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LE RACCOLTE DI LIBERAEVA
 
     
 
 
     

 

     
 
 

Vizi e Virtù di una signora di classe

CAPITOLO 8

L'amore alle 8

 

FOTO Paolo Gualdi

MODELLA Ruana de Rosa

 
 
 
     
 
 

Mi chiama tutti i giorni e mi dice che ha voglia, che m’ama davvero almeno mi sembra, volevo una scopata ed ho trovato un amante! Mio marito è contento dice che sono cambiata, ecco appunto, in effetti non ha torto! E’ passata una settimana ed io mi sento leggera, anche se da quel giorno non ci siamo più visti, lui fa il rappresentante di macchinari all’ingrosso, non ha tempo da dedicarmi di giorno, mi chiede ogni volta d’uscire la sera, ma io non ho voglia di inventare altre balle, storie di feste e cene sull’Appia. Non fa che ripetermi che non esiste nel mondo, donna più bella e femmina vera, da portarsi a letto o sulla spiaggia di Ostia, da fottersi in mare o sul bagnasciuga che lecca, dove ogni maschio farebbe la coda, per sentire l’odore misto alla brezza, a contatto col mare dove l’anima è cava.

Allora io, dove ho vissuto tutti questi anni? Aveva ragione Cecilia: “Vedrai come il mondo si tinge e colora!” Mi sento più viva, interessata e curiosa di ogni cosa che passa, sono stata a due mostre e non ci andavo da tempo, ho seguito un seminario di noia e lavoro, ho visitato una chiesa dove per anni ci passavo davanti, ho noleggiato due DVD, comprato un paio di scarpe ed un cappello di panno. Tutto questo in pochi giorni! E’ possibile che un sesso faccia poi tutto questo? Che un rapporto di carne rinvigorisca la mente, ritempri l’anima che è tanto distante dal sesso?

Guardo vetrine e ci ripasso più volte, provo vestiti nei camerini più stretti, mi giro e mi volto per vedermi riflessa, se il bianco mi dona e il nero mi smuore, o il rosso che amo mi fa troppo mignotta! M’interrogo se posso piacere, se un’insegnante d’italiano e latino possa farsi queste domande! Ma poi chiamo la commessa e provo una taglia inferiore perché il seno faccia la parte e non si perda penoso dentro maglie più larghe. Intanto m’ammiro e mi scruto, come se dentro lo specchio ci fosse qualcuno, ma non è Claudio e non è un uomo con un viso, un naso, una bocca, vedo solo due occhi che guardo e non riconosco. Ha ragione mio marito che mi vede diversa! Mai ho provato piacere a farmi guardare! Gli sguardi passanti m’hanno sempre procurato malessere, perché io ero donna e non un oggetto, ma la magia è che ora non mi sento un oggetto, e l’uomo che guarda mi da’ la misura di quanto sia bella, la dimensione che sotto il corpetto c’è un’anima piena che ha voglia di vita e non vuole ammuffire nel ruolo di moglie che non mi viene poi bene.

Mi parlo e mi do ragione, poi smetto e rifletto, forse è vero tutto il contrario. Chi mi guarda da fuori vede solo una donna con due gambe più calde che hanno scoperto quanto è bello farsi scopare dopo sette anni da un sesso diverso. Ma poi mi ripeto che non è una questione di sesso, che il piacere che sento nasce da tutta altra parte. Della prima volta al parcheggio m’è rimasto lo schifo e la sera nel bagno non ho neanche provato piacere, il maschio non m’ha scardinato la carne, non mi fotteva la fica, mi ha fatto solo capire che il limite è dentro nella nostra paura, nelle nostre insicurezze di ritagliarci un ruolo che sia di moglie, di nuora o d’amica e sorella, invece fuori c’è una prateria infinita, c’è una scopata nel bagno con mio marito a due passi.

C’è la voglia di sapere che esisto che potrei camminare senza un ombrello quando fuori piove a dirotto, c’è una stella che brilla di notte di una luce che nasce nell’anima in mezzo. Cosa mai potrei fare per sentirmi più libera? A volte mi chiedo quanto questo desiderio abbia un base concreta, se davvero potrei vivere da sola senza mio marito che non riesce a dormire se col piede nel letto non mi tocca la gamba. Questo ruolo di moglie mi si appiccica addosso, come un cane che ti lecca per dimostrarti l’affetto. Invidio Cecilia perché è zitella nel cuore e single tra le gambe, invidio mia suocera perché è una vedova allegra. Per questo ho accettato la corte di un uomo, perché aveva serie intenzioni di portarmi a letto, ma che tutto ciò non sia il fine ma appena l’inizio, di un percorso che porti a slegarmi del tutto, dalla paura di rimanere da sola, dall’innata certezza di aver bisogno di un ruolo, e che una donna da sola non ha né capo e né coda.

Saranno solo i pensieri di una donna che sente, che pesa i suoi anni e vuole dare un motivo ad una scopata nel bagno, ad una sedia rosa salmone intrisa di tracce di voglia di donna. Sarà tutto questo come ora l’aspetto e non mi sento pentita alle sette e tre quarti lungo il marciapiede sconnesso dai rami dei pini e dai miei tacchi più alti. Ogni mattina lo vedo e ne sento davvero il bisogno di essere bella di sentire il fragore del sangue che scorre e fa mulinello nelle vene dei sensi e più giù fino al ventre che è nudo e ne sento il vento fischiare, mi vergogno a pensarlo ma non l’ho coperto di niente perché è troppa la fretta e poco il tempo che ci rimane.

Alle nove in punto devo essere a scuola. Solo mezz’ora per dimostrargli il bisogno, che non voglio un amante ma un uomo che sappia condurmi in un viaggio a ritroso nel tempo, dove sorge e dipende il mio male di vivere, e dare un senso al mio desiderio scomposto, di fermare gli anni che corrono in fretta, l’ansia che mi prende quando mi sento protetta come un bimbo che vuole nascere prima del tempo, ma a volte davvero sento la terra che brucia come se a breve dovesse accadere qualcosa, o mio marito leggesse i miei sogni di notte, ogni volta ho il timore d’aver parlato nel sonno, che s’accorga che sono tutt’altro da come mi vede, come potrei mai dirgli che gli addosso ogni colpa, di questo vuoto che cresce da dentro e che m’illudo che un uomo diverso possa riempirmi nei buchi che offro, possa ridarmi il sorriso e la leggerezza che chiedo.

E’ maledettamente tardi ma cosa spero che succeda in più di mezz’ora? Neanche il tempo di scaldarmi le ossa, come mi sono ridotta a fare l’amante dalle otto alle nove meno un quarto, vestirmi da sera per una mano che sale e tocca la calza il reggiseno e la gonna, senza che la mia pelle almeno s’accorga, che qualcuno vorrebbe soddisfarle la voglia. Salgo in macchina ma è rimasta mezz’ora, m’illudo che basti per abbandonarmi del tutto, che il paradiso è in un vicolo dove mi porta, sotto panni stesi dove si ferma e mi guarda, dove mi scopre la gonna e m’abbassa la maglia, e si sazia gli occhi a vedermi in quel modo, mi tocca e mi slabbra le mutandine di seta, come se l’umido che di solito trova, gli desse l’orgoglio di sentirsi più maschio, il dito poi entra ma rimane leggero e non s’accorge che quel piccolo gesto crea la smania che m’accompagna fino a quando la sera la mia mano mi sfiora.

Un uomo esce a portare immondizie, ci guarda di sbieco e mi copro di fretta, ma a cosa serve, tanto sa che siamo amanti, tanto sa che appena si volta, una mano riprende il suo cammino interrotto. E’ tardi, mi succhia e mi bacia, le sue labbra sanno di uomo sposato, di rossetto di moglie che lecca la sera. Un brivido corre lungo la schiena. Sarò diventata gelosa? Ma lui ora pretende, mi slaccia la maglia m’accarezza i capelli, m’afferra il collo e mi guida la bocca, ma non c’è poesia nella sua mano che spinge, solo la fretta di sentirne il velluto, saliva calda di una donna che succhia, che cretina lo segue e gli calma l’istinto, in trenta secondi o poco meno che serve. Ora mi bacia e mi parla d’amore, mi riporta alla fermata con la tristezza di fianco, ora potrei cambiarmi del tutto e mettermi in tuta, per quanto mi riguarda la giornata è finita. Mi domanda se ci vediamo stasera, gli mando un bacio unendo le labbra, anche se potessi cosa ci sarebbe in fondo alla notte, la voglia infinita di tornarmene a casa, perché mio marito non sospetti di nulla, altro non vedo ed un’amante che vale? Se mi rimane incollata l’etichetta di moglie, e quello che offro è soltanto in affitto?

Ma non potevo scegliermi uno studente qualunque? Magari quel ragazzo che ogni giorno mi sbircia, sotto la cattedra per vedere chissà quali gambe. Se sapesse che non sono gambe di una professoressa qualunque, non sono uguali a quelle di ieri, che bollono perché un amante alle otto, l’ha fatte impazzire senza saziarle del tutto. Si chiama Davide e fa tre anni in uno, qui sono tutti ripetenti figli e rampolli di gente per bene. E se davvero mi concedessi ad uno di loro, perché la prima esperienza sta fallendo del tutto? Davvero stavolta sarebbe solo sesso, senza la scusa di cercare l’amore, sarebbe un ragazzo che ha la metà dei miei anni, acerbo e infantile nella mente e nel cuore. Avrebbe solo il sesso da adulto ed è questo che mi interessa?

Cecilia mi dice che non devo desistere, che Claudio è la persona che mi ci vuole, e la trasgressione che mi pialla la mente non posso cercarla in questo posto infantile: “Stai facendo passi da gigante, ora te lo scopi di mattina e non sei contenta!” Ride. “Il tuo problema è che non riesci ad abbandonarti.”

Valle a dire quanto è complicato sotto lenzuola che si stanno asciugando, quando qualcuno passa per buttare immondizie e tu sei vestita di nero con un top di strass e la voglia nel mezzo che rimane distante dall’anima, dal cuore o semplicemente dal sesso.

 

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COMMENTI DALLA RETE

MOLTE DONNE PROVANO QUELLO CHE SCRIVI. Sono allibito dalla potenza delle tue parole che scorrono come i fotogrammi di una scena reale, di vita vissuta, o é forse uno spicchio di reality show? Non importa cosa possa essere perché ciò che é, come viene descritto é semplicemente realtà. Credo di non aver mai letto racconti brevi di questa intensità, se in un certo senso fanno rabbrividire, letteralmente sono, a mio giudizio, vere perle di letteratura erotico-drammatica. Non posso dire che ciò che scrivi é il pensiero di tutte le donne, ma almeno in gran parte provano quello che tu descrivi... Ti prego inebriami ancora della tua cruda saggezza ed esperienza, fatta di sensazioni forti spoglie di tutti i tabù di questo pazzo mondo. Grazie di esistere. Paperino Il lattaio

Devo sapere per forza il tuo nome. Una persona che scrive come te deve avere un nome affinché rimanga nel mio cuore per sempre, una persona come te è una donna speciale, stupenda, tutti gli uomini vorrebbero avere. Se mi dai il tuo nome rimarrà per sempre impresso nel mio cuore, nella mia anima, nel mio dentro, rimarrai per sempre la donna dei sogni, la donna che mi scalda il cuore, la donna che mi fa sognare l'amore, il sesso estremo, il sesso assoluto in ogni sua forma. Poi per ricordarti sempre fino alla fine del tempo, vizi e virtù di una signora di classe. Mi sono innamorato del tuo scrivere e della tua anima... Giuseppe

Ho letto il tuo racconto ed è per questo che ora mi sento quasi importante. Scrivi molto bene tu, riesci dove molte persone non riescono e cioè comunichi; comunichi stati d'animo, particolari, momenti di vita che sembrano quelli della persona che ci sta di fronte.  Se vuoi fammi complice dei tuoi racconti; sento di avere della fantasia da esprimere sotto la guida attenta però di chi è del mestiere. Il tuo cuore pervade certamente i tuoi scritti. Ciao, un abbraccio. Afro_Disiaco

SI’ COTANTA BRAVURA ET MAESTRIA. Mi ritrovo faccia a faccia con una professionista, un personaggio famoso, complimenti davvero! La letteratura erotica non può certo fare a meno di te. Mi inchino a sì cotanta bravura et maestria, dei miei libri di ANAIS, APOLINNAIRE; LESBO eccc... ne devo fare un falò ed acquistare i tuoi. Ciao LiberaEva SalePepe

MI CHIUDERO’ LA PORTA ALLE SPALLE. Sei un delirio di bravura! Un'essenza, raffinata all'estremo, di femminea sensualità. Adesso ho visto il tuo talento nascosto tra le pieghe dei "chissà che direbbe la gente" e un vuoto da colmare che, provocato dal tuo amore smisurato x la vita, crea un abisso dal quale trai calore viscerale e lo trasmetti provocando il batticuore e l'ansimare che ti fanno sentire vitalità e vitale. Perdonami se ti ho interpretato a modo mio, spero tu abbia gradito. Ora ti lascio, farò piano, mi chiuderò la porta, dietro alle spalle, lasciandomi, lasciandoti, solo, sola... soli. Addio LiberaEva e grazie di tutto. Un bacio.  Sergio il cantastorie

 
 
 
 

 

 
 

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 pubblicazione Gennaio 2005

 
 

       

 
 
 
 

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