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I RACCONTI DI LIBERAEVA
 
     
 

La donna del mare

FOTO brian bothwell

 
 

Dentro un tramonto di Ostia mi perdo e mi cerco, sulla sabbia ferrosa d’un lungomare sconnesso, che non ha mai fatto poesia a chi passa distratto, e non lascia le orme per tornaci di nuovo. Sarà che ho messo i tacchi più alti, per lasciare dei solchi indelebili e fondi, le calze più scure per sentirmi più sola, e non confondermi ora con le bocche di cani, che colano bave e portano sassi, con le tante mammine che rastrellano giochi, sparsi a quest’ora su tutta la spiaggia.

Sarà che porto un cappello e una gonna leggera, che il vento la imbroglia e inconsistente la sciupa, increspando la stoffa come coda di sposa. Ma davvero stasera sono in cerca di altro? Di un pittore famoso che m’apprezzi le forme, e mi disegni il profilo con l’acqua di mare? Sarà che ho i capelli più lunghi e li lascio giocare, impregnarsi di sale che mi secca la pelle, e mi fa chiudere gli occhi ad un sogno qualunque, che nasce impetuoso nel ventre e si muove, come un bimbo che cresce fino a farti sentire, più donna e più madre prima del tempo.

Sarà che ora mi siedo dentro questo tramonto, e lascio che l’acqua mi bagni le calze, m’inzuppi i talloni e continui a salire, finché l’umido penetra sotto le ossa, e mi fiacca e mi sfiamma l’anima dentro. Sono bella e lo sento dall’acqua che sale, da questa risacca che non molla la preda, da questo rigurgito che s’ingrossa ogni volta, fino a chiudermi gli occhi e lasciarmi sospesa, mentre allargo le gambe per essere foce, per essere seno a questo mare che spinge, che fotte una donna vestita di nero.

Se sapessero gli uomini che ho avuto negli anni, che ad ogni tramonto mi faccio scopare, dal mare che ignaro mi dà brividi dentro, e si fonde alla voglia che opaca si sparge, in un vortice d’acqua che riprende il suo letto. Quante fatiche e strappi di cuore, quante rose all’ingresso lasciate seccare! Perché nessuno di loro m’ha scarnito la voglia, m’ha fatto vibrare ed infiammare le ossa, fino a ridurre all’essenza quest’anima inquieta, e sentirmi più donna della fica che porto.

Se passasse qualcuno vedrebbe una donna, che spalanca le gambe con un cappello da sera, che s’offre e spalanca due gambe gemelle, in preda all’oblio di sentirsi capiente, cullata dall’onda che a quest’ora s’ingrossa, e trasporta detriti con l’alta marea. Se passasse qualcuno! Ma chi vuoi che a quest’ora s’inoltri? Neanche più i cani che sbavano sassi, pittori che intingono i pennelli di sabbia, e sfumano gli occhi con l’acqua salata! Chi ha desiderio di vedere una donna, che indossa impeccabile un vestito da sera? E s’appaga le voglie con gli avanzi del mare? E si sfama le cosce guardando il tramonto?

Chissà perché m’ostino ad esser diversa, da chi ora sta andando con i bimbi per mano. Oddio che pena pensarle truccate, vestite e perfette per un uomo soltanto, mentre tra le mie gambe c’è un mondo che sale, che scende che bagna e perfino m’asciuga, che si ritira e poi preme con questa schiuma di onda, che sfiora e poi sfama il mio sesso che chiede. Sento l’infinito che entra e mi nutre, gonfia e risciacqua il vuoto che sento, e poi esce e rientra gorgoglia nell’ansa, e fa mulinello corrodendo le sponde, come un fiume che corre e rapisce ogni cosa, come se prima dell’alba potessi accoglierlo tutto.

Che scema quando credevo convinta, che un solo uomo potesse bastarmi, che un sesso qualunque potesse riempirmi, nel punto preciso dove ora l’acqua ribolle, dove mi sento più libera e sgombra, come un gabbiano che ha perso la rotta, e gioca e si sfama coi pesci che punta. M’illudevo che bastasse spalancare le cosce, per sentirmi più sazia ingozzata d’amore, che l’anima albergasse da tutt’altra parte, e l’abisso non fosse che pareti di carne, una fica da fottere nel buio di un letto!

Sarà che tra poco sarà notte soltanto, ed io m’alzo estasiata imbrogliata dal sogno, d’essere stata la donna del mare, la donna di tutti d’odori e sapori, di vizi e d’amori mescolati dall’onda, da lingue diverse che mi storpiano il nome, da sputi e bestemmie che mi lasciano illesa, a pensare che domani ritorno convinta, che le orme dei tacchi rimangono intatte, per chi vuole seguirle e mi vuole cercare, ed io sarò ancora qui distesa e più bella, porterò un cappello ed una gonna svasata, che fa l’amore col vento e la troia col mare, che si fradicia e bagna nell’infinito sussulto, che chiamano amore. Che chiamo bisogno.

 

 

 

 
COMMENTI DALLA RETE
 
Grazie per quel racconto, trovato per caso, letto con ingordigia, grazie per aver scritto della mia vita quotidiana... la divisa è diversa ma l'uomo è lo stesso che si prende cura del mio corpo, con amore, con odio, con rabbia, con dolcezza.. grazie per avermi fatto sapere che non sono sola.. ciao  La posta segreta

Sarà il vestito di seta che porti... o il vento che te lo vuole levare... sarà che stasera io sono vento... e il pittore che ti stava a cercare... IL POETA

Bella.....mi e' piaciuta davvero,teneramente eccitante e dolcemente intrigante,e solo una poesia ma...mi a messo il fuoco in corpo,un brivido caldo percorre la mia schiena...e il desiderio,l'irrefrenabile voglia di fecondare la tua terra grassa,di scoprire il tuo tesoro nascosto,...di essere vento che sbatte quando allarghi le gambe alle gioie del corpo. non sono bravo con i versi,ma sei riuscita ad ispirarmi....penso che un nostro incontro sarebbe come...poesia Marcello

Mi piace l' uso che fai delle parole ...anche se ultimamente i tuoi pezzi sono piu' castigati forse vittime inconsapevoli della metafora che regna sovrana nei tuoi racconti.... Rimango estasiato dalla descrizione di questo vento, sembra quasi di "sentirlo"sulla pelle,carico di odori di speranze di umori. Se solo non si fosse limitato a scompigliarti i capelli e stimolarti la carne ma fosse riuscito, penetrandoti in profondita'a far udire la sua voce al tuo cuore sordo,avresti compreso, e anche il tuo spirito sarebbe sazio. un morbido bacio WINS

farsi scopare dal mare... 
Mi piace l'idea 

"tra le mie gambe c’è un mondo che sale, che scende, che bagna e m’asciuga, che si ritira e poi preme con questa schiuma di onda che sfiora il mio sesso" 
"Sento l’infinito che entra e mi nutre, gonfia e risciacqua il vuoto che sento e poi esce e rientra come se prima dell’alba potessi accoglierlo tutto." 
Mi piace morrissey 

Guarda, proprio perchè sei tu faccio un’eccezione uscendo dal mio silenzio per dirti che sei brava  a cucire tra di loro una serie di dettagli interessanti senza avere la stoffa:
belle immagini montate su un racconto inesistente Elle H (chansonnier)

Sì, t'immagino davanti a quel mare di Ostia. Posso immaginare il tuo viso, le tue gambe, il sedere, ma a che serve? E a che servirebbe scorgerti, se non a contemplare probabilmente un'espressione del bello e del fatale? No, sono immagini che talvolta ho già visto, per quanta anima e passione e rabbia contemporaneamente vibrino sotto il tuo liscio involucro. Figure che avvicini e non riesci a stringere, come fantasmi. E cos'è il bello?Più ti leggo e più mi fai male. Ché forse t'ho già incontrata e presa in ostaggio e persa sotto altre spoglie. Perché mi rafforzi la triste idea della forma mentis di talune di voi, di quelle che più ho desiderato e voluto cambiare in questi anni. E mi neghi la speranza di poter mai trovare la mia Itaca, desiderata perché sfuggente, rinnegata perché non solo mia. La mia mèta, forse, non esiste e tu, crudele, continui a rammentarmelo. Ulisse

paràppa-pappà|paràppa-pappà a me mi stanca già dopo due capoversi (e sì che Pavese lo usava alla grande, ma è un altro discorso e c'è paragone), poi non sento mi arrivi autenticità... Nepos

io invece trovo che sia ben scritto, ed esprima una forte passionalità. Massimo Botturi

Ti leggo sempre sai! Che dire di questo racconto/poesia? Lo avranno già fatto in tanti, , più che erotico, ha il sapore di appunti di vita. Più che erotismo ci vedo un velato senso di colpa, di pentimento che rimette in carreggiata la coscienza…. Forse è questo che mi piace nelle tue parole, perché sono sicuro di: ''le situazioni le sento mie'' .. tanta enfasi, passionalità e quel pizzico di stimolante perversione ….il cerchio senza rumori. Solo riconoscendo vero in te, il desiderio, rivendicarlo, pensarlo e viverlo con quel velo di moralmente amorale, può farti scrivere, disegnare, cantare di ciò!…sei semplicemente viva! e potresti viverle, di questo ne sono sicuro….basta accettarne la condizione che non è bene e non è male…sono il bene è il male….e per tutto ciò non si vive mai abbastanza per fare sogni come questi.. baci alcaday

Straordinariamente poetico... veramente oltre il terreno... un amore fisico superiore... oltre il limite, dentro il non-limite... gabriele farina

Molto molto bello. Un bell'esempio di prosa poetica, o poesia in prosa che dir si voglia, con metafore e similitudini meravigliose. La donna che ha coscienza della propria sessualità, del proprio bisogno di essa, e riesce ad esternarlo, è sempre da me ammirata. I miei complimenti per uno dei pezzi piu erotici letti su scrivi.com. Alberico Viendalvento

Accidenti peró! Mi sono piaciuti veramente i tuoi versi, anzi mi hanno preso - sia per il linguaggio, sia per il ritmo cosí affannato, privo di respiro, frenetico (almeno cosí le leggo io). Sono molto femminili, sai, hanno una grande immediatezza, un gran coinvolgimento e la fine "che chiamo bisogno..." è grande. Unica critica se mi è concesso: Sono inciampato su "una fica da trombare" - ecco,  mi é parsa quasi troppo secca, astratta in mezzo agli altri tuoi termini che trovo sia calzanti sia "duri", espliciti senza scadere. Ma ai poeti (e tantopiú alle poetesse!) non si comanda... ;-) Ale

Personalmente eviterei di indicare all’inizio del racconto che la protagonista si trova sulla spiaggia di Ostia, è un dettaglio inutile, a mio avviso la donna così come la raccoti è l’amante del mare, di tutti i mari, non trovo sia importante circoscrivere l’azione al litorale romano. Spero di aver reso l’idea che, per il resto il racconto è molto buono...come sempre. Otto, nove

E' piacevole anche questo racconto... forte ma forse piu' romantico...il mare e' il mare. foxfox1

EVA sei GRANDE... GRANDE... GRANDE...nel racconto che è più poesia descrivi un rapporto sessuale con il mare più appagante di quello con un uomo perchè infinito. Una specie di PANTEISMO esteso all'eros, la protagonista non solo si fa fottere dal mare ma si fonde con esso in una sola entità, per provare e mozioni che mai darebbe un essere umano. Oltre alla capacità narrativa in te c'è una fantasia ricca e originale che nutre la tua ispirazione. Ancora complimenti. Gianni

Come vorrei essere il mare per accarezzare il tuo corpo. Come vorrei essere il tramonto per avvolgerti nella mia luce. Come vorrei essere la sabbia che ti tocca, a come sei bella distesa sulla spiaggia e' le onde che ti accarezzano il corpo facendoti vibrare di piacere. Come vorrei essere acqua che ti penetra dentro, fino a farti sentire donna, donna piena di desiderio. Vorrei dipingere il tuo corpo, troppo bello per una semplice tela, con quel tuo cappellino, la tua gonna sgualcita dal vento, ma beato lui perché ti accarezza e' può vederti in tutte le tue grazie. E' ancora prenderei le tue rose secche e' le spargerei sul tuo seno pieno d'amore affinché possono rinascere in tutta la loro bellezza. E' poca cosa rispetto alle tue storie, ma cerco di starti dietro, sai tu mi piaci, e cerco d'immaginarti in tutta la tua lussuria di scrittrice. Ti bacio Gianni

Guardare attraverso la gonna leggera, innamorarmi delle tue curve del tuo culo tondo, leggere attraverso il tuo sesso caldo mentre aspetti che il mare ti scopi, le tue voglie mai dette. Spalanca le gambe Eva, fammi entrare in te, uniamoci nella calda risacca del mare d'agosto, fammi sentire come ami e come gode una donna che vuole ancora amare. un bacio  Marco

Sono ... emozionata!! .. Complimenti .. e brava Francesca p.

E' profondo il tuo racconto, ma come ho gia' scritto io vorrei guardarti dentro, entrare nel tuo cuore, affondare nella tua anima, per vedere cosa hai cosi ben nascosto. E' come scoprire un tesoro sepolto dal tempo e' consumato dalla terra. Cosi vedo te, una donna piena di mistero e' al tempo stesso pieno di fascino, misteriosa e rara nel suo genere. Come vorrei trovare la chiave x aprire il tuo scrigno e' vedere cosa ho trovato......Mia dolcissima come e' triste sapere che esisti e' non poterti toccare, come amaro il gusto di saperti vicina e' non poterti gustare. Che angoscia vivere senza di te. Mia cara io vorrei vederti, conoscerti, parlarti e' vedere i tuoi occhi, sentire il tuo profumo diffondersi attorno a me. Come vorrei essere un racconto per farmi leggere da te. E' possibile x me sperare in un sogno, quello di averti accanto? Ciao ti bacio sulle labbra per accendere in te.. romantico Anonimo

Magnifica, devastante come quell'Onda di cui siamo capaci, di cui non possiamo fare a meno, di cui, sicuramente, imploriamo di essere presi e di prendere, magnifica puttana dei nostri desideri più osceni, o candida neve dei nostri abbracci più morbidi....ne abbiamo bisogno....godiamo di sentirne la necessitò impellente come il bisogno di lucida ed euforica eccitazione......... Sei divina.........come quell'Onda......... Complimenti.........un bacio........  Roberto

Sono stupita e sorpresa di venire a conoscenza dell'esistenza di una donna che, come me, ha saputo cogliere l'inimmaginabile eterno fascino del mare. Interpretare il suo erotico moto ondoso come quello di mille uomini, di ogni uomo del mondo, nella consapevolezza di saperli accogliere tutti. Ti ringrazio per aver saputo dare voce ad una sensazione che, con immensa presunzione, ho creduto fosse solo mia. VISIONE

Testo fantastico...non ho parole.. Elena

Non voglio commentare il tuo racconto ... ma i commenti dei commentatori ... solo per osservare come sono banali e stucchevoli ... i maschi ... Sole

Brava. A volte penso che solo le donne possano scrivere racconti erotici. Non solo questo, ma anche gli altri (al ristorante è un piccolo capolavoro). Continua.  Massimo

Ciao Liberaeva, ho letto uno dei tuoi racconti: l'ho trovato davvero splendido. Ritengo che la Donna del mare rappresenti una gran bella forma di poesia. Hai descritto la scena con grande senso artistico tanto che leggendo mi sembrava di essere su quel lido dove la donna si faceva scopare dal mare. Brava! Complimenti per come scrivi:non vedo l'ora di leggere gli altri tuoi racconti. Un bacione e a presto Paolo

Ciao bella scrittrice !! sei molto brava sai ! Mi piacciono i tuoi pensieri. ho letto un tuo scritto e................e ora vorrei essere il mare per sfiorarti, bagnarti le calze e la pelle, infiammarti l'anima e farti chiudere gli occhi !! Ti chiedo un favore,non confondermi tra le tante persone che ti scriveranno e che pensano solo al sesso io sono un ragazzo molto sensibile e in cerca di emozioni per nutrire la mia anima. Ti ringrazio per l'emozione che hai fatto vivere alla mia anima leggendo il tuo racconto. mi piacerebbe sapere il tuo nome, che se non sbaglio dovrebbe essere Eva, e anche qualcosa in piu' di te.  Max

Grazie dell'alito di vento e di te.. e grazie dell'acqua. O mi conosci o non è un caso che poesia giunga a questo porto (dove non è detta per esteso).. rimane il fatto che sia arrivata e non è vero che Ostia non abbia mai fatto poesia.. ci sono stato da poco e c'era precisa nella metrica e scandita dai pini e dalla storia antica e c'era la tua gonna ed i tacchi e le calze per sentirti più sola. Grazie eddy

... e se con un pennello disegnassi un arcobaleno di farfalle con il cuore di elefante... se con i petali intrecciassi una borsa per conservare i sogni di una tela, da dietro potresti uscire libera di non curare il tuo aspetto ma bella di più per specchiarti negli occhi di uno... non qualsiasiasi.... gidian

la tua onda ha accarezzato la pietra ormai levigata ma pronta ad assumere sempre nuove forme. il riflesso della tua luce mi acceca e mi confonde spingendomi dolcemente verso l'eternità, proiettando la mia ombra indietro.. DOLCIASTRO

Quante persone si sentono sè stesse quando leggono i tuoi racconti. Si sentono più libere; solo che non hanno il coraggio di ammetterlo..per cosa ? Il giudizio degli altri..I momenti che racconti danno un senso di libertà.. PENELOPE

Singolare sensibilità. Ma credo che tutti, in fondo, abbiano avuto almeno una volta aspirazioni simili.  ruggiero r

 
 
 
     
 

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  pubblicazione Marzo 2004  

 
 

       

 
 
 
 

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