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Buongiorno Luisa.
Da queste poche
righe mi par di vedere una donna sublime, sicura che la propria
spiritualità debba essere vissuta e provata oltre ogni limite che la
morale ci impone. Anzi è proprio questo scavalcare e tornare indietro che
le dà l’estrema certezza di essere unica. Vorrei davvero sapere come si
compone il suo corpo, di quale carne sia fatta! Mi ha incuriosito la sua
voglia d’essere nuda nell’anima attraverso il corpo. Si sente non capita?
Come se la sua anima errasse tra gente che parla una lingua straniera.
Uomini, donne nessuno di queste specie potrà mai sintonizzarsi sulle tue
gambe snelle, sui tuoi occhi castani, sul tuo seno abbondante? Se ne va
fiera ne parli. Ed a me ne fa voglia, come per tutte le cose che non
conosco, che danno mistero.
A passi felpati
cercherò d’entrare nel suo mondo, sempre che lei voglia lasciare la porta
aperta o meglio un piccolo spiraglio dove posso spiarla quando non crede
d’essere vista, o quando vorrebbe che qualcuno la spii mentre indossa una
paio di calze.
Sarò il suo angelo
nero, lei sarà la mia anima rossa, il desiderio nascosto di essere se
stessi almeno nel segreto della propria identità.
Spero che non le dispiaccia se oggi l'ho pensata ogni istante. Sa,.. ho
tutti i suoi gesti davanti agli occhi e non perdo una virgola di ogni cosa
che fa. La sto pensando mentre si veste per uscire.. ..mentre sfila gli
slip pregni dell'odore di quel sesso con cui sono stati a contatto tutta
la notte.. ..e ne indossa degli altri o magari ammicca ad un perizoma. La
immagino mentre piega e poi distende le sue gambe per farle scivolare
nelle calze, mentre quella riga nera si adatta piano piano ai suoi
polpacci, alle sue cosce..
Poi si alza, infila una gonna e mano a mano che la indossa e scivola sulle
sue cosce, si rende conto di quanto sia corta in realtà.. troppo corta.. ..ma
in fondo le piace che sia cosi, non é vero?
Seguo la linea delle sue gambe mentre infila dolcemente il suo piede in
quella scarpa dal tacco cosi alto.. e la esorto a continuare a terminare
la tua opera. La vedo che infila i guanti.. So cosa vede tra le sue mani
mentre li indossa.. La osservo lungo un viale che cammina orgogliosa, ma
so cosa sta pensando… a quel vicolo senza uscita dove la porto ogni sera.
Imbarazzata perché costretta in ginocchio "Si alzi Luisa.. la riporto tra
la frenesia di quella strada.." Voglio che tutti la osservino. Ma non si
preoccupi.. Se il suo sguardo si abbasserà per l'imbarazzo, ci penserò poi
io a sussurrarle all'orecchio che solo le signore di classe possono
sentirsi puttane. "Ah..dimenticavo.. Prima di andare.. ..si sfili quel
perizoma." Buongiorno Luisa..
Luca
Ps. se ha voglia di chiamarmi questo è il mio numero ………….
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Mio caro,
quel numero l'ho
cancellato senza memorizzarlo, mi sento offesa dal suo ardire. La sua
sensualità è una fragranza che m' inebria a piccole dosi. Mi spaventa
pensare che lei possa avere una voce, ora, non ho bisogno di questo.
Desidero che lei mi riempia di parole, d'illusione in modo che sia io a
chiederle un recapito, un appuntamento, un luogo, una voce.
Lei conosce i miei
dubbi, le mie remore che si fanno marito, casa, famiglia.
Mio caro, è la
seconda volta che il suo comportamento m'irrigidisce! Ieri sera con quel
tu improvviso e maldestro, oggi con questa insolenza di mettermi in
condizione di rifiutare.
Oggi non mi vestirò
per lei, non indosserò quello che ora stride sul mio letto. Avevo
preparato un corpetto bianco guarnito di lacci e fiocchetti, un paio di
guanti a rete e quel cappello che m'ingrossa le labbra e m'arrotonda il
viso.
La prego non sia più
insolente, permetta che il mio desiderio cresca indipendente, che tra le
mie labbra s'inumidisca la voglia d'essere riempite, adatte e perfette
alla forma del suo desiderio.
Ps. anche a me è
dispiaciuto per ieri, anch'io non sono riuscita a rientrare in chat.
Sono rimasta come mi
ha vista per lungo tempo, maledicendo l'imprevisto, imprecando sul mondo.
I miei laccetti fibrillavano, il mio nylon nero bramava, le mie gambe
strette accavallate nel desiderio represso.
Stamane non mi ha
ancora scritto. Se lo facesse potrei ancora cambiare idea e dare carne e
vita a quel corpetto che inerte reclama d'essere femmina.
La bacio
Sua........
*****
Mi perdoni Luisa, ma
credo abbia frainteso i miei gesti. Non volevo di certo che quel numero
fosse legato alla mia voce e non mi permetterei mai di offenderla in
maniera cosi spudorata! Ha fatto comunque bene a cancellarlo. Le porgo
ancora le mie scuse Luisa, precisando però che davvero non era mia
intenzione risultare inopportuno.
Mi creda che se
veramente fosse stata mia intenzione, l'avrei fatto in modo diverso. Spero
ancora che il suo corpo si vesti della sua femminilità Luisa e del suo
essere P.....A.
Le mando un bacio.
Luca
*****
Mio caro,
mi perdoni se torno
sull'argomento, ma la mia richiesta ossessiva di sera d'essere chiamata
come lei mi chiama non le dà alcun diritto di prendersi licenze che sanno
di pappagallismo. Come avrebbe potuto sperare che io potessi usare quel
numero, magari chiamarla ed uscire infangando questo sogno che s'è
impadronito di me e mi rende schiava quando la penso. Questa mattina le ho
ubbidito e schiava ho infilato quelle calze velate, quella riga che ora
traspare e scompare dentro la gonna. Ho calzato quei guanti a rete che ora
ci sto scrivendo, m'aiutano ad ammorbidire tasti e parole, il sogno
impellente d'averla vicino e farle sentire sul suo sesso la rete. Ora sto
per uscire, non le dico dove sono, ma sappia che sto tornando a casa e
stasera l’aspetto con l’ansia e col nome con il quale m’onora.
Luisa
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