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Mia madre
di Libera Eva

FOTO
rigon
Me la ricordo mia madre magra magra, ridotta a carta velina
che mi portava nel suo grembo sfacciatamente lievitato
mi sono più volte chiesta come 40 chili potessero sopportare quel peso
come 17 anni fossero predisposti a darmi la vita
come quel corpo esile, potesse ancora arrancare tra filari di panni stesi.
Galleggiavo intorbidita dal suo fumo e dai tormenti, da solitudine e rinunce
in trepida attesa di me e di lui che oggi sono costretta a chiamare padre
e la sentivo piangere lacrime di liquido di ventre e di dolore nelle ossa
che s'infiammavano al passaggio dei suoi pensieri e dell'umidità dei lavatoi.
Me la ricordo mia madre e quel rimbombo di suoni e parole
e già mi chiamava Eva, perché nei suoi sogni ero bella
perché diva, perché infelice a sua immagine e somiglianza
M'ha sgravata in un giorno d'aprile e buttava giù la neve
le ho sorriso, mentre la sua faccia delusa s'increspava di sorpresa.
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Alex
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così bella e
sorprendente che ne voglio ancora..."cronache di
un mondo fluttuante"...la coscienza non ha limiti certe volte brava
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daniela
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Splendida.
Non aggiungo altro. Solo splendida.
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Silvia
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La trovo stupenda mi hai dato emozioni immense, hai dato vita a pensieri e fatto accapponare la
pelle. Bravissima. Ciao
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Giuseppe
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Ho letto questa
poesia-monologo con ammirazione e stupore.Trovo che
siano versi molto intensi intrisi di un crudo realismo, ma anche di una vena di malessere e di malinconia e anche rimpianto forse, espressi magistralmente. Ciao io sono da poco su questo sito, spero di leggere altro di tuo magari farò una capatina a vedere quello che hai pubblicato.Alla prossima.
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Lone
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Sono dei
versi molto belli, con un`andamento da nenia popolare, che ben si sposa con
il contenuto del testo. Ci sono delle espressioni molto forti ed espressivamente efficaci. Solo un piccolo appunto:
il terzultimo verso di sembra forzato, un voler sottolineare con
eccessiva forza l`esser contro... tutto il resto lo trovo notevole.
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Fogerty
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E`
semplicemente bella, complessa, struggente, amara, con una visuale davvero insolita.
Ciao alla prossima.
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Marcello
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versi
che riconcilano, ricongiungendo il passato ad una proiezione futura di libertà e bellezza che sai evocare
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Paolo |
Ahu!,
che immagine d'impatto (doloroso) nella chiusa! La poesia è molto bella,
ma non riesco ad esaltarmi come gli altri commenti che leggo,
perché m'ha lasciato proprio un senso di fastidio! Ok, non scrivi le
storie e le poesie più divertenti di questo mondo, alle volte fai di un
male che non si può, ed anche qui le prime due quartine, ed i primi 3
versi dell'ultima, sono sul "tuo tono", ma gli ultimi versi, tra
lessico ed immagini, caspita!, vanno sul cinico spinto! E più ci penso e
più la sensazione si radica, mica se ne va o trova spiegazione! ... Beh,
se poetare è trasmutare emozioni in parole e trasmetterle, beh, hai fatto
un lavoro eccellentissimo! |
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