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Pomeriggio d'estate

di Libera Eva

Senti, che c'è di male
se mi trucco la faccia con i gusci di noci
e mi sdraio sull'erba e il cielo m'avvolge;
che c'è di male 
se mi faccio un vestito con le foglie di fico
ed un vento leggero mi sparecchia e m'imbroglia.

Senti, che c'è di male
se la mia mano si perde pensando a quell'uomo
che puntuale m'aspetta seduto sul ciglio;
e m'alza la gonna senza nessuna fatica
mi chiama bambina, perché non conosce il mio nome
e perde il suo dito tra la mia carne smarrita.

Senti che c'è di male
se il sole che muore mi trova sotto la vite
e m'arroventa le gambe ancora bagnate;
che c'è di male
se trascorsi degli anni è ancora vivo il ricordo
che uomini e uomini non hanno scalfito.

Senti, che c'è di male
se mi lascio uno spazio giorno per giorno
e m'annerisco la faccia con i gusci di noci;
che c'è di male
se un vento leggero m'asciuga la voglia
ed io bacio quell'uomo, bacio il suo dito
che tinto di rosso mi sporca la faccia.

 

 

 

COMMENTI
Giancarlo Iaquinta  Dolce ma intensa ... davvero bella, è stupendo il modo di esporre il contatto tra i due, è molto delicato quanto intenso, riesci a far immaginare il giusto senza entrare troppo nel volgare...davvero bella... ciao
Chiara Una poesia dai toni "forti" e sensuali, scritta con freschezza e spontaneità. Una bella poesia, secondo me. Brava.  
CESKO Deliziosa poesia, sensuale e intrigante, non priva di una malinconica amarezza che vela il ricordo di piaceri giovanili. C'è maturità ed equilibrio in questi versi, c'è perizia nella mano che scrive, c'è estasi in quella che tocca.  
Alex Ma è stupenda questa poesia  il tuo stile diretto sognante sembra fare l'occhiolino dolce a quel gran caprone istintivo del dio Pan! Complimenti davvero 
Francesco Estasi. 
Paolo Ed ecco il rebus della settimana... ci vorrebbero gli originali con le varie correzioni per snocciolare risposte sulla struttura della poesia, che solo due variazioni si permette, ma perché?"Senti" dice la "bambina" senza nome, vuole che la si ascolti, che la si accetti, perché lei è, in quanto bambina, innocente e sconosciuta.. Eppure, proprio perché è l'innocenza che parla, il tutto scritto non col senso della distanza dal "mondo", ma con un'aria, un sentimento, di curiosità, di sorpresa, come a dire "Senti, ma non è così che vanno le cose?!?" 
 
 
 

 

 

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