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   RACCONTI BREVI  
 
     
 
 

 

Facciamo che io sono bella

di Libera Eva

C.C.Clearwater

 

Facciamo che io sono bella,
e tra i capelli mi spunta una spiga di grano
diciamo che mi trucco la faccia di rosso
e mi marco le labbra con le penne e le more. 

Facciamo che io sono bella
e mi cingo la testa con le foglie d’alloro
diciamo che s’impiglia la gonna tra le spine dei rovi
e mi lego le dita con la tela di ragno
 
Facciamo che trovo un nido d’uccello
come dietro ogni foglia, uno spicchio di cielo
diciamo che volo ed ho paura di cadere
come dietro ogni voglia, un leggero rossore.
 
Facciamo che ho vent’anni di meno
al primo bacio che m’accappona la pelle
e mi ciancica le labbra ed il cuore
sopra questa panchina che guarda il tramonto
 
Facciamo che io ora non sono sola
e il guardiano non fischia e non chiude i cancelli
e mi sento chiamare per nome, un nome qualunque
senza questa carota che mi procura piacere



   

 

COMMENTI
E' un'impressione o non ho mai visto un finale a sorpresa così duro? Complimenti, è scritta veramente bene. 
Ciao! Ignazio 
Accipicchia! Che finale questo, in netto contrasto con le immagini delicate e idilliache dei campi, delle spighe e delle more. E perche' no? Ci riporta di colpo con i piedi per terra, e da solidita' e forza al testo. Mi e' piaciuta, soprattutto per il finale. Anzi, tutta l'ultima strofa e' grande, davvero grande. Ciao Daniela 

 

 

 
 
 

 

 

Le poesie di LiberaEva 

 

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