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   RACCONTI BREVI  
 
     
 
 

 

Quando saremo nel bordello

di Libera Eva

 

Tutte in fila donne belle! 
lungo il viale alberato come gioielli in vetrina 
sopra i tacchi come spilli che s’infilano nelle foglie
tra la schiere di ragazzi che tirano a mattina.

Tutte in fila donne belle! 
come femmine in attesa spalancheremo il nostro seno 
fertile e rigoglioso lo mostreremo come merce 
a fari che illumineranno i dettagli da vicino.

Indecenti ruberanno occhi avidi alla notte 
ci strapperanno i vestiti per succhiarli fino in gola 
ci pagheranno per un niente e qualche volta per davvero 
giurando amore eterno comprandoci per un’ora. 


Godranno tra le labbra rosso fuoco di richiamo 
che alle volte intatto ha sprecato qualche sera 
sazi di piacere per toccarci tra il mistero 
imbrattandoci col trucco che scolora e cola nero

Quando saremo nel bordello ci copriremo solo in parte 
e lasceremo agli avventori uno spacco dentro gli occhi 
chiuderemo le tendine e fioriranno al davanzale 
piante grasse, sogni magri e rami secchi.

Le annaffieremo ad una ad una, ci faranno compagnia 
cresceranno come i giorni veri come le unghie di rossetto 
che graffiano passioni, che ci saziano la vista 
e sopiscono ragioni tra le stringhe di merletto.

Quando saremo nel bordello lasceremo agli avventori 
di comprarci per un niente confondendo mogli e madri, 
li batteremo fino in fondo, li lasceremo singhiozzare 
li truccheremo un po' alla buona, ci copriranno di denari.

 

COMMENTI DALLA RETE
Antonio Sociale o erotica non importa come la si chiami..., è ben scritta... coglie nel segno perchè dice... e provoca... propone e denuncia...parla di cose non semplici... da raccontare... e difficili da capire. 
Francesco  Direi più una poesia sociale che erotica. Non basta parlare di puttane per evocare l`erotismo. Però l`argomento è ben trattato, e il linguaggio risulta pertinente ed efficace. Ho i miei soliti dubbi sulla resa della rima, che tende a banalizzare. Anche "i tacchi come spilli che si infilano nelle foglie" non mi convince molto; molto meglio qualcosa di più "incisivo" , tipo: "i tacchi come spilli che perforano un destino". 
Edgarr Una infinità di passaggi ricamati tipo: "ci pagheranno per un niente e qualche volta per davvero". Veramente Bella e molto attuale perchè chi fa questa vita esiste da sempre! Ciao! 
Paolo Mmmhhh... Mi spiazza. Si può riconoscere come tua per l'emozione che vi vibra dentro, per il tema, per quella comprensione-mai-compassione verso le prostitute che ti è caratteristico (per quel che ho letto finora), ma se dovessi a caldo indovinare chi l'ha scritta non mi verresti in mente. Il tono è quasi sfacciato, mi ha ricordato i prologhi teatrale del '600-'700, la costruzione e sovrapposizione delle immagini sembra quasi propagandistico... ha un fascino molto particolare, ma non lo definirei "poetico" come io lo avverto... ma è bello, sì, proprio bello. Per Francesco: innanzitutto, vorrei dirti che di rime vere e proprie ce ne sono solo 3 di cui solo 1 baciata, che nelle 7 quartine (7x4=28) ci sono ben 23 finali di verso differenti, e che al massimo si può parlare di una forte presenza di assonanze e simili, che comunque non sono presenti in numero tale da essere un'ossatura stilistica, alla metà dei versi, quindi rime ed assonzanze non sono la portante melodica della poesia; e poi, mi chiedo come ti venga di suggerire "le parole" (!!!)con cui modificare un verso, su cui peraltro puoi esprimere qualunque giudizio ed arrogarti qualsiasi consiglio, ma se fossero state parole di LiberaEva forse lei le avrebbe già usate! 

 

 

 
 
 

 

 

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