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Svelata la passione fra la vedova di Kennedy e il cognato

Jackie Kennedy e il cognato Bobby: storia di un amore impossibile

Dopo anni di indagini, David Heyman nel suo libro "'Bobby and Jackie: a Love Story"  rivela l'intenso rapporto fra Jacqueline e il cognato, durato circa quattro anni.

 

 
 
 

 

In un'anticipazione pubblicata dal 'New York Times', si viene così a sapere che il rapporto fra i due fu talmente intenso che quando, il 4 giugno del 1968 spararono a Robert Kennedy, fu proprio Jackie, e non la moglie Ethel, a ordinare ai medici di staccare la spina.

Lei: Jacqueline Lee Bouvier, era stata la moglie di John Fitzgerald Kennedy, 35° presidente degli Stati Uniti. First Lady dal 20 gennaio 1961 al 22 novembre 1963, data dell'assassinio del marito. In seconde nozze sposò l'armatore greco Aristotele Onassis.
Lui: Robert Francis Kennedy è stato un politico statunitense.
Già ministro delle giustizia durante la presidenza del fratello John, vinse le elezioni primarie nel 1968 per il Partito Democratico, candidandosi alle presidenziali contro Nixon. Morì in seguito ad un attentato all'indomani della candidatura.

Bob e Jackie si sono amati con passione, sotto l'occhio indulgente di familiari, senza che trapelasse una sola indiscrezione.
La loro era una passione rovente e senza speranza.
Così intensa che quando spararono a Bob, fu Jackie e non la moglie Ethel, cattolicissima, a ordinare ai medici di staccargli la spina. Dopo quattro mesi sposò
l'armatore greco Aristotele Onassis.
Già sposato e padre di 11 figli, Bobby non fece mai nulla per occultare la tresca.
La moglie sapeva e tollerava il tradimento.
"Tutti ne erano a conoscenza - riferisce Franklin Roosvelt Jr. - Erano come due teenager malati d'amore".
Un giorno il tradimento avvenne praticamente davanti alla moglie di Robert Kennedy. A sei mesi dall'omicidio di JFK, durante una cena sullo yacht presidenziale, nel maggio del 1964, i due amanti lasciarono i commensali, tra i quali  la moglie  Ethel, e se andarono sottocoperta insieme. "Quando tornarono erano felici come due gattoni soriani" racconta Arthur Schlesinger.