| |
Mi chiedo se
questa crema sarebbe la stessa, se questo smalto riflettesse
alla luce, perché ogni cosa mi fa sentire importante, mi fa
sentire che poi non manca poi tanto, che è solo un incubo e
lui sta arrivando, che lui è già qui a soli due passi, e si
fa aspettare perché più s’allunga l’attesa, più mi convinco
davvero d’amarlo, ed appena lo vedo gli salterò addosso,
aperta ai suoi baci che già sento bollenti.
In questi
momenti non riesco a pensare, che sono sposata e madre di
figli, ed ogni mattina saluto la suora, e chiedo apprensiva
come vanno i miei bimbi. Non riesco a pensarmi quando in
ciabatte, sparecchio la tavola e li metto a dormire, che sono
sorella, figlia e nuora e mi sono persa una sera
lontana, scandendo i miei passi sul selciato dell’Appia.
Ora mi domando
per quale ragione, ho accettato l’invito ed è scattata la
molla, che se davvero la cercassi convinta, sarebbe più
logico trovarla altrove, sicuramente lontano da questo
piazzale, dentro la sua macchina che tra poco rivedo, dove
mai e poi mai avrei voluto montare, ed ora invece è tutto
quello che voglio, il posto più comodo dove mai sono stata,
dove mai davvero ho fatto l’amore. |
|
Pensandoci mi si
offusca al confronto, una villa sul lago con una finestra di
fronte, spalancata ai riflessi di un’acqua di notte, oppure
una cena in una suite di Roma, davanti ad uomo di classe e
cultura, che voleva sposarmi e me l’ha chiesto più volte, e
per nessuna ragione m’avrebbe toccata, ma io tremante lo
scongiuravo d’andare, e per anni e anni ne ho subito il
rimpianto.
Come una
sfrattata aspetto la sua auto, che svolta veloce e poi frena
a secco, su questo piazzale pieno di gente, che fa spese ed
ignora quanto amore si prova. Cosa c’entrava lui nella mia
vita? Che ci fa ora dentro il mio cuore, che sgonfia e
rigonfia, che buca e rattoppa. Che ci fa dentro queste mani
che sudano, e si stringono a pugni e colpiscono aria, al
solo pensare che una semplice donna, potrebbe di colpo
portarmelo via, una squallida gonna lasciarmi in attesa, per
ora o per sempre tanto non cambia.
Mi fa impazzire
l’idea di essere nulla, se per caso incontrasse una donna
più bella, e quanto tutto sia lasciato alla sorte, alla
fragile idea che lui debba venire, perché ho belle gambe e
faccio bene l’amore, perché l'ho seguito in un autogrill di
notte, o magari perché m’ha giurato bugiardo,
che nessun altro rossetto l'ha mai fatto godere.
|
|