RACCONTI BREVI  
 
     
 
 
 

Durante l'amore 

di Libera Eva

 

Foto katarzynawidmanska

 

 
 
 
 

Ti prego non chiedermi nulla, perché il passato improvviso a volte ritorna, e mi prende ogni volta quando dici che m’ami, quando il fiato sul collo m’arriccia i capelli e fa condensa e respiro e brividi caldi che liberi scendono dove il resto non conta.
Aspetto la notte per non fare più ombra, ai sogni più intimi che mi vorrebbero ora,
su una strada qualunque in un budello di luna, oltre questa terrazza dove mi prendi e ti sazi di quest’incanto d’amore che nutri e che dici, che è pelle di cuore e ti illudi d‘avere, che è pelle di seno che bagnato ti offro.

Respiro la notte e ingoio gli odori, per sentirmi padrona su un viale di Roma, di nuovo regina dei gatti di strada, dei pali di luce che scorrono storti, al vento che tira e m'alza la gonna, e soffia e poi fischia come un branco volgare che muto m’aspetta per avere i miei avanzi, detriti d’amore d’odori più intensi, d’orgasmi rappresi di femmina persa.
Sanno di strada, d’incoscienza e piacere, di quando a trent’anni m’era tutto concesso, di trucco che cola come anima munta, dentro specchietti che mi fanno più bella, alle ombre sul muro che m’aspettano in coda ingannando l’attesa tra i fumi bollenti di piscio che scola sotto le suole.

Lo sento quel vento che s’insinua fitto e maschio m’assaggia e m’asciuga le pieghe d’un sesso stanotte che nessuno ha disfatto perché tu t’affanni e mi chiami per nome perché tu m’accarezzi e ti giuro non serve se non mostro il mio seno e non sa di mignotta, inutile ai fari che passano in fretta, sterile e vano come lacrime fiacche, d’una donna che piange sotto la pioggia.
Mi slaccio il cappotto e chiudo l’ombrello, perché c’è sempre la pioggia che bagna i miei sogni e faccio due passi per mettermi in vista, perché non ci siano dubbi di quello che voglio, che faccio stasera dentro un cono di luce, sopra un lembo d’asfalto che s’abbina al colore, di queste mutande che m’ingombrano il sesso, di questa stoffa per dire che ad onde riflette.

“Se qualcuno dovesse chiedermi quanto?” Chissà quale prezzo può valere una bocca, e quanta saliva ne serve per dare, per sentirmi padrona, per essere schiava, per sentirmi regina ed essere brava. Ma stasera vorrei che andassero oltre, perché non basta una bocca per riempiere un vuoto, perché tu non mi basti mentre dici che m’ami ed io nel mio sogno li vedo e l’invito a cercarmi più maschi dove s’aggruma l’istinto, tra queste gambe che scopro e calo la gonna e resto in balia d’un altro che passa.

Ecco ora sono nuda! Nascondo i vestiti dietro una siepe, m’allontano e li guardo per essere certa, che la mia dignità giace accanto ai rifiuti, ai bisogni di cani che ci fanno di giorno.
Cammino lungo la strada ed ho quasi l’affanno, chissà se il mio sesso ha un aspetto decente, se vale più di quando lo copro di seta, di quando di classe m’atteggio a signora, di quando di giorno mi dicono bella, al solo vedermi che accavallo le gambe e uno spicchio di calza nutre la voglia, che sotto, che dietro c’è una femmina calda, che in fondo, che in parte c’è una preda che scappa.

Ma stasera è diverso e non mi serve un uomo, due occhi, due mani che mi fanno la corte, come tu ora che mi baci la parte che dici amore e davvero lo senti, ma è tutto scontato come ora che entri nel momento preciso puntuale al secondo.
Voglio il primo che dica parole piccanti e quelle più oscene che non abbiano senso e m’offendano l’anima e sanno d’ingiuria, d’oggetto, di merce, di bagno di strada, di mani che grasse mi sporcano dentro, d‘uomo che m‘offre ed un altro che tasta.
Voglio il primo che passa e si ferma e mi prende, in un gesto d’istinto senza pensarci, come un biglietto, al casello già pronto, o un giornale gratuito sotto la metro.
Lo voglio muto senza respiro, che mi lasci in attesa per quanto ha bisogno o che senta il dovere di stapparmi la voglia, di cercarmi nel fondo dove sono me stessa e sturarmi l’ingorgo che sento e m’intasa, come un portiere che ripulisce un tombino da foglie e cartacce portate dal vento.

Di colpo mi sveglio e ti vedo davanti sopra questa terrazza mentre facciamo l’amore, mi ripeti che m’ami che sono più bella, che sono un incanto di rossore e purezza, e al mondo mi giuri non esiste davvero, una donna che trema e s’abbandona all’amore, come ora mi senti e ti pare e lo credo, d’essere tua mentre gridi che m’ami, e t‘affanni lo sento e sudi e mi prendi, e poi mi rivolti e poi ci ritorni, credendo davvero che il resto non conta e bastasse il tuo sesso per riempire una donna.

Chissà quante parole ho perso stasera, chissà se per caso durante l’assenza, mi hai letto negli occhi dov’ero stasera, su un bordo di strada dentro una macchina ferma che rifacevo le labbra per un prossimo incontro.
Ti prego non chiedermi nulla, perché il passato a volte ritorna, e mi prende nel sogno quando facciamo l’amore, ed io esco da sola e mi risfilo la gonna, ed aspetto la notte perché tu non t’accorga, di quello che sento e non potresti capire.
Ti prego non chiedermi nulla, chi è quella donna perché mi somiglia, non domandarmi se ora provo piacere, se l’amore che sento buca la pelle del cuore.
Se m’ami davvero taci ti prego, lascia che i miei occhi si serrino entrambi, per sentire il lamento d’un’anima impura, per sentirla più nuda della carne che offro, proprio dietro la siepe dove pisciano i cani, dove lascio i vestiti e m’immagino altri, che non dicono amore e non hanno rispetto, che non hanno il tuo odore, il tuo viso perfetto, ma avanzi di mondo che riconosco dal tatto.

Ti prego non chiedermi dove vado di notte, dove vado ogni volta durante l’amore.

 

 

 
 

COMMENTI DALLA RETE


Più che un racconto è una bellissima poesia. Versi stupendi, viene da dire. Commentare il testo come un insieme di parole è riduttivo. Sono autentici versi che scaturiscono dall'anima e lasciano una traccia sicura. Giulia

Un insieme ordinato di macchie d'inchiostro... se scrivessi con una penna, di splendidi impulsi elettrici... se ti affidassi alla tastiera di un computer; ma se è l'anima che detta è il cuore che scrive. Ed i riflessi di qualsiasi luce altro non fanno che esaltare il profumo che emanano le tue parole. Non c'è notte per poterle nascondere, nebbia per provare a celarle. Un'onda s'infrange su una spiaggia purissima: può solo strapparti un granello di sabbia... Ale 

Avevo già letto questo testo altrove, complimenti rileggendolo è ancora più bello, lasci belle sensazioni in tracce d'amore Mauro

Mi sono immerso nella lettura di queste dolcissime parole, sono rimasto sbalordito dalla sensualita' mescolata ad erotismo, io perdonami se ho questo dubbio ma se quello che scrivi lo tiri fuori da te stessa allora presumo che tu debba essere tra le nomination per qualche premio letterario e non credo affatto di esagerare. A questo punto stai scatenando in me ancora piu' grande la voglia di approfondire questa conoscenza, credo non so' perche' di poter imparare molto da te. Leggerti mi fa' impazzire, non smettere per favore. Ti aspetto Max

Uno un più uno in meno... immagino che i complimenti ormai non ti facciano più effetto, inutile dirti che sei eccezionalmente brava, incredibilmente erotica, e allora, uno in più uno in meno... complimenti eva nero il disegnatore

Incredibile lo spessore del contenuto erotico... e quale adeguata e puntuale conoscenza della lingua italiana!! sono commosso!!!  LA SCATOLA

..forse comincio a capire. Grazie a te... per esserci DAMMI UN APPUNTAMENTO

Io sono un uomo innamorato di una donna che scrive della parole talmente belle ed eccitanti , da farsi desiderare come mai nessuna si è mai fatta desiderare....... NOTTE...BACI passionale

Forse a trent'anni ci è tutto concesso, tranne di capire a fondo pagine come questa. la pelle liscia non ha rughe ma nemmeno cose da conservarci dentro, alle rughe. scorre la tua scrittura, in pagine, anni e vite, scorre. PE effeeffe

 
 
 
 

 

 

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