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La donna e il mare 

di Libera Eva

FOTO rigon

Sarà questo tramonto che m’allunga l’ombra e le pene, che mi fa sentire più grande degli anni che nascondo, di questa infinita ricerca di non essere sola e mi trova scompagnata come due calze messe di fretta. Sarà che non m’aspettavo d’essere così voluta, desiderata da questo vento che soffia e s’incanala nelle pieghe nude di sesso, come se sotto la gonna ci fosse davvero un tesoro, ci fossero letti caldi che m’avvolgono nei giorni d’inverno quando il gelo secca le mani e feconda i miei sogni. Ma stasera davvero vorrei essere più bella di quella che sono, più attraente d’una bella di notte che sciama lungo le calate d’odori spessi di sale, nei vicoli stretti stipati di carne d’amore.

Lo so che laggiù c’è il mare, che le mie gambe su questi scogli si snodano a modo e lasciano la voglia d’affogarci le mani. L’ho coperte d’impalpabile nero, come se sotto l’orlo ci fosse un’anima a forma di ventre, ci fosse una donna che non corrisponde alla faccia sfumata nel rosso di questo tramonto.

Sarà questo vento che m’imbroglia i pensieri e mi scompone i capelli dopo ore allo specchio, ma stasera mi sento come terra grassa dopo giorni di pioggia, come sposa novella al primo ritardo. Non porto mutande, perché mai ne porto quando annuso l’odore e trattengo il respiro, quando allargo le gambe al vento che sbatte. Mai forma di uomo potrebbe riempirmi altrettanto, mai desiderio di sesso colmerebbe fino all’ultima goccia il mio ventre bucato.

Alzo la gonna ed apro le gambe, e m’affido al mestiere del mondo, come se illusa potessi contenere ogni suono, ogni gabbiano, potessi ospitare ogni parola trasportata dal vento. Questa brezza che sale e mi inumidisce la pelle mi fa chiedere come ho potuto negli anni saziarmi di uomini, sfamarmi del vuoto che mi creavano dentro quando illusi m’abbondavano il sesso. Come ho potuto scorticarmi a secco le membra? Perché non c’era né voglia, né liquido denso che si scioglie nel senso infinito d’abbandonarsi lasciva sotto i colpi stridenti d’un ramo secco e nodoso.

Lo so che laggiù c’è il mare, che tra le mie gambe scompaiono barche e battelli, che fitte s’accodano e fanno la fila. Sono piene di gente di mondi diversi, di rutti e bestemmie straniere, di lingue volgari che confondono in sogno donne e puttane. Mi sento l’approdo dei loro bisogni, molo dove ormeggiano albe e si rincorrono notti.

Sarà che ogni sera vengo a sedermi sopra questo tramonto ed aspetto impaziente che il vento mi sfumi, mi sfami la sete d’essere parte del mondo, luna che gravida partorisce di giorno il frutto dei semi lasciati infecondi.

Sarà che aspetto la sera, che abbia lo stesso colore del sesso che apro, spalanco sfrontato dinanzi al mondo. Sarà che m’accarezzo leggera, che le mie dita sono barche e battelli, sono navi che fanno la fila e m’inseguono nell’intimo dove lento si scioglie un desiderio lontano. Corre lungo le sponde e bonifica terre, foce di fiume che si deposita in mare, mentre il vento che soffia, m’asciuga le pieghe ed io ricomincio a sognare.

 

 
     
COMMENTI DALLA RETE
 
Quanta solitudine e delicatezza in questo testo, pur tuttavia piena di amarezza. Credo che sia la prima volta che ti commento e sono felice d'averti scoperta.  “Sarà che ogni sera vengo a sedermi sopra questo tramonto ed aspetto impaziente che il vento mi sfumi, mi sfami la sete d’essere parte del mondo, luna che gravida partorisce di giorno il frutto dei semi lasciati infecondi.” Triste...intensa.... Olimpia 
Io lo dico da sempre tu hai una scrittura potente e limpida, una delle più interessanti in giro per questo pazzo mondo della rete. Una delle più amate da me...ciao :-)   Massimo 
E' piaciuta tanto anche a me, c'è una profonda ricerca molto ben equilibrata dalla scelta delle parole e dei suoni.  ditadibetulla 
In silenzio.. che sono il vento e il mare a parlare.  E te. sally 
Deflusso d'inconscio  "un’anima a forma di ventre" m'è rimasta tatuata nel miocardio...  nepos 
Mi permetti di segnalarlo sul forum ...vale davvero la pena leggerlo. daniela
Sì, vale davvero la pena. Grazie a Daniela per averlo segnalato. Sono righe veramente intense. Balila
Meravigliosa, semplicemente stupenda.....questo modo in cui il reale oltrepassa il labile margine dell'astratto............. cmq raro trovare degli scritti con uno stile di questo livello. Francesca
Non c'è confine tra la dolcezza e il brutale egoismo...eccezionale....grazie Ochema
Sono contenta tu l'abbia ripubblicato qui,  perchè se lo merita! :)) mare
Molto Poetico e ben scritto. rende l'indefinibile idea di un'attesa che non si compie. Ciao Mistero
Triste... Mare
E' colma di sensualita’ che trasborda e ti porta a sognare. Bellissima quasi onirica. lucrie 
E’ quasi un peccato che questa pagina sia nascosta qui, anche se questa è la sua sede naturale. parole intense, musicali, struggenti e carnali. Vera poesia in prosa. massimo
Ho già lodato  questo scritto che mi affascina anche alla seconda lettura. poesia in versi liberi...  massimo
Poesia liquida.  landoblando
Quasi un recitativo, da leggersi ad alta voce su una spiaggia deserta, al rumore della risacca e delle strida dei gabbiani. GIAMPIERO
Splendida.......non solo è piena di sensuale erotismo, ma è ben scritta, originale.....mi ha fatto pensare ad un disegno in bianco e nero di Manara.....le sue donne non sono mai soddisfatte ed appagate........è come se volessero risucchiare il mondo e chissà se gli basterebbe......... SchiavaD’Amore
Qui ho trovato l'anima di Liberaeva. Semplice. dolcissima, tenera e romantica. Un caro saluto barone bella
 

 

Il brano La Donna e il Mare è tratto dall'ultimo libro di Liberaeva 

Frammenti di erotismo decadente fra sogno e perversione

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Le poesie di LiberaEva 

 

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