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Il mio nome

di Libera Eva

FOTO rigon

 

Mi chiamo Bluette perché nessuno mai m'ha dato un nome.
Perché mia madre è morta di parto mentre nascevo
Perché mio padre non m'ha mai chiamata, nemmeno dopo cena,
quando ubriaco, mi guarda da dietro che rassetto, lavo i piatti e mi preparo.
Nemmeno a letto quando faccio il mio meglio
e guardo la luna e mi prende come maschio
e mi chiama Elvira come mia madre
e mi chiama troia, ma non può essere questo il mio nome!

Ma da queste parti è cosa normale 
che la figlia femmina più grande è riservata a suo padre
e di solito non passa anno che non abbia la pancia grossa
che non abbia i seni pieni come la vacca che mungo in cortile.
C'è un posto vicino al fiume dove la terra è rimossa
dove le colpe vengono sotterrate in fretta
ma per me non c'è pericolo, perché lui non vuole,
perché ha scoperto il piacere dove non può fare danni.

Per lui è tutto dovuto,
come preparare il pranzo quando torna dalla terra,
come lavare montagne di panni a cinque fratelli
come riservargli la mia parte migliore che non vuole che lavi
che sappia d'odore d'animale e non conosca sapone
che sappia d'odore di Lilly che bela giù in stalla.

Per lui è tutto dovuto,
come dimostrargli amore allacciandogli le scarpe
come dimostrarmi a suo modo d'essere geloso
ed appellarsi alla giustizia divina se qualcuno m'ha guardata
e picchiarmi a letto e rifiutandomi il sesso
Perché non m'è concesso!
Sentirmi civetta quando lui non ha voglie
sentirmi una donna perché sono solo sua figlia
sognarmi già sposa per non rimanere zitella.

Sono cresciuta in fretta come questo mio seno
che mi precede ed ora m'è d'impaccio
come questo colore che mi porto appresso
che un cieco ha solo creduto di vedere nei miei occhi
quando sulla sponda del fiume mi sentiva lavare.

Sia lodato il cielo per avermi fatta così bella,
così che mentre passo e vado al fiume 
gli uomini non possono farne a meno
di farmi sentire più grande degli anni che porto
Sia lodato il cielo per avermi fatta meno bella,
meno bella di mia madre che ogni notte in sogno m'appare
che ogni sera mio padre mi rimprovera
quando affonda di dietro senza guardarmi la faccia
quando sgocciola nel mio secchio come acqua piovana.

E mi cruccio e mi dispero pensando
che stasera, ubriaco, potrebbe non guardarmi mentre rassetto
potrebbe andarsene a letto stanco e svuotato da Lilly
che ora nella stalla sta preferendo
che ora nella stalla la prende senza guardarle la faccia.

E mi cruccio e mi dispero pensando, che io potrei fare di meglio
se solo non avessi altre incombenze 
come stendere panni, mungere vacche e preparare la cena
se solo non avessi da badare ad altri cinque fratelli
se solo potessi! Ma sarebbe lo stesso
perché Lilly ha un nome che io non porto.
 

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COMMENTI
  Assolutamente fantastica. Ringrazio il cielo d'averla letta . Merita davvero! Cristiano

Forte!!! Testo forte e coraggioso. Linguaggio asciutto, crudo e realistico. In una pagina è compresa la storia di una vita. Anziché ‘versi’ lo metterei nella categoria ‘prosa’ senza per questo sminuirne il valore. Andrea 

Assomiglia 
ad una ballata 
che ghiaccia il sangue 
nelle vene ad ogni strofa 
tutto quel che rimane 
è orrore e disprezzo 
molto brava 
a rileggerti 
BEA 

Il mio commento è... ...Che non trovo nessuna parola per commentare questo testo. Le sensazioni che provo sono immaginabili e tu sei molto brava a descrivere questa sconcertante storia. GAETANO 

Piaghe di parole Bel testo! Forte e lacerante. Ciao. THID

Sì.  Molto molto buona. Ho letto alcune cose di te. Altrove. Anche questa è pervasa dalla stessa disperazione dolente e sensuale, ed il sesso che descrivi è sesso terribile, in un certo senso, e malato, e ferito. Ma questa cosa è bellissima. Bellissima davvero. E diversa. Non so perché. E' pervasa di una delicatezza che prima io non coglievo. Priva di quella solita ruvidissima rabbia.  Manù 

Io lo voglio scrivere un commento ma non è mica facile! Il tuo testo è così semplicemente pieno di orrore! Semplicemente, senza calcare la mano. Non c'è bisogno. Bastano i fatti.  Forse non si capisce ma sto esprimendo apprezzamento. Molto. Sei bravissima. PAOLA

Molto davvero  Flavio 

Degna di De Andrè. Bravissima, me l'hai fatto tornare in testa! Gazie  Billybrown 

Sono annichilito... mi inchino a te , alla tua cruda e bellissima scrittura. Sono veramente colpito, ti faccio i miei più sentiti complimenti , davvero.  Massimo

E se "Il Silenzio" è prova dell'esistenza di Amore, il silenzio di un nome è prova della sua illusione, della sua corruzione. LiberaEva torna tra i campi per trovare la sua Voce della Terra, la sua voce rurale in cui sa di erba e terriccio, di carne e sudore, di monti e cielo. Bucolica al contrario, incontrastabile e feroce, la sua Voce Senza Nome canta di realtà dimenticate, di identità strappate, di personalità addomesticate, nessuna delle quali ancora persa finché gli occhi di un cieco potranno ammirarle... Paolo

 

 

 

 
 
 

 

 

Le poesie di LiberaEva 

 

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