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Daisy è di nuovo distesa sul letto.
“Johnny sto male. Porca troia! Ora s’è fatto
proprio tardi. Comincio a pensare che questo cazzo di sole vuole solo
prolungare l’attesa. Ti prego torna. Mi sento fragile. Torna cazzo
altrimenti non risponderò più di me stessa.
Abbi pietà di me! Ma non eri tu che mi ripetevi che senza il mio culo non
potevi passare la notte? E’ l’unica cosa che mi è rimasta di bello!
Daisy si alza e si guarda nel minuscolo specchio vicino al lavandino.
“Sono sicura che con questi pantaloncini
bianchi farebbe voglia a chiunque!
Lo so che non è quello di un’attrice, ma non posso lamentarmi! Avessi
almeno un paio di mutande di seta! Magari nere con qualche fiocchetto.
Invece solo bianche, sempre bianche e di cotone! Vabbè ma tanto te non ci
faresti caso…
Sono o non sono una femmina? Alle volte davvero mi sembra di essere uguale
a te. Mi sento rozza! Sai da quanto tempo Johnny non porto una gonna?
Eppure ho belle gambe! Forse troppo magre, ma mi ci vorrebbe qualcuno che
mi ripetesse ogni giorno che sono belle, cavolo!
Già ti sento che ridi. Che mi dici che sono una ragazzina non cresciuta.
Che è stata strappata troppo presto dal ventre materno.
Johnny io me ne accorgo sai. Alle volte provo vergogna a sentirmi femmina.
Addirittura a piangere! Giorno dopo giorno mi sto indurendo sai. I modi,
il cuore, quello che dico. Ti sto assomigliando sempre di più. Johnny lo
capisci o no che sono una donna?”
Daisy prende il pacchetto di sigarette in fondo al cassetto. E’ vuoto,
lo appallottola e lo getta a terra.
“Merda, è vuoto! In casa non c’è neanche
un mozzicone! Cazzo Johnny, perché mi fumi sempre quello di riserva? Sai
che non posso stare senza…”
Mi pare di sentirti.
- Piccola devi smettere, sei una drogata del cazzo! -
- Tu pensa per te!
- Io non arrivo a dieci al giorno.
- Anche le troie fanno male! Peggio delle sigarette!
Oddio come vorrei ora sentire la sua voce…”
Daisy si aggiusta i capelli con le mani. Prende il mozzicone di
rossetto e lo passa sulle labbra.
“Devo uscire, andare al bar. Ma non ho
nemmeno un centesimo! Chissà se quello stronzo di Steve mi fa ancora
credito? Vabbè gli faccio due moine e gli chiederò di regalarmene una!
Tanto mi basta, perché tra poco vieni, vero Johnny?
Mi pare di sentire già la puzza del tuo camion. Speriamo che ti sei
ricordato delle carcasse dei cani. Almeno una Johnny, dai così faccio
felice mio fratello! Ma se non vieni ho paura che farò felice Steve… A
quest’ora è solo. Sono le dieci passate, la cassiera sarà andata via.
Johnny vieni ti prego, altrimenti davvero non rispondo più di me stessa.
Sono nervosa, ho bisogno di fumare, cazzo!
Esco.”
Quinto capitolo
Copertina
pubblicazione Agosto 2007
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