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Adamo Bencivenga

 
 

Mi chiedo se questa crema sarebbe la stessa, se questo smalto riflettesse alla luce, perché ogni cosa mi fa sentire importante, mi fa sentire che poi non manca poi tanto, che è solo un incubo e lui sta arrivando, che lui è già qui a soli due passi, e si fa aspettare perché più s’allunga l’attesa, più mi convinco davvero d’amarlo, ed appena lo vedo gli salterò addosso, aperta ai suoi baci che già sento bollenti.

In questi momenti non riesco a pensare, che sono sposata e madre di figli, ed ogni mattina saluto la suora, e chiedo apprensiva come vanno i miei bimbi. Non riesco a pensarmi quando in ciabatte, sparecchio la tavola e li metto a dormire, che sono sorella, figlia e nuora e mi sono persa una sera lontana, scandendo i miei passi sul selciato dell’Appia.

Ora mi domando per quale ragione, ho accettato l’invito ed è scattata la molla, che se davvero la cercassi convinta, sarebbe più logico trovarla altrove, sicuramente lontano da questo piazzale, dentro la sua macchina che tra poco rivedo, dove mai e poi mai avrei voluto montare, ed ora invece è tutto quello che voglio, il posto più comodo dove mai sono stata, dove mai davvero ho fatto l’amore.

 

Pensandoci mi si offusca al confronto, una villa sul lago con una finestra di fronte, spalancata ai riflessi di un’acqua di notte, oppure una cena in una suite di Roma, davanti ad uomo di classe e cultura, che voleva sposarmi e me l’ha chiesto più volte, e per nessuna ragione m’avrebbe toccata, ma io tremante lo scongiuravo d’andare, e per anni e anni ne ho subito il rimpianto.

Come una sfrattata aspetto la sua auto, che svolta veloce e poi frena a secco, su questo piazzale pieno di gente, che fa spese ed ignora quanto amore si prova. Cosa c’entrava lui nella mia vita? Che ci fa ora dentro il mio cuore, che sgonfia e rigonfia, che buca e rattoppa. Che ci fa dentro queste mani che sudano, e si stringono a pugni e colpiscono aria, al solo pensare che una semplice donna, potrebbe di colpo portarmelo via, una squallida gonna lasciarmi in attesa, per ora o per sempre tanto non cambia.

Mi fa impazzire l’idea di essere nulla, se per caso incontrasse una donna più bella, e quanto tutto sia lasciato alla sorte, alla fragile idea che lui debba venire, perché ho belle gambe e faccio bene l’amore, perché l'ho seguito in un autogrill di notte, o magari perché m’ha giurato bugiardo, che nessun altro rossetto l'ha mai fatto godere.

 
 
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