RACCONTI BREVI  
 
     
 
 
 
 

Dove fioriscono i capelli 

di Libera Eva

FOTO rigon

Accarezzami dove fioriscono i capelli, sopra le macerie fumanti dei miei sudori, fammi distinguere il verso d’una passera che cova, da una merla che canta ed avverte il suo maschio, lo stesso che negli anni non sono riuscita a farti sentire.

Non dire nulla che non sappia d’amore, ascolta il silenzio di questa trama di seta, di questa foglia che lenta danza e si posa, e cade e m’avvolge come regalo che offro, e tu slacci e lo sciogli e ti meravigli di farlo. Ripeti il mio nome come se non m’avessi mai chiamata, come se non m’avessi mai toccata e le tue dita ancora ignorano al tatto la spugna e il velluto che incarta i miei seni.

Chiamami, perché il paradiso non può essere altrove. Sono queste le mani che disegnano esatte il profilo dei fianchi, il ventre del sesso dove intingi le dita e poi come un bimbo le avvicini alla bocca, tiri fuori la lingua e ne gusti il sapore. M’avvicini in un gioco dove non capisco regole e ruoli, e i tuoi occhi sanno già che perdo, che il pegno che trattengo tra le gambe sarà disponibile come una sposa, come una madre che brama dalla voglia di esserlo.

Fa che l’odore di terra che sento mi salga dal cuore, che la pioggia che batte si faccia leggera e rimanga a scintillare contro il sole al tramonto e componga un alone sopra i capelli, perché io sia santa, perché io sia donna, sia identica al mare quando solo galleggi, sia vento e poi cielo quando di notte ti culli e spicchi quel volo al solo agitare di mani.

Non parlare. Qualsiasi parola, che non sia il mio nome, qualsiasi verso che non sappia d’amore, righerebbe il silenzio, striderebbe nell’aria, come spine di rose sul mio seno proteso, che mi cerchi e pretendi e te ne fai sorgente in un orizzonte di cielo, di sabbia e d’arsura.

Dissetati dentro questa natura. Ingozzati di questo mistero che mi fa regina ogni volta che scopro, e ti fa suddito a branchi come file mansuete di cani che docili e buoni aspettano il turno.  Vorrei dare un nome ad ogni foglia che calpesto, impararlo a memoria e ripeterlo piano, così come ad ogni passo, un suono ed un tono, per ricordarlo domani e chiamarlo per nome.

Vorrei che questo corpo non avesse più pelle, e tu possa dissetarti del sangue del cuore, di tutti gli uomini che hanno goduto prendendolo a calci, di quelli onesti che m’hanno insegnato, a schivare per strada lo sterco dei cani, a truccarmi la faccia di porpora e pepe.

Ti prego non chiedermi perché ora mi offro, se nei miei anni c’è un uomo con gli stessi tuoi occhi, se c’è una folla di ricordi a forma di maschi, che m’hanno educato a sentire la colpa, per quello che sento, per come mi dono.

Guardami, come se m’avessi scovata dentro un guscio di noce, tra le spine dei rovi come more e lamponi. Accecati al rosso delle mie labbra perfette, abbagliati e pretendi rispetto per ogni goccia di sangue che s’addensa e s’aggruma, per ogni goccia di seme che mi sfama e disseta, i canali prosciugati dove non ristagna che melma.

Lascia che le mie gambe diventino foce di tutte le piogge che corrono al mare, di rami, di trote e bottiglie di mare, che riparano gelose invocazioni d’amore. Ascolta il rumore di questo seno che dondola e selvaggio ti sfida ad esser fedele ad un’unica bocca, ad un’unica donna.

Prendimi, prima che le tue mani esitino all’angoscia di non farmi godere, prima che le tue dita ritornino esili e riprendano forma. Prendimi, saprò di nulla e bugia se proprio vuoi che rimanga nel sogno, se proprio non vuoi che sia fatta di carne e dolori. Sarò eterea e fragile come una rosa in inverno, come un bimbo racchiuso dentro la mano di un padre.

Se questo fosse il paradiso vorrei già essere morta, ma se per caso fosse l’inferno peccherei ogni giorno per guadagnarmi questo oblio di spirito e carne che addensi e rimescoli, perché se t’amo non posso avere una forma,  se non quella che foggi e modelli per darti piacere.

Ora le sento, queste mani scellerate che continuano a toccarmi, a sfiorarmi come se conoscessero ogni istante che segue, come se alba e tramonto non avessero un giorno di mezzo e continuassero a girare in un vortice di brama e passione. Mi fai sentire incompleta perché ti desidero, convinta che il mio corpo sia imperfetto da quando son nata, difettoso d’amore ad ogni angolo di strada.

Ora ti sento! Impaziente come qualsiasi uomo, mi cerchi dove l’anima si scompone al piacere. Mi volti e mi rivolti per riempirmi di maschio in ogni dove natura m’ha fatto capiente. Incredula tremo e t’imploro di urlare, di chiamare il mio nome perché di null’altro ho bisogno.

Amore, infinito amore, dimmi che esisti, che queste mani non sono le mie, e il vapore che alita il ventre sono parole che non potrei mai ridire. Dimmi che ci sei, che sei ragione ed istinto, natura che torna, corpo che viene, come l’aprile che sboccia le rose, come l’estate che matura il suo grano, prima che la falce non lo recida dal gambo.

Amore, infinito amore, dimmi che esisti, che svuoti i miei anni e mi riempi di istanti, ma se mi dicessi amore sarebbe pazzia, se mi dicessi che m’ami sarebbe un sogno soltanto. Allora taci, ti prego taci, perché se l’amore esiste, non ci sono parole dentro questo silenzio.

 

 
 

 
 
 
 
 COMMENTI DALLA RETE

I tuoi racconti. ...Semplicemente strepitosi. Ne ho divorati parecchi... impossibile fermarsi o pensare di dormire. Le parole che usi come le accosti, c'è un ritmo che coinvolge come una danza tribale, frenetica. Più ti muovi ansimando e più forte devi andare, devi berne di più e sempre di più fino a svenire? Morire?
Forse solo cadere a terra senza fiato e senza forze. Bello, bello essere capaci di far sentire cose così. Ancora complimenti. Marco

bellissima....(spero i pensieri arrivato dopo)..... nannarella 

Ti ho letto e riletto, ma scriverti che sei brava mi è sufficiente? Giada

Qualche momento mi piace meno, nel complesso non è niente male davvero e alcuni versi isolati sono decisamente belli. fabrizio p

Qualsiasi parola, che non sia il mio nome, righerebbe il silenzio...WOW !!!!!!! Massimo

esulto... solo una donna può scrivere così, una forza della natura, una forza vitale che mi carica e mi fa stare benissimo !!! grazie, è splendida !! proviamo ancora con la luce :-) Massimo B.

"...Prendimi, saprò di nulla e bugia se proprio vuoi che rimanga nel sogno, se proprio non vuoi che sia fatta di carne e dolori...Se mi dicessi amore sarebbe pazzia, se mi dicessi che m’ami sarebbe un sogno soltanto. Taci, ti prego taci, perché se amore esiste, non ci sono parole dentro questo silenzio." Bhè dove esattamente si debba collocare se poesia, narrativa o non sò cosa a me sinceramente non importa molto (forse sbaglierò), quel che colgo sono più che altro i contenuti, ciò che trasmette e mi ha dato abbastanza. Ciao Ivana Limpida_creatura

Bella. Anche lo stile non poetico-canonico, senza gli a capo. Forse però ti dilunghi troppo. Si finisce con lo smarrire la bellezza di certe immagini che, proprio perchè soffocate da un fluire dei pensieri troppo intenso, restano sommerse. Anna F

Come sempre profonda, come sempre sensuale, sul gradino più alto dell'erotismo. *Luisa*

Hai ragione è desiderio e passione, sensualità e sentimento E' vera poesia! Un caro saluto barone bella

assolutamente superlativa, grande sentimento e profonda passione accompagnano questi versi e li dirigono fornendo ad essi il ritmo incalzante....incommmensurabile la tua bravura che ha trovato il max della sua capacità espressivo-poetica in questa tua che a sua volta la rappresenta quale diadema di inestimabile valore e l'intensità emotiva che traspare rigo dopo rigo, sempre altissima la tensione nonostante inizialmente ,vista la lunghezza del testo e la mancanza di scansione ritmica, io avessi pensato che sarebbe stato difficile arrivare fino alla fine, bravissima Raffaella C

Non è poesia e tantomeno erotica BandoleroNero

A parte la collocazione in poesia (benché si tratti di una brano accuratamente poetico) c'è questa appassionata voglia d'amore che si traduce in preghiera, un bisogno profondo di credere nell'amore, nella sua bontà, nella sua bellezza nella sua selvaggia tenerezza che sa di dolce e di asprigno come alcuni frutti di bosco, e profuma, al di là dei sensi. Ciao, Guido De

 

 
 
 

 

 

Le poesie di LiberaEva 

 

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