RACCONTI BREVI  
 
     
 
 
 

La cameriera 

di Libera Eva

 

 

Ti prego dammi ancora l'illusione d'esser sazia di carezze, nei miei incavi che si aprono al vapore dei tuoi fiati, all'incuria che mi devasta fegato cuore e polmoni, e consuma nell’attesa pieghe secche di sesso spoglio, di carne che calpesti come grano a mezzogiorno.

Amore? Ma che dico! E' solo una parola che bagna la mia bocca, sputo che non esce che dicono saliva, come fosse già domani o peggio nel mio ventre, pazza nel bisogno di sentirmi cosa tua, la sola che t’appaga mentre graffi i miei seni, e slabbri la mia luna infeconda tra le gambe. Ti prego, fa che questa notte accetti la tua assenza, come l'inverno quando è freddo e s'insedia e sembra eterno, e tu nel sogno fitto mi inondi di piacere, nei mattini appena sveglia di neve sopra i pini, quando scaldi la mia gonna come fosse un regalo.

Amore ma che dico? E' solo una parola che rimane e m'accompagna, nelle notti silenziose quando sento scricchiolare, il tuo letto il pavimento proprio sopra la mia testa. Sono colpi addosso al muro lamenti come schegge, di moglie assetata di cagna attorno al branco, che mai paga si rivolta come un cencio alla fontana. Io sì che ti darei la parte calda che tu cerchi, che sa d’amante persa che brucia lungo un viale, bacerei il tuo orgoglio anche quando mi rifiuta, leccherei le tue voglie anche dentro questa pancia, che ora bolle e si gonfia d'aria e di mancanza, di sere accovacciate che si perdono nel nulla, e muta stringo il vuoto inconsistente tra le gambe.

Amore, ma che dico? Che stronza questa parola mi scorre tra le vene, mentre la mia pelle ti reclama come maschio, dove rossa dove molle si fa umida e si schiude, e si fa mite e più capiente quanto un'anima che implora. Amore, ma che dico? Mentre mi riduco ad ascoltarti, a seguire con la mano questo tonfo di spalliera, questa rete queste molle che mi penetrano le ossa. Mi sfioro m'accarezzo e obbediente seguo i tempi, perché il mio piacere sia almeno puntuale, alle urla senza freno che invadono la casa, come se fossi tu a spartirmi questo seno queste labbra, che ora cedono alle dita che m’illudo più callose. Ti prego aprile la bocca e fammi addormentare, pensandoti che all'alba sarai qui tra le mie braccia, e guardami nei suoi occhi e vedimi più bella, perché mi piacerebbe che t'affanni e poi mi pensi, che mi cerchi dentro carne che emana altro odore, come se tu potessi soddisfarne due insieme, mentre lei urla ingorda ed io muta sto godendo, e dentro nel tuo letto la guardi e m'assomiglia, e tra poco per incanto riposo e si riposa.

 

 
     
COMMENTI DALLA RETE
 
Simone  Bella. Forse lo stile così raffinato non si sposa bene con il linguaggio volgare adottato in alcuni punti, ma al contrario di molte poesie prive di significato questa l'ho trovata intensa e piacevole. 
Massimo Botturi Mi ripeto...la classe non è acqua... 
Cri  Toccante, molto dolce e triste, malinconica e ingenua.. mi piace lo sguardo di bambina...  Molto molto bella davvero  
Snake  Bel pezzo, ma stranamente non ci vedo affatto dolcezza... No, è solo piena di malinconica rabbia lontana... e di ciò che sarebbe potuto essere se....  complimenti per i versi. 
Anna Un andare e venire tra ricordi che dovrebbero essere dolci, ma che sanno solo di amaro stupore. Il freddo dei giorni si sovrappone al gelo delle sensazioni. Bella. Ti accendo. 
Trevize Una cantilena scritta bene che sa angosciare e lascia il segno. ciao. 
Joly Cara, mi ha ricordato un'altra tua poesia: "LA VENDITRICE DI FIORI" che ora andro' a rileggermi. Bella comunque, ti stringo forte Joly 
Leone A me sembra soprattutto un testo rivolta ad un'infanzia rubata, ad un'esperienza subita e neppure cercata. La tristezza vera, insomma, di un futuro ucciso.   
Massimo  Guarda... io credo che tu sia la miglior scrittrice di erotismo, sia in prosa che in poesia. Questa è una meraviglia. 
Rubino Bel viaggio tra il sesso e il desiderio del sesso. In alcuni punti si raffredda, per poi riaccendersi d'improvviso. 
Raffaele S. Io, mi domando, come tu faccia ad entrare nelle intercapedini dell'anima e farle trasgredire. Io, mi domando, quanto si possa avere cosi' alto il senso della proibizione. Un bacio. Ti sento. 
SchiavaDAmore  una donna, come molte delle tue......aggressiva, disinibita anzi spudorata........sembra la visione maschile di una donna con le voglie............ 
   
 

 

 
 
 

 

 

Le poesie di LiberaEva 

 

Il materiale contenuto in questo sito è tutelato dai diritti d'autore. L'utilizzo è limitato ad un ambito esclusivamente personale. Ne è vietata la riproduzione, in qualsiasi forma, senza il consenso dell'autrice