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I RACCONTI DI LIBERAEVA
 
     
 
 
 

Adesso glielo dico!

Foto Sabine Schönberger

Adesso glielo dico, mi faccio coraggio e comincio a parlare, a sgranargli parole che non s’aspetta. Mi dà fastidio vederlo che mi guarda e mi scruta, come se il mio viso, le mani, fossero più esplicite di mille parole.

Adesso glielo dico, prima che i dubbi diventino certezze, prima che i respiri divengano rantoli d’un cuore che soffre e d’un sesso che vuole. S’avvicina e m’accarezza, indugia, come se sotto la gonna ci fosse un rifiuto, sulla mia pelle l’evidenza del giorno trascorso in un posto che lui non conosce. Lo vedo che si ritrae, le dita sudate si fermano e pensano, magari ad una stanza immersa nel verde, un hotel dove si sentono uccelli cantare, e gli alberi silenti sfiorano la vista al secondo piano d’una coppia che s’ama.

Lo vedo che vorrebbe almeno una scusa, mia madre, la coda o il lavoro. Rimane muto. I dubbi salgono e si fanno certezze. Cerca da qualche parte parole, domande, un modo qualunque per non sembrare ridicolo. Cerca una scusa alla mia camicetta di fuori, stropicciata e insolente come la gonna, al mio viso senza un filo di trucco, le labbra sbiadite per chissà quale uso. E se fossero segni evidenti che nessuno a questo mondo potrebbe sorvolare? Mi chiama per nome, per sentire se il vapore arriccia ancora la mia pelle dorata, per sentire il sapore che sa di famiglia o il seme di un maschio che non può essere il suo. Lo sento che cerca il contatto, che le mie gambe gli producono effetto come se mai m’avesse alzato la gonna, come se le sue dita non fossero sue, dentro un cinema il primo sabato insieme, la prima volta e dieci anni di meno, che non seguo la trama e mi faccio toccare.

Adesso glielo dico, giuro che non passerà questa luna, che non mi vestirò di foglie e di fiori perché questo soffio che esce non sa più d’amante e non mi lascia più brividi lungo la schiena. Mi domando se questo è il momento più giusto, l’attimo in cui può accettare di tutto. Qui in piedi all’ingresso dove ancora non ho posato la borsa, così sudata dall’estate che picchia, trafelata dal traffico in perenne ritardo. Chissà se ci sono momenti più giusti dentro un giorno che muore, dentro una sera che nasce ed io ci cullo ostinata un segreto.

Eccolo ora sento che preme, che stringe per cercare il possesso, il rifugio per diluirmi nell’intimo i dubbi, un nido per depormi le ansie che lievitano a grumi nel suo cuore in delirio. Ma adesso glielo dico, sarebbe immorale accoglierlo ancora, contro natura sentirlo di dentro proprio oggi, proprio in questo momento. Appoggiata al muro mi sento alle strette, adesso glielo dico, non ho scampo, non ho via di fuga. Ora è ad un respiro dai miei capelli, un niente dalle mie labbra ancora aperte, chissà se s’accorge dell’odore? E quando vedrà che non porto mutande? Che mai le metto quando so d’essere sporca ed ho voglia soltanto di doccia?

Adesso glielo dico non ho altre scuse. Cosa mai potrei inventarmi? Quale pretesto potrà mai essere più giusto se da un mese non facciamo l’amore, se da un mese continuo a soffocargli il piacere non appena i suoi occhi hanno intenzione. Eccolo lo sento mi devo decidere, non lo posso guardare negli occhi, capire cosa pensa, carpire la sorpresa mentre gli dico che queste pieghe che tocca ora non sono disposte, e mai più lo saranno, perché quello che tocca è già pieno d’amore.

Adesso gliela dico la ragione che da un mese m’allontana distante, che oggi mi ha fatto tardare. Vorrei soltanto una sedia, un bicchiere d’acqua e un po’ di coraggio. Ma lui insiste, indeciso se dirmi puttana o cercare con gli occhi la luna, quel fascio impreciso che mi faceva più bella, quando ogni sera l’accoglievo nel letto, e ad occhi chiusi mi piaceva ascoltare, i passi d’amore che s’avvicinavano in fretta, le mani tremanti che mi scostavano il sesso.

Ha capito che ora non voglio, ma mi ama, mi ama davvero e mai m’accuserebbe senza averne certezza. Spinge per farmi crollare, mi preme per schiacciarmi la colpa, per dare un senso a queste pieghe sgualcite. Eccolo, è a un niente per sentirsi più uomo, ad un filo di pelle per farmi gridare. Ora, ora glielo dico! Lo sento, sa di uomo al culmine del desiderio, sa di sesso invasato di gelosia ed astinenza. Mi chiama ed ora sì che mi dice puttana, ma è un vapore di voglia, niente a che vedere con la mia gonna sgualcita. E non insinua, non cede ai suoi dubbi. Forse aspetta un momento più adatto, magari di dentro quando i fiati più grossi nascondono il senso delle parole e la vergogna che scema ci fa dire di tutto, quante volte l’ho preso e m’ha fatto godere, dentro una stanza immersa nel verde, dentro una macchina sotto il sole per strada.

Ora glielo dico! M’allontano d’un niente, schiacciata contro un muro che non vuole crollare, e darmi almeno la capacità e la forza di mettere in fila solo due parole. Perché se ci penso, davvero ne bastano due, sarebbero sufficienti per vederlo ammansire, per recedere in fretta dalle mie gambe che chiede.

Ora glielo dico! Ma avevo pensato davvero alla luna, a quel fascio di luce che mi sfiora più bella, alle sue mani di padre alle carezze leggere, che delicate mi sfiorano i capelli ed il ventre, ma ormai non c’è più tempo. Credo che sia proprio questo il momento per dirgli che oggi non c’era un amante, che da sole due ore ho la certezza d’essere incinta.

 

 

 
 

COMMENTI DALLA RETE

 
 

 

Ciao liberaeva! Ho letto il tuo brano e, a parte i complimenti, sono rimasto davvero allibito... Credo che tu sia riuscita ad esprimere , con la sola forza delle parole , i reali sentimenti che provate voi ragazze.... Devo dirti , inoltre , che il brano sembra quasi trasportarti nel mondo di MELISSA P.....comunque concludo facendoti , i dovuti , complimenti ciao nachos

E' semplicemente stupendo questo pezzo.Complimenti ANNAKISSME

La suspense che mantieni dall'inizio alla fine fa divorare il racconto. E' un racconto di sesso che non ha nulla di volgare. MARIKA

Bellissimo questo racconto. Mi è piciuto molto! Bello stile e bella idea IL CIGNO

Grande Eva, alla chiusa a sorpresa si arriva carichi d'un'attesa sensuale trascinante: la tua inconfondibile maestria musicale a far cantare i testi e le emozioni. SCHIAVA D'AMORE

Pannolini, olio balsamico, il latte in polvere (perché la modernità del tempo vale ben più che non uno sviluippo organico); poi l'asilo nido, le scarpine, le magliettine, la culla, il passeggino, lo sgabello per l'automobile le videocassette dei cartoni animati; non c'è prospettiva più merceologicamente florida che la nascita di una vita nuova, un nuovo cliente, futuro consumatore, che già da subito è bene si abitui a com'è che è fatto il posto in cui è arrivato. Latte in polvere; pfui... POLLINE

Nella mia immensa ignoranza credo di aver toppato. Ho letto il tuo racconto. Stupendo. Il fior fiore della femminilita' in tutto il suo accattivante intrigo. Di fronte a certe cose mi rendo conto di quanto siamo stupidi noi uomini. Stupidi e credo inutili. Esisteremo finche l'ultima donna avra' ancora il desiderio di noi. Ho sempre pensato al cervello femminile come a un computer irrazionale, gestito dalle sensazioni, stimoli, desideri, voglie, passioni, e percio' imprevedibile. Credo che tu ne sia uno splendido esempio. TERAPEUTA

Hai una metrica bellissima, é come se ti cantasse dentro... non so come dire, dirai che non c'entra un cazzo (e c'avrai anche ragione!), ma é come la Chitarra di Neil Rodgers in "we are family" delle Sister Sledge! Ti rimbalza nella Pancia... (..si vede che me n'intendo di Poetry!!?!! Né?) MARCO

Un racconto straordinario che ho letto, dico davvero, con le lacrime agli occhi... non ti giudico, come potrei? Spero solo che la mia donna, chiunque essa sarà o è stata, mai possa pensare che il mio godimento sia indipendente o altro dal suo... Brava, davvero. UN UOMO

Adesso te lo dico................... é un bel racconto. DRAKUL

Ti leggo, ed ho letto anche questo racconto. Ma ascoltami, è la prima volta che ti scrivo. Lasciatelo dire mia cara, per me sei il fuoco che mi arde, la passione che mi rapisce, una tempesta di sensualità che inonda i miei sensi.. Sei un mondo di meraviglia che ruota dentro al mio universo.. Sei tu.. solo tu.. un brivido nel corpo.. un fremito nel letto.. un battito nel cuore.. una lacrima di gioia in un mondo di dolore. Buona giornata JUGHEAD    

EROTISMO MAI VOLGARE  Ciao. Non so chi tu sia ma hai davvero gusto nello scrivere..i miei complimenti... erotismo mai volgare e sopratutto molto poetico!!! Daniele 

PATTUMIERA DI SENTIMENTI Giunga a te il mio insulto come omaggio di un poeta a una puttana....giunga a te il mio dolore come omaggio di morte ad una sorda... giunga a te la mia rabbia come ruggito di un leone scassato... giunga a te il mio amore pattumiera di sentimenti.. Ferruccio 

 

 
 
 
     
 

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   pubblicazione Settembre 2005  

 
 

       

 
 
 
 

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