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Oltre i denti del
giudizio
di
Libera Eva

C.C.Clearwater
Ho avuto tanti uomini, li giro come anelli tra le dita
qualcuno per errore, tanti per scommessa
nessuno per amore che rischiara notti insonni
che domani sembra ieri od oggi un altro giorno.
Ho avuto tanti amanti, come i lividi che porto
entravano senza chiedere, carichi di promesse
E mi consumavano le labbra, oscene e generose
strizzandomi il cuore come straccio da per terra.
E mi chiamavano Eva, perché puttana perché porca
perché succhiavo rabbia e sesso di rivincite notturne
perché scema alimentavo le speranze di saliva
perché l'illusione in cuor mio era semplice truffare
E le mani sulla testa mi scarnivano i pensieri
concentrata sul piacere in attesa dello sputo
come il dai e dai di meretrici, tumefatte d’abitudine
attutivo i loro colpi ammollandogli il percorso
E mi davo come nuova, oltre i denti del giudizio
oltre il lecito consenso, fino a farmi vomitare
Corrodendomi la gola con acido infecondo
che ristagna di sapore fino al prossimo tramonto
| Umberto |
Nessuna pornografia. bel pezzo,
corrosivo al punto giusto. Si respira un bel io sono così il resto sono cazzi vostri. |
| Anonimo |
Questa composizione mi fa pensare
a certi monologhi o dialoghi di cortigiane (di allora) o puttane (di oggi), che si ritrovano ad esempio
nell'Aretino e in Pasolini. Ma a parte questo (mi scuso, forse sono solo
connessioni che stabilisco io, per mio piacere) la poesia risulta
molto efficace, con qualcosa di bizzarro e di sgangherato e una forte capacità di metafora, che danno al lettore un notevole senso di
amarezza e di disgusto. L'amore non c'è stato mai: eppure solo quello Liberaeva cercava.
Altro che pornografia. |
| Paolo |
Discesa
nella gola della crudezza, superamento del proprio giudizio e di ogni
giudizio altrui, alla ricerca di qualcosa di mai trovato. Toni che variano
"incupendosi" per condurci per mano verso la corrosione di
un'anima. Non capisco perché qualcuno debba specificare che non è
pornografia: è poesia, e decisamente di Qualità. Paolo |
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