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A metà strada
tra la ricerca grafica e l'arte erotica
tridimensionale, questa serie di opere ci
riconduce ad un concetto particolare della
filosofia artistica di G.Deno. Di fatto si
vuole simulare la rappresentazione in studio, di per sè già
fuori dalla realtà ed artificiale in quanto
ricostruzioni di immagini inesistenti e, al
contempo, si porta all'esasperazione la presenza
umana elementarizzandone la sua connotazione
fisica. Non modelle in
carne ed ossa, ma "porzioni", dettagli
del corpo femminile e particolari
dell'immaginario feticista: calze, tacchi alti,
... (Hugo 2004)
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