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Adamo Bencivenga

 
 

Poi tutto ad un tratto s’arresta. Oddio Avrà sentito i miei pensieri? Risale e mi bacia come per ringraziarmi di avergli fatto sentire il sapore di una donna infedele. Mi guarda e con un sospiro di voce mi dice che gli sono mancata, che sono più lunghe di ore, le ore, quando sono distante, che sono più vuote come se esistesse un vuoto meno pieno di un altro!

Ancora mi bacia e lo sento che è amore, mi chiama per nome come se mi volesse strappare da qualche sogno che teme e riportare nel punto preciso dove desideravo di stare, quando alzavo la gonna e mostravo le gambe, quando al ritorno gli abbassavo la lampo. Gli dico che è tardi e lui remissivo ritrae la mano.

Non credo che abbia intuito qualcosa, ma mi vuole vicino come se questa serata fosse una minaccia alle sue notti di quiete, ai suoi giorni che passano senza un impulso. Domani sarà un giorno diverso come il mondo che fuori mi aspetta vedrà una donna che ha scoperto le gambe, ma non saranno le stesse. Di niente mi sentirò sicura, perché tutto stanotte ha il sapore di sbaglio, perché tutt’altro mi sento che donna appagata. Che stupida a credere che sarebbe bastato un sesso e poi altro per prendermi rivincite e lenire i miei sogni.

 

 A quest’ora di notte posso esserne certa che il vuoto che sento non è un vuoto di cazzo! Anche se quello mi manca, anche se quello l’ho preso.

Molte volte mi sono chiesta cosa c’è in fondo ad un tradimento, altri uomini erano arrivati alla soglia di un bacio di fretta, un collega e un allievo, un francese dentro uno scompartimento di treno. Come tutti i ricordi che non hanno una fine m’hanno lasciato il piacere di continuarli da sola, inseguendo il peccato che ti provoca orgasmi, illudendomi che l’oltre sarebbe stato bello ugualmente; tale e quale ai pensieri dove vado di notte mentre accanto mi dorme quest’uomo che russa, che bussa alla porta e rimane alla soglia, come ha fatto stanotte, come farà altre volte quando non cerca una fica, ma un ventre capiente che sappia di madre.

Lo guardo, è davvero un bambino. Mi viene il rimorso di non averlo accettato, in fin dei conti questa fica che succhia e che brama è più sua di chiunque altro. Se dovesse avere un padrone non ci sarebbero dubbi. Scendo con la bocca e lo sveglio, ora davvero non capisce più niente. Gliela offro così come viene, immediatamente risponde. E’ freddo, ma si lascia inumidire. Chissà perché lo sto facendo?

 
 
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