia. Stiamo solo insieme. -
- Un giorno mi spiegherai questo concetto che non ho afferrato molto bene.
-
- Con te preferisco fare altro. -
- Dammi retta Johnny, non andare subito da lei ora. -
- Non vado a casa ora. Devo raccogliere almeno una carcassa di cane. –
Rosye ride e si divincola dalla stretta di lui.
- Dai non scherzare. -
- No, non scherzo, ma ora è tardi. Ti racconterò un’altra volta. -
Continua
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