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I camion sfrecciano
sulla Pennsylvania. Daisy è alla finestra.
Denny bussa alla porta.
- Daisy ci sei? -
- Oh fratellone che piacere vederti. Entra dai. -
- Ma hai visto che palla di fuoco all’orizzonte? E’ incredibile! -
- Ah già questo sole stasera non vuole tramontare! -
Denny si siede
- Che hai fatto Daisy? Ti vedo strana... -
- Niente, ero distesa sul letto. Mi stavo appisolando. Scusa devo avere la
faccia sconvolta. -
- Ho sete, hai una birra? -
- Denny non ho nulla e neanche un dollaro. Quelle cazzo di macchine non si
rompono più. -
- Johnny dov’è? Gli hai parlato del mio progetto? -
- Sì Denny ha detto che è felice di aiutarti. -
- Il mio impresario dice che è un’idea stupenda. Vuole allestire una
mostra prima possibile. -
- E’ fantastico Denny! -
- Ci vuole solo un po’ di fantasia. Scarnifico le carcasse, pulisco lo
scheletro e poi lo metto ad asciugare. Quando è bello secco e la tinta
attacca, inizio a colorare osso per osso. -
Denny tira fuori dalla tasca una fotografia.
- Ecco il primo esemplare, ti piace? -
- Denny io non ci capisco nulla. E’ buffo però. -
- Il mio impresario dice che così rendo la morte più bella. Ci vede
ottimismo. Ma sai anche io non ci capisco nulla. -
- Ha ragione però, io quando immagino la morte la vedo nera e non riesco a
vederla colorata. -
- Ecco appunto. -
- Hai una sigaretta Denny? -
- Ho smesso da un mese, mi dispiace. -
- Hai sentito nostra madre? -
- No Daisy. Ormai sarà più di un anno che non la sento. -
- Ma secondo te dove è finita? Io l’ultima volta che l’ho sentita era a
Las Vegas. -
- Daisy lo sai, siamo gli unici due figli e come tali siamo stati sempre
un peso per lei. Io ho avuto la fortuna di avere almeno un padre che mi ha
accolto con lui. -
- Eh già, invece io dall’età di quattordici anni vivo senza fili dovendo
soprattutto badare a me stessa. Mi sono stufata Denny! -
- Non stai bene, vero? -
- Guardati intorno, vedi in che topaia vivo… Una sola stanza dove mangio,
dormo, vado in bagno e scopo. Tutti qui, tutti i santi giorni. -
- Come va ora con Johnny? -
- Sempre lo stesso. Non è cambiato nulla. -
- Ti picchia? -
- No, no questo no. E’ successo solo quella volta quando ti ho chiesto
aiuto. -
- L’avevi tradito, vero Daisy? -
- No, ma nella sua mente era come se l’avessi fatto! -
- Ti dispiace di non averlo fatto? -
- Sì. -
I due rimangono muti. Poi Denny si alza.
- Daisy mi dispiace, ma non ho dollari da prestarti. Sai il vecchio mi
tiene a stecca e sua moglie si incazza se mi finanzia. Lei dice che è
giunto il momento che alzo le chiappe e mi mantengo da solo. -
- Denny non importa. Lascia perdere. Grazie per il pensiero.
- Ora devo andare. Quando pensi che Johnny raccoglierà la prima carcassa?
-
- Beh, non dipende da lui. -
- Vabbè io mi faccio un giro sulla Pennsylvania, non si sa mai, potrei
essere fortunato. -
- Te lo auguro Denny. -
- Comunque ripasso tra due giorni. -
- Ok. -
- Ti ci ritrovo? –
- Non lo so -
- Dai sorellina non fare cazzate. Qui almeno hai un tetto. -
- Non lo so davvero, Denny. Mi sembra di aver toccato il fondo e in
qualsiasi altra parte non potrà sicuramente andare peggio. -
- Pensaci bene a quello che fai. -
- Più ci penso e più vorrei essere altrove. -
- Se vai via fammi sapere. -
- Denny dai scherzo! Ma secondo te dove posso andare? -
- Mi avevi messo paura! Allora torno tra due giorni per le carcasse? -
- Tranquillo, certo ti aspetto. -
Quarto Capitolo
Copertina
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