RACCONTI BREVI  
 
     
 
 
IMPOTENZA
di Libera Eva

 

Foto Gabriele Rigon - Modella Lulu

 

Oggi un giorno uguale, ma viene dopo ieri.
Il fuori tutto intorno, ha il colore dei tuoi occhi
Occhi di conifere, tra le Alpi e la Francia.
La Francia io l'ho vista tra la nebbia una mattina.

Mattina di treno, odore di bar alla stazione
E poi pensione, moquette e tende impolverate
Urlavi di piacere e di orgasmi ripetuti
sotto colpi mercenari di maschio a pagamento

Ed io ai margini del letto stringevo la tua faccia
Chiamandoti per nome asciugavo il tuo sudore
Impotente e coinvolto speravo che non si stancasse
Reggendo al desiderio fino all’ultimo respiro

E poi niente, vuoto, rumore di denaro
E i contorni dell’ombra che sbattono la porta
I tuoi occhi di appagata che cercano nel buio
Consenso e contentezza della mia faccia lì vicino

S’intrecciano inevitabili pensieri contrastanti
ma è difficile davvero pensarmi come prima
colmo di superfluo e vuoto di ragione
Ragione che ti ho persa nelle mutande di quell’uomo.

 

COMMENTI DALLA RETE
Paolo LiberaEva trova il suo Adamo, per niente libero. Cambio di prospettiva per una versificazione estremamente fotografica, essenziale, funzionale. Tono soffuso del ricordo che si infrange sulla materialità del presente. Rimane la domanda: perché raccontarla con gli occhi di lui? Pietà, forse? Paolo
 
 
 

 

 

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